Il coriandolo è una pianta aromatica decisamente interessante da avere sia in cucina che sul balcone. Appartiene alla stessa famiglia del prezzemolo e si utilizza praticamente nella sua totalità: foglie, gambi, fiori e semi. È una pianta aromatica che collega territori lontani: è protagonista nella cucina asiatica e latinoamericana, ma trova spazio anche in ricette mediterranee rivisitate. Per questo, coltivare la pianta di coriandolo in casa o nell’orto è molto più semplice di quanto sembri: ecco cosa c’è da sapere.
Dove piantare il coriandolo
Per far crescere bene il coriandolo è fondamentale scegliere il posto giusto. Anche se è una pianta rustica, soffre il caldo quando è eccessivo e la siccità prolungata, soprattutto nella fase in cui produce foglie. Il coriandolo, infatti, ama la luce, ma teme il sole diretto nelle ore più calde dell’estate, quindi, l’ideale è scegliere un balcone o un davanzale illuminato solo la mattina presto.
Terreno e condizioni del suolo
Fortunatamente questa pianta non è particolarmente esigente in fatto di terreno, ma con qualche piccolo accorgimento può diventare davvero rigogliosa. In particolare:
- Il terreno ideale è leggero, mescolato con compost maturo o humus.
- Il pH del suolo è leggermente acido o neutro (circa 6–7), ma si adatta facilmente anche a valori leggermente superiori.
- Drenaggio: essenziale per evitare ristagni, il coriandolo soffre se le radici sono costantemente bagnate.
Coriandolo nell’orto e in giardino
Il coriandolo può essere problematico se coltivato in orto vicino ad altre piante. Dall’altro lato, però, può essere ottimo come consociazione tra altre colture. È particolarmente utile vicino a:
- Carote e finocchi: aiuta a confondere gli insetti parassiti con il suo odore intenso.
- Cavoli e brassicacee: attira insetti utili impollinatori quando va in fiore.
- Pomodori: l’aroma della pianta può contribuire a limitare alcuni insetti fastidiosi.
Bisogna però ricordare che il coriandolo è una pianta da non coltivare vicino al rosmarino o altre aromatiche simili.
Come coltivare il coriandolo in vaso
Per coltivare quest’aroma in casa, dovrai scegli un vaso che permetta alle radici di svilupparsi in profondità. Non è necessaria una fioriera enorme, ma un vaso troppo piccolo farà seccare rapidamente il substrato. Di conseguenza, queste sono le caratteristiche:
- Dimensioni ideali: servirà un vaso di almeno 20–25 cm di diametro e 20 cm di profondità per ogni pianta o per una piccola fila di piantine.
- Materiale: terracotta, che garantisce ottima traspirabilità, oppure plastica di buona qualità.
- Drenaggio: strato di argilla espansa o ghiaia sul fondo alto 2–3 cm, per evitare ristagni.
Come terriccio andrebbe usato un substrato per orto o aromatiche, leggero e ricco di sostanza organica. Ricorda, poi, che in vaso la pianta ha bisogno di irrigazioni regolari ma non eccessive. La regola è mantenere il terriccio leggermente umido, evitando sia la siccità estrema che i ristagni d’acqua. Infine, bisognerà fare solo attenzione alla temperatura, che dovrebbe sempre essere compresa tra i 15 e i 25 gradi.
Che differenza c'è tra coriandolo e prezzemolo?
Coriandolo e prezzemolo vengono spesso confusi, soprattutto perché le foglie delle due piante si somigliano. In realtà, sono due aromatiche diverse, con profumi, sapori e utilizzi in cucina distinti. Entrambe, infatti, appartengono alla stessa famiglia botanica (Apiaceae), e anche il prezzemolo può essere coltivato in casa, ma hanno storia, tradizione culinaria e caratteristiche molto lontane. Come distinguere le due piante?
| Caratteristica | Coriandolo | Prezzemolo |
| Foglie | Tonde e frastagliate, simili a “un mix” tra prezzemolo e sedano | Più sottili e meno tondeggianti |
| Aroma foglie | Intenso, agrumato, con nota “saponosa” per alcuni palati | Fresco, erbaceo, delicato |
| Semi | Piccoli e beige, con aroma caldo, speziato e agrumato | Non usati in cucina |
| Uso in cucina | Cucina asiatica o latinoamericana | Cucina italiana e mediterranea |
A cosa fa bene il coriandolo?
Non tutti sanno che, oltre al suo ruolo in cucina, la pianta di coriandolo è apprezzata da secoli anche per le sue proprietà benefiche. Sia le foglie che i semi contengono sostanze interessanti per la digestione, l’alito, la regolazione della glicemia e il benessere generale.
Non sostituisce naturalmente i farmaci né esenta dal chiedere un parere medico, ma può essere benefico nella dieta. I semi di coriandolo, in particolare, vengono spesso usati in tisane e infusi digestivi, mentre le foglie fresche contribuiscono ad arricchire l’alimentazione di vitamine e sostanze aromatiche utili.
Ovviamente, come tutte le piante aromatiche, anche il coriandolo può non essere adatto a tutti. Alcune persone sono allergiche alle Apiaceae (come sedano e prezzemolo) e potrebbero reagire anche al coriandolo.
Perché agli italiani non piace il coriandolo?
Il coriandolo non è una pianta molto diffusa nella cucina italiana, per questo pochi sono abituati a usarla per le ricette. Molte persone lo adorano, mentre altri non gradiscono il sapore: ma perché succede questo?
Esiste una spiegazione scientifica al fatto che alcune persone odiano il coriandolo: entra in gioco la genetica. Studi su larga scala hanno individuato varianti di alcuni geni legati ai recettori olfattivi (come OR6A2) che rendono alcune persone particolarmente sensibili a certe molecole del coriandolo. Chi possiede queste varianti genetiche percepisce nel coriandolo un odore predominante di sapone o detergente. Chi non le possiede tende invece a cogliere soprattutto le note agrumate e fresche, trovandolo piacevole.
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