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Comunicazione Enea 2019, le ultime cose da sapere per la scadenza del 1º aprile

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Autore: Redazione

Manca ormai poco. Il 1º aprile 2019 scade il termine ultimo per la comunicazione all’Enea della documentazione relativa ai lavori di ristrutturazione che comportano risparmio energetico eseguiti entro il 21 novembre 2018.

Comunicazione Enea 2019 risparmio energetico

La comunicazione Enea dei lavori di ristrutturazione è obbligatoria per gli interventi che comportano un risparmio energetico, sia per le ristrutturazioni che per l’acquisto di elettrodomestici. E’ bene dunque sottolineare che l’obbligo non riguarda tutti i lavori effettuati, ma solo le tipologie comprese tra quelle che comportano un risparmio energetico, ma che non fanno parte delle spese ammesse in detrazione con l’ecobonus.

Come di recente sottolineato da Fisco Oggi, per consentire il monitoraggio e la valutazione del risparmio energetico derivante dalla realizzazione degli interventi di ristrutturazione edilizia, analogamente a quanto già previsto per le detrazioni fiscali relative alla riqualificazione energetica degli edifici, dal 2018 è stato introdotto l’obbligo di trasmettere telematicamente all’Enea le informazioni sugli interventi effettuati (articolo 16, comma 2-bis, Dl 63/2013, introdotto dall’articolo 1, comma 3, legge 205/2017).

Per gli interventi che non comportano risparmio energetico, invece, non occorre inviare nulla. Per i lavori terminati nel 2018, l’invio della documentazione all’Enea deve essere effettuato entro il 1° aprile 2019 attraverso il sito ristrutturazioni2018.enea.it. Per quelli terminati nel 2019, invece, la comunicazione deve essere trasmessa attraverso il portale bonuscasa2019.enea.it.

Comunicazione Enea 2019, gli interventi di ristrutturazione

Gli interventi di ristrutturazione che comportano risparmio energetico soggetti all’obbligo della comunicazione Enea 2019 sono i seguenti:

  • serramenti comprensivi d’infissi;
  • coibentazione delle strutture opache;
  • installazione o sostituzione di impianti tecnologici tra cui collettori solari, generatori di calore con caldaie a condensazione, pompe di calore, sistemi ibridi, microcogeneratori (Pe < 50kWe), scaldacqua a pompa di calore, generatori di calore a biomassa, sistemi di contabilizzazione del calore, sistemi di termoregolazione e building automation e impianti fotovoltaici;
  • elettrodomestici, solo se collegati ad un intervento di recupero del patrimonio edilizio iniziato a decorrere dal 1º gennaio 2017, come: forni, frigoriferi, lavastoviglie, piani cottura elettrici, lavasciuga e lavatrici.