Una guida pratica per coltivare piante carnivore senza difficoltà tra luce, acqua pura e cure stagionali.
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Le piante carnivore sono sicuramente affascinanti, ma seguono regole molto peculiari per quanto riguarda la cura e la coltivazione. Queste piante non vivono bene in terriccio universale, non amano il calcare, odiano il fertilizzante e, spesso, preferiscono solo un davanzale luminoso e poco altro. Proprio perché sono così diverse dalle altre, è comune la credenza che siano difficili da coltivare; invece, con i giusti consigli curare le piante carnivore sarà semplicissimo.

I principali tipi di piante carnivore

Prima di addentrarsi nei consigli di cura, è fondamentale conoscere i principali tipi di piante carnivore che si possono trovare nei principali vivai. Naturalmente, ogni famiglia ha esigenze un po’ diverse per quanto riguarda luce, acqua e temperatura. Nello specifico:

  • Dionaea muscipula (Venus acchiappamosche): è la carnivora più famosa, con trappole a scatto formate da due lobi dentellati che si chiudono quando un insetto tocca i peli sensibili interni.
  • Sarracenia: piante a forma di “brocca”, con lunghi tubi colorati che funzionano da trappole. Richiedono pieno sole e grande quantità d’acqua.
  • Nepenthes: si tratta di specie tropicali spesso coltivate come piante da appartamento. Preferiscono molta luce diffusa, umidità elevata e temperature miti tutto l’anno.
  • Drosera: dette “rossolis”, hanno foglie ricoperte da piccoli tentacoli con gocce appiccicose che intrappolano gli insetti. Alcune specie sono adatte a climi temperati, altre a condizioni tropicali.  
  • Pinguicola: chiamate anche “piante grasse carnivore”, hanno foglie piatte e unte che catturano piccoli insetti.
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Come curare le piante carnivore in casa?

Non tutte le specie di piante carnivore sono adatte all’appartamento. Le specie che meglio si adattano in interno, vicino a una finestra molto luminosa, sono in genere le Nepenthes tropicali, alcune Drosera tropicali e le Pinguicola messicane. Per avere successo bisognerà fare attenzione a questi elementi:

  • Luce: scegli il punto più luminoso della casa, come un davanzale esposto a sud o ovest.
  • Acqua: usa esclusivamente acqua demineralizzata, piovana o da osmosi inversa. L’acqua del rubinetto, ricca di calcare e sali, a lungo termine uccide le carnivore.
  • Terriccio: non usare terriccio universale o concimi a lenta cessione. Serve un mix molto povero, tipicamente torba bionda di sfagno non concimata con aggiunta di perlite o sabbia di quarzo lavata.
  • Umidità: molte specie, in particolare le Nepenthes, amano aria umida (oltre il 50–60%).
  • Aria fresca: evita stanze troppo chiuse, basta una leggera circolazione d’aria per prevenire muffe e marciumi.

Un altro aspetto importante per come curare le piante carnivore in casa è la temperatura: le specie tropicali come molte Nepenthes stanno bene con 18–26 °C, mentre quelle temperate (Dionaea, Sarracenia) in inverno hanno bisogno di freddo per riposare.

Quante volte dare l'acqua alle piante carnivore

Esiste una regola generale per l’irrigazione: il substrato non deve mai asciugare completamente. Per le specie palustri come Dionaea, Sarracenia e la maggior parte delle Drosera temperate puoi usare il metodo del sottovaso: tieni sempre 1–2 cm di acqua demineralizzata nel piattino durante la stagione di crescita. In inverno, se la pianta è in dormienza al fresco, puoi ridurre un po’ il livello d’acqua, mantenendo però il terriccio sempre umido.

Per Nepenthes e Pinguicola è meglio innaffiare dall’alto, bagnando bene tutto il vaso fino a far uscire un po’ d’acqua nel sottovaso, che poi andrà subito svuotato. Ad ogni modo, bisogna ricorda di non spruzzare mai acqua dura sulle foglie: soprattutto su Dionaea e Drosera, il calcare rovina le trappole e può creare macchie brutte da vedere.

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Le cure necessarie in inverno

Durante l’inverno, guardando a molte carnivore, è facile pensare che le piante siano irrimediabilmente danneggiate. In realtà molte specie stanno semplicemente andando in dormienza. Alcune specie tra fine autunno e inizio inverno riducono la crescita, le foglie ingialliscono e seccano, le trappole diventano più piccole o meno colorate. In questo periodo dovresti:

  • spostare la pianta in un luogo freddo ma non gelido estremo, idealmente tra 0 e 8–10 °C;
  • ridurre leggermente l’acqua, mantenendo il terriccio umido ma evitando ristagni profondi e costanti nel sottovaso;
  • non concimare, non alimentare e non stimolare le trappole: la pianta deve risparmiare energie;
  • rimuovere con delicatezza le foglie completamente secche per evitare muffe.

Altre piante, però, non vanno in dormienza fredda e temono le temperature troppo basse. In inverno si dovrebbero tenere in casa, in una stanza luminosa con temperature sopra i 15 °C, continuando ad annaffiare con regolarità ma un po’ meno rispetto all’estate. 

Le piante carnivore vanno nutrite?

Sulle piante carnivore è lecito chiedersi se sia necessario “dar loro da mangiare”. In natura queste piante catturano insetti per integrare i pochi nutrienti disponibili nel loro terreno estremamente povero. Ma proprio per questo non bisogna dare alle piante altro cibo oltre a quello che già riescono a procurarsi. Moscerini, piccoli insetti volanti e formiche saranno più che sufficienti. Ricorda allora di:

  • Non usare carne, salumi o cibo umano: marciscono rapidamente nella trappola e la fanno annerire, oltre a favorire muffe.
  • Se proprio vuoi nutrirla, usa piccoli insetti vivi o appena morti (mosche, zanzare, ragnetti) e scegli trappole sane.
  • Evita concimi nel terreno: la maggior parte dei fertilizzanti tradizionali brucia le radici e può uccidere la pianta.
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Come accorgersi se le piante carnivore stanno morendo

Per ogni tipo di pianta è fondamentale verificare lo stato di salute passo dopo passo. Il primo elemento da controllare è la nuova crescita. Se la pianta continua a produrre foglie o trappole nuove, anche se alcune vecchie stanno seccando, di solito è ancora in buona forma. Alcuni segnali comuni di sofferenza potrebbero essere:

  • Foglie che ingialliscono tutte insieme in piena stagione di crescita: le cause sono il possibile uso di acqua del rubinetto troppo calcarea, substrato inadeguato o eccesso di fertilizzante. In questo caso è spesso necessario rinvasare subito.
  • Trappole nere e mollicce con cattivo odore: marciume dovuto a ristagni d’acqua esagerati e scarsa aerazione, soprattutto in inverno o in ambienti molto freddi e umidi.
  • Piantina che si allunga e perde colore rosso/viola: mancanza di luce sufficiente.
  • Crescita bloccata dopo l’inverno (per specie temperate): la pianta non ha avuto una vera dormienza e si è indebolita. 
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