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Recupero edilizio, le novità sull’applicazione dell’aliquota Iva agevolata al 10% per i beni significativi

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Autore: Redazione

LAgenzia delle Entrate ha chiarito quali sono le novità introdotte dallultima legge di Bilancio sullapplicazione dellaliquota Iva agevolata al 10% per i beni significativi nellambito degli interventi di recupero edilizio.

Allinterno della rubrica La Posta di Fisco Oggi è stato posto il seguente quesito:

Quali novità sono state introdotte dallultima legge di bilancio sullapplicazione dellaliquota Iva agevolata al 10% per i beni significativi nellambito degli interventi di recupero edilizio?

LAgenzia delle Entrate ha così risposto:

In linea generale, in relazione agli interventi finalizzati al recupero del patrimonio edilizio, è possibile usufruire dellaliquota Iva ridotta (10%). In base al tipo di intervento, lagevolazione si applica alle prestazioni di servizi resi dallimpresa che esegue i lavori e, in alcuni casi, alla cessione dei beni. Rispetto a questi ultimi, in particolare, laliquota agevolata si applica solo se ceduti nellambito del contratto di appalto. Tuttavia, nel caso in cui lappaltatore fornisca beni di valore significativo (come individuati dal Dm 29 dicembre 1999), lIva ridotta si applica agli stessi beni solo fino a concorrenza del valore della prestazione (considerato al netto del valore dei beni). In altri termini, laliquota del 10% si applica solo sulla differenza tra il valore complessivo della prestazione e quello dei beni significativi (articolo 7, comma 1, lettera b, legge 488/1999).

La legge di Bilancio 2018, con una disposizione di carattere interpretativo, ha chiarito come individuare correttamente il valore dei beni significativi quando nellambito dellintervento vengono forniti anche componenti e parti staccate degli stessi (ad esempio, tapparelle e materiali di consumo utilizzati in fase di montaggio di un infisso). In tal caso, lindividuazione dei beni che costituiscono una parte significativa del valore delle forniture effettuate nellambito di un intervento di recupero del patrimonio edilizio e delle parti staccate si effettua in base allautonomia funzionale delle parti rispetto al manufatto principale; come valore dei predetti beni deve essere assunto quello risultante dallaccordo contrattuale stipulato dalle parti, che deve tenere conto solo di tutti gli oneri che concorrono alla produzione dei beni e, dunque, sia delle materie prime sia della manodopera impiegata per la produzione degli stessi e che, comunque, non può essere inferiore al prezzo di acquisto dei beni. In altri termini, i componenti o le parti staccate non devono essere ricompresi nel valore del bene significativo, ma in quello della prestazione. Diversamente, devono confluire nel valore dei beni significativi, e non in quello della prestazione, se costituiscono parte integrante del bene, concorrendo alla sua normale funzionalità. Inoltre, la fattura emessa dal prestatore che realizza lintervento di recupero agevolato deve indicare, oltre al servizio oggetto della prestazione, anche i beni di valore significativo forniti nellambito dellintervento (articolo 1, comma 19, legge 205/2017).