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Elezioni 2018, Ettore Rosato (Pd): “Cedolare secca per gli affitti commerciali nella prima legge di Bilancio”

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Autore: Redazione

Il 4 marzo 2018 si svolgeranno le elezioni politiche 2018 e gli elettori chiamati a votare dovranno scegliere i componenti del Parlamento. Ogni partito ha presentato le proprie proposte. Ecco le misure del Partito democratico per il settore immobiliare.

Sul fronte delle tasse, il Pd propone un aumento della deducibilità Imu. Questo per l’Imu pagata da imprese, commercianti, artigiani e professionisti.

Nel corso del settimo appuntamento del ciclo “Il mondo immobiliare incontra la politica”, organizzato da Confedilizia, Ettore Rosato del Partito democratico ha affermato: “In caso di governo del centrosinistra, la cedolare secca sugli affitti commerciali sarà inserita nella prima legge di Bilancio”. E ha aggiunto: “Si tratta di una misura che ha molte implicazioni, tutte positive. Ne deriverebbe una riqualificazione delle nostre città, soprattutto piccole e medie, e sono convinto che da un intervento di questo tipo si generi anche un aumento di gettito”.

Rosato, inoltre, si è detto favorevole all’istituzione, all’interno del governo, di una cabina di regia per lo sviluppo immobiliare, la casa e l’edilizia, che è fra le dieci proposte per il rilancio del settore immobiliare presentate da Confedilizia e altre undici organizzazioni della filiera.

Tra le proposte del Partito democratico c’è poi l’affitto 30-30, un sostegno all’autonomia dei giovani. Nel programma si legge: “I giovani italiani lasciano casa dei genitori a 30 anni: una media di 4 anni superiore a quella europea. Tra i responsabili di questo triste primato i salari d’ingresso, tra i più bassi d’Europa, che spesso non permettono neppure di pagarsi un affitto. Andare a vivere da soli non è un lusso ma il primo passo verso l’indipendenza. Troppe volte, invece, la volontà di emanciparsi impone ai nostri giovani una scelta obbligata: fare sacrifici per uscire di casa o rimandare di anno in anno l’inizio di un percorso di vita autonomo. Ecco perché ci impegniamo a sostenere questo desiderio di autonomia, restituendo ai giovani lavoratori parte delle spese sostenute per l’affitto sul modello di quanto messo in atto dal governo spagnolo di Zapatero. Introdurremo una detrazione fiscale del valore di 150 euro al mese (in grado di raggiungere anche gli incapienti sotto forma di assegno) a beneficio di tutti gli under-30 con un reddito fino a 30 mila euro e un contratto d’affitto sulle spalle. Un aiuto concreto per venire incontro sia ai giovani, che potranno contare su un incremento del reddito disponibile, sia alle loro famiglie, su cui troppo spesso sono costretti a fare affidamento”.

Per quanto riguarda la rigenerazione e riqualificazione delle città. Nel programma viene sottolineato: “La rigenerazione delle città italiane, guidata dal principio integrato di sostenibilità, attuata con modalità innovative che puntino all’elevato valore ecologico, alla qualità, alla vivibilità e all’inclusione sociale, è la via principale per un loro rilancio in grado, al contempo, di valorizzarne le grandi potenzialità e di affrontare criticità e contraddizioni del modello urbano moderno. In questo contesto non può mancare un piano per la riqualificazione delle periferie, con interventi sul patrimonio di edilizia residenziale pubblica, con un ampliamento dell’offerta di edilizia sociale”.

Nel programma poi si legge: “Occorre attivare percorsi diffusi di rigenerazione delle città che, oltre a bloccare il consumo di suolo, devono incentivare interventi di manutenzione, recupero, riqualificazione del patrimonio esistente, di bonifica e riuso di aree inquinate, degradate e dismesse, di messa in sicurezza antisismica e idrogeologica dei territori più fragili. In questo senso l’approvazione del regolamento edilizio unico ha consentito la semplificazione del quadro normativo in relazione alle definizioni edilizie esistenti, che ora sono uniformi e non più differenti comune per comune. Oggi, le norme urbanistiche esistenti, nate per rispondere alle esigenze del dopoguerra, risultano superate e necessitano di un nuovo testo normativo moderno che si occupi dei nuovi problemi delle città, in particolare di quelli legati alla rigenerazione dei centri storici e alla trasformazione di funzioni oggi non più necessarie. Quello delle periferie è stato un tema centrale nell’azione dei nostri governi. Un tema, decisivo nel dibattito mondiale, che abbiamo cercato di affrontare partendo dalla riflessione di Renzo Piano, che promuove una cultura del rammendo. Abbiamo cercato di suscitare un dibattito in tutti i settori del Paese, cominciando dai luoghi apparentemente più lontani dall’ordinaria amministrazione: la Biennale di Venezia del 2016 è stata dedicata proprio a questo. Abbiamo investito risorse in stretto raccordo con i comuni e le città metropolitane cui abbiamo demandato la progettualità degli interventi finanziati, nell’ottica di una leale cooperazione e nel rispetto delle autonomie territoriali. Oltre 2 miliardi di euro sono stati investiti nelle periferie per porre rimedio all’emarginazione e al degrado che in altre zone d’Europa hanno contribuito a creare un clima di insicurezza e talvolta di violenza. Il nostro impegno per la prossima legislatura è di rendere strutturale questo investimento, raddoppiandone le cifre e facendo tesoro dell’esperienza di buona collaborazione con i comuni. Nella prossima legislatura, infine, approveremo la legge nazionale sullo stop al consumo di suolo, prevedendo incentivi per il recupero dell’esistente e disincentivi per le costruzioni su suolo inedificato; ridefiniremo il concetto di “standard urbanistico” con l’introduzione di un approccio prestazionale anziché solo quantitativo e con l’inserimento di servizi eco-sistemici, di drenaggio urbano sostenibile, di infrastrutture digitali da prevedere per ogni intervento urbanistico che modifica parti della città esistente; introdurremo procedure semplificate per la bonifica delle aree da riconvertire e riutilizzare”.

Sul fronte della Smart City, nel programma si legge: “E’ importante che ci sia una strategia comune per il Paese, al fine di cogliere al massimo le opportunità di finanziamento offerte dall’Ue su questo fronte, nella consapevolezza che la difficoltà a stanziare ingenti investimenti da parte delle amministrazioni pubbliche pone anche il tema del coinvolgimento della finanza privata, attraverso costruzione di piani economici e finanziari sostenibili. Per fare ciò occorre promuovere e incentivare interventi di riqualificazione energetica del patrimonio edilizio pubblico, a partire dall’edilizia scolastica; diffondere e promuovere sistemi di certificazione applicati ai progetti di aree oggetto di riqualificazione o di nuove espansioni, che promuovano tra gli obiettivi primari le prestazioni di sostenibilità ambientale, di accessibilità ai trasporti pubblici, di qualità dei materiali utilizzati al fine di promuovere quartieri integrati; incentivare la realizzazione di sistemi informativi territoriali per tutti i comuni che consentano di gestire dati associandoli alla base di dati spaziali; regolamentare e incentivare, anche attraverso collaborazioni con privati, la creazione di piattaforme per bike sharing, car sharing e scooter sharing; realizzare sistemi integrati e digitali dei sistemi di trasporto pubblico, che consentano la programmazione e l’acquisto di itinerari in soluzione unica per gestire in modo più semplice cambi e coincidenze; incentivare la realizzazione di smart grid: griglie su scala locale che gestiranno sia l’energia elettrica che i sistemi di riscaldamento e che saranno in grado di ottimizzare i consumi generando energia in base alla domanda”.