Tinteggiare le pareti, montare una mensola, sostituire una lampadina o effettuare delle riparazioni che non alterano la struttura dell’immobile rientrano tranquillamente nella voce: piccoli lavori di manutenzione in casa. Siamo davanti ad una tipologia di interventi che possono essere effettuati direttamente dal proprietario o dall’inquilino, ma che spesso possono richiedere la presenza di un professionista (stiamo pensando alla sostituzione di un rubinetto). Per poter effettuare questi interventi non è necessario richiedere dei permessi edilizi complessi, a differenza di quanto succede con la manutenzione straordinaria.
Quali sono i lavori di piccola manutenzione
Spesso e volentieri definiti come interventi di manutenzione ordinaria, i lavori di piccola manutenzione servono a riparare, rinnovare o mantenere in efficienza i vari componenti di un immobile, ma senza alterare la sua struttura.
Questa tipologia di lavori rientrano nel regime di edilizia libera: per effettuarli non è necessario richiedere dei particolari permessi per ristrutturazione o effettuare delle comunicazioni in Comune.
Quali agevolazioni fiscali sono previste
Per la manutenzione ordinaria sulle singole unità abitative non sono previste delle agevolazioni che permettono di detrarre le spese sostenute. Se gli interventi, però, vengono effettuati nell’ambito di un progetto più ampio, che prevede la riqualificazione dell'immobile, è possibile beneficiare del bonus ristrutturazioni (al 50% per la prima casa e al 36% per gli altri immobili).
L’agevolazione spetta anche quando sono effettuati sulle parti comuni degli edifici condominiali.
Che lavori posso fare in casa senza permessi?
Sono numerosi gli interventi che possono essere effettuati in casa - in completa autonomia o con il supporto di un professionista e di servizi per la casa - senza la necessità di chiedere dei permessi (come la Cila o la Scia). Perché questi lavori rientrino nell’edilizia libera è necessario che non modifichino la struttura, la volumetria o la sagoma dell’edificio.
I lavori di piccola manutenzione, per i quali non è necessario richiedere particolari permessi, possono essere raggruppati in quattro distinte categorie.
Interni ed estetici
In questa categoria rientrano i seguenti lavori:
- la sostituzione di pavimenti e dei rivestimenti interni ed esterni;
- la tinteggiatura, l'applicazione di carta da parati o di rivestimenti sulle pareti;
- i lavori effettuati sui serramenti, come la sostituzione degli infissi, delle porte interne ed esterne, delle grate, delle inferriate, delle persiane e delle tapparelle;
- l’installazione di pareti o controsoffitti in cartongesso, purché non servano a creare nuovi vani abitabili o alterino la struttura.
Impianti e bagno
All’interno di questa categoria rientrano:
- la sostituzione dei sanitari, della rubinetteria e del box doccia;
- la riparazione, la sostituzione o l’integrazione di impianti che esistono già - elettrico, idrico, gas, riscaldamento - ma non deve essere variata la configurazione generale dell’appartamento;
- interventi che riguardano la climatizzazione, come l’installazione di condizionatori e pompe di calore.
Esterni e giardino
Alcuni piccoli lavori possono essere effettuati anche all’esterno:
- la realizzazione di rampe, che non necessitano di opere strutturali, utili ad eliminare le barriere architettoniche;
- le installazioni di alcuni arredi del giardino, come gazebo, pergolati di modeste dimensioni, che non sono ancorati stabilmente. Ma anche panchine e fontane;
- l’installazione di vetrate panoramiche (VEPA), che devono essere amovibili e completamente trasparenti per chiudere balconi o porticati;
- l’installazione di pannelli fotovoltaici sui tetti degli edifici.
Strutture leggere e temporanee
In questa categoria rientrano:
- le pergotende, le tende da sole e le coperture leggere: non devono, però, alterare la sagoma dell’immobile;
- l’installazione di piccole casette. Sono considerate tali le strutture per attrezzi o box mobili, quando hanno una superficie che non supera i 12 m2 (in questo caso è opportuno verificare cosa prevede il regolamento comunale).
Per le opere elencato fino a qui, generalmente non è necessario chiedere dei permessi edilizi, ma è indispensabile rispettare le normative di sicurezza, igienico-sanitarie e antisismiche. Ma soprattutto accertarsi che nella zona non ci siano dei vincoli storici o paesaggistici da rispettare.
Cosa prevede la legislazione italiana
I lavori di manutenzione in condominio sono disciplinati in modo preciso e dettagliato dalla legislazione italiana: la Legge 220/2013, per esempio, regolamenta gli interventi di manutenzione straordinaria, mentre all’interno del Codice Civile ci sono le norme che riguardano il condominio.
Entrando un po’ più nel dettaglio, l’articolo 1120 del Codice Civile ha stabilito che ogni singolo condomino ha piena facoltà di effettuare gli interventi che coinvolgono la propria unità immobiliare, ma non deve alterare la destinazione d’uso del condominio e, soprattutto, non deve ledere gli interessi degli altri condomini.
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