Nonostante un lieve rallentamento, il tasso di inflazione resta comunque alto a febbraio 2023. L’ultima rilevazione Istat dell’indice dei prezzi al consumo evidenzia un aumento su base annuale del 9,1%. In molte città italiane questo dato viene addirittura superato dall’incremento dei canoni d’affitto. In ben 34 capoluoghi, infatti, le richieste dei padroni di casa sono cresciute di oltre il 9,1% rispetto a 12 mesi fa. Scopriamo la situazione nel dettaglio
Secondo i recenti dati Istat sull’inflazione in Italia nel 2023, più precisamente nel mese di febbraio, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività, al lordo dei tabacchi, ha registrato un aumento dello 0,2% su base mensile e del 9,1% su base annua, da +10,0% nel mese precedente. Basandosi su questi dati, l’Unione nazionale consumatori ha stilato la classifica delle città con più di 150mila abitanti che risultano essere più care per una famiglia di tre persone. Ecco di quali si tratta
A febbraio si consolida la fase di rallentamento dell’inflazione che, tuttavia, resta alta e peserà, specialmente, sulle tasche degli inquilini che hanno la revisione annuale del contratto d’affitto. L’Istat, infatti, ha pubblicato l’aggiornamento dell’indice FOI per il mese di febbraio 2023, che evidenzia aumento dell’8,9% rispetto a 12 mesi fa e si tradurrà in un aumento medio di 53 euro al mese (e 636 euro annui) per i canoni di locazione. Scopriamo quanto dovranno pagare in più, d’ora in poi, gli italiani che hanno un contratto di locazione in una delle principali città italiane
Secondo le stime preliminari dell'Istat, nel mese di febbraio l'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività registra un aumento dello 0,3% su base mensile e del 9,2% su base annua, dal 10,0% di gennaio. L'istituto di statistica spiega che il rallentamento del tasso di inflazione si deve, in primo luogo, all'accentuarsi della flessione tendenziale dei prezzi dei beni energetici regolamentati (da -12,0% a -16,7%) e alla decelerazione di quelli degli energetici non regolamentati (da +59,3% a +40,8%)
Pubblicando i dati sull’andamento dei prezzi al consumo in Italia nel mese di gennaio, l’Istat ha fatto sapere che il tasso di inflazione, pur rimanendo a livelli elevati, ha rallentato la sua crescita e si è attestato al 10% su base annua, da +11,6% nel mese precedente. Una flessione dovuta, principalmente, al forte rallentamento su base tendenziale dei prezzi dei beni energetici regolamentati. Nonostante ciò, ci sono prodotti i cui prezzi non accennano a diminuire. Vediamo quali sono
L’inflazione è stata sicuramente una dei più ingombranti protagonisti del 2022. Non solo, ma è stata una presenza tutt’altro che democratica. Se infatti in media a dicembre 2022 l’aumento dei prezzi, secondo Istat, è stato dell’11,6 per cento, per molti risparmiatori, a seconda della situazione lavorativa, demografica e abitativa, questo valore è anche arrivato a superare il 18 per cento. Lo ha calcolato la società di gestione del risparmio Moneyfarm, che ha misurato la cosiddetta “inflazione effettiva”, dando anche una dritta su come fare a neutralizzarla. Vediamo quale
A gennaio l'indice nazionale dei prezzi al consumo registra un aumento dello 0,2% su base mensile e del 10,1% su base annua (da +11,6% del mese precedente), livello che non si registrava da settembre 1984. E' la stima preliminare diffusa dall'Istat.
Il tasso di inflazione rimane alto a dicembre 2022 (+11,6 su base annua), ma in molte città questo dato viene superato dall’incremento dei canoni d’affitto. In ben 21 capoluoghi, infatti, le richieste dei padroni di casa sono cresciute di oltre il 11,6% rispetto a 12 mesi fa. Rimangono fuori da questa lista i due principali mercati nazionali, Milano e Roma, segno che probabilmente i valori sono già al limite della sostenibilità economica per molte persone. Scopriamo la situazione nel dettaglio
Nonostante un lievissimo rallentamento, l’inflazione resta comunque alta anche a dicembre 2021. A subirne le conseguenze saranno soprattutto gli inquilini che hanno la revisione annuale del contratto d’affitto. L’Istat, infatti, ha pubblicato l’aggiornamento dell’indice FOI per il mese di dicembre 2022, che fa registrare un aumento dell’11,3% su base annuale. Scopriamo quanto dovranno pagare in più, d’ora in poi, gli italiani che hanno un contratto di locazione in uno dei principali capoluoghi italiani
Migliora il sentiment di Banca d’Italia sulla situazione economica italiana ma le previsioni sull’inflazione non lasciano molto da gioire.
Torna alla ribalta grazie alle parole di Maurizio Landini: è il fiscal drag che, secondo il segretario della Cgil, si potrebbe in parte tagliare per assicurare stipendi più alti ai dipendenti nel 2023, recuperando addirittura una mensilità in più. Ma cos’è, quando si verifica e come funziona il fiscal drag? Vediamolo insieme
Quanto durerà l'inflazione in Italia e in Europa? La situazione attuale si protrarrà ancora per lungo tempo, giustificando altri aumenti nei tassi di interesse Bce, con tutte le conseguenze che ciò comporta? A queste domande ha provato a rispondere Michele Morra, Portfolio Manager di Moneyfarm: ecco la sua analisi
La fine del 2021 si era già caratterizzata da un iniziale aumento nei prezzi energetici e dall’onda lunga degli aumenti nei costi delle forniture di materie prime seguiti alla pandemia, quando gli ordini di fabbrica erano diventati talmente numerosi da far impennare la domanda e arrancare l’offerta.
Con un Pil in calo e l'inflazione al 12% a fine anno, la crescita si preannuncia difficile anche nel 2023. E' quanto stima Confcommercio nella congiuntura mensile
Dopo l’impennata di ottobre, a novembre 2022 l’inflazione, che rimane a livelli che non si vedevano da marzo 1984 (quando fu +11,9%), è stabile e continua a gravare non solo sul carrello della spesa degli italiani. A subirne le conseguenze saranno anche gli inquilini che hanno la revisione annuale del contratto d’affitto. L’Istat, infatti, ha pubblicato l’aggiornamento dell’indice FOI per il mese di novembre 2022, che fa registrare un aumento dell’11,5% su base annuale. Scopriamo quanto dovranno pagare in più, d’ora in poi, gli italiani che hanno un contratto di locazione in un capoluogo
L’incremento medio della retribuzione fissa registrato nel 2022 in Italia è pari al 3%, ma l’inflazione stimata a fine anno al 7% (Nadef) incide drasticamente su questo dato di crescita e porta il salario reale dei lavoratori dipendenti italiani quindi a diminuire del 4%.
L’inflazione non è democratica: è anzi dimostrato che, se è vero che in media nei primi dieci mesi dell’anno il costo della vita è salito del 10,2 per cento (dati Istat), in alcune città e per alcune categorie di consumatori si è arrivati anche a superare il 17 per cento.
I prezzi dei prodotti alimentari sono in aumento. Dopo i rincari di settembre e dopo i dati sull’inflazione registrati nel mese di ottobre, scopriamo in che modo il carrello della spesa va a pesare di più per le tasche dei consumatori
L’aumento record dell’inflazione a ottobre 2022 (mai a questi livelli dal 1984 a oggi) non graverà solo sul carrello della spesa degli italiani, ma anche sui canoni di locazione per gli inquilini che hanno la revisione annuale del contratto d’affitto. L’Istat, infatti, ha pubblicato l’aggiornamento dell’indice FOI per il mese di ottobre 2022, che fa registrare un aumento dell’11,5% su base annuale. Scopriamo quanto dovranno pagare in più, d’ora in poi, gli italiani che vivono in affitto in ogni città
Nell’ultimo Bollettino Bce l’istituto di Francoforte fotografa la situazione europea relativa al mercato immobiliare residenziale e la sua reazione all’inflazione sotto molteplici aspetti: gli investimenti, le costruzioni, l’acquisto di case da parte delle famiglie, i mutui per l’acquisto di casa. In generale il sentiment si orienta verso un rallentamento del mercato: ecco quanto rilevato
La crescita dell’Italia ha superato le aspettative nel secondo trimestre 2022 ma i due trimestri invernali porteranno una frenata del Pil per effetto dell’inflazione. Prometeia ha quindi limato al ribasso le stime di crescita per il nostro Paese. Ecco cosa affermano gli analisti
A settembre 2022 l'inflazione in Italia ha registrato un aumento dello 0,3% su base mensile e dell'8,9% su base annua (da +8,4% del mese precedente), confermando la stima preliminare. Lo ha reso noto l'Istat
L’aumento dell’inflazione pesa sulle tasche degli italiani e incide in vari aspetti, non solo sul carrello della spesa ma anche sui canoni di locazione per gli inquilini che hanno la revisione annuale del contratto d’affitto. L’Istat, infatti, ha pubblicato l’aggiornamento dell’indice FOI per il mese di settembre 2022, che fa registrare un aumento dell’8,6% su base annuale. Scopriamo quanto dovranno pagare in più, d’ora in poi, gli italiani che vivono in affitto in ogni città
L’inflazione, il rialzo dei tassi sui mutui e l’aumento dei prezzi delle materie prime, gas in primis, stanno avendo un impatto non indifferente sui nuovi sviluppi immobiliari.
L'economista Nouriel Roubini, che ha predetto la crisi finanziaria del 2008, si attende una "grave, lunga e brutta" recessione negli Stati Uniti e nel mondo entro la fine del 2022 che potrebbe durare per tutto il 2023. Ma non solo. Si aspetta anche una brusca correzione dell'S&P 500
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