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Spese condominiali inquilino e proprietario, come devono essere suddivise

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Autore: Redazione

La suddivisione delle spese condominiali tra inquilino e proprietario è argomento di grande interesse. Spesso non è chiaro chi debba pagare cosa. A fornire un’ulteriore spiegazione è l’Agefis (Associazione dei geometri fiscalisti), che ha ricordato l’esistenza di tabelle approvate dalle rispettive organizzazioni sindacali di categoria che possono essere utili per capire qual è la ripartizione.

In particolare, l’Agefis ha risposto al seguente quesito: “Sono sul punto di procedere alla stipula di un contratto di affitto relativo ad un’unità immobiliare ad uso abitazione. Il mio quesito è questo: la quota di spese condominiali che vengono addebitate mensilmente è a carico al 100% del conduttore o in parte deve essere divisa con i proprietari?”.

Ecco la risposta: “In linea di principio le spese per gli oneri di conduzione del condominio, definibili come di natura ordinaria, in sostanza le spese che l’amministratore addebita ai condomini periodicamente (di solito su base mensile) correlate all’acquisto di servizi - quali fornitura energia elettrica per illuminazione parti comuni, pulizia scale, eventuale manutenzione aree verdi - e di beni, quali combustibile per il riscaldamento, sono poste ad esclusivo carico del conduttore, mentre quelle a carattere straordinario sono a carico del proprietario, salvo diversa pattuizione contrattuale”.

E ancora: “Al fine di definire quelle che, appunto, sono mere pattuizioni contrattuali tra proprietario dell’unità immobiliare locata e conduttore, esistono varie tabelle utilizzabili per la ripartizione delle spese condominiali. Tali tabelle sono approvate dalle rispettive organizzazioni sindacali di categoria (proprietari e inquilini) e tutte forniscono indicazioni basate in accordo con la normativa (di derivazione soprattutto codicistica) vigente. Deve, tuttavia, essere sottolineato il fatto che, trattandosi di documenti di prassi che, nonostante siano state concordate tra parti rappresentative di interessi diffusi, tuttavia non rappresentano, né potrebbero rappresentare, atti vincolanti tra le parti contrattuali, a meno che non siano state recepite dai regolamenti condominiali ed esplicitamente richiamate nei singoli contratti di locazione”.