Quando si devono progettare gli spazi interni di un’abitazione, il gusto estetico non è l’unico fattore a determinare le scelte costruttive. Esistono infatti specifici vincoli di legge, per garantire stabilità e sicurezza degli ambienti. Ad esempio, cosa prevede la normativa sulle scale interne? Regolata dal D.M. 236/1989 - in particolare per nuove costruzioni e ristrutturazioni - e dalla Legge 13/1989, la disciplina prevede misure di sicurezza e accessibilità. Per le abitazioni private, le scale dovranno avere una larghezza minima di 80 cm, una pedata di almeno 25-30 cm e un’alzata di circa 15-19 centimetri. Non deve mancare il parapetto, alto almeno un metro, nonché l’obbligatorio corrimano.
Le componenti delle scale interne
Prima di entrare nel merito dei requisiti di legge, è utile ricordare quali siano le componenti fondamentali delle scale interne. Infatti, non si tratta di un blocco unico, bensì di un insieme di parti che concorrono all’armonia della costruzione e alla sua sicurezza. In particolare, gli elementi principali sono:
- il gradino, cioè l’unità fondamentale, caratterizzata sia dalla superficie orizzontale dove si appoggia il piede che dalla sua porzione verticale;
- la rampa, ovvero la successione ininterrotta dei gradini, che collega due o più piani differenti;
- il pianerottolo, ovvero l’elemento orizzontale intermedio che interrompe la salita o permette il cambio di direzione;
- ll corrimano, cioè l’elemento di appoggio orizzontale per chi si serve della scala;
- il parapetto, ovvero la protezione laterale per evitare cadute nel vuoto;
- la struttura portante, cioè travi laterali, pilastri centrali e altri elementi che sostengono la scala e sono integrati nella muratura.
Che tipo di scale interne si possono prevedere
Oltre agli elementi fondamentali, è utile conoscere anche le tipologie più diffuse di questa struttura, affinché si possa procedere a un’agevole progettazione delle scale interne. Fra le più comuni, si elencano:
- le scale in muratura a rampa rettilinea, addossate alla parete oppure libere;
- le scale a L o a U, che prevedono un cambio di direzione tramite un pianerottolo intermedio o gradini a ventaglio;
- le scale a chiocciola, spesso utilizzate negli spazi ristretti, che si sviluppano a partire da un montante centrale;
- le scale a sbalzo, con gradini fissati direttamente al muro laterale, di norma una parete portante;
- le scale prefabbricate, realizzate in legno, metallo o materiali compositi, apprezzate per la loro facilità d’installazione.
Quali sono le regole per la scala interna
Affinché la realizzazione di queste strutture avvenga nel massimo della sicurezza e della stabilità, esiste una corposa normativa sulle scale interne delle abitazioni. Il riferimento principale è il D.M. 236/1989, seguito dalla Legge 13/1989, dalle NTC 2018 - cioè le Norme Tecniche per le Costruzioni - e dal Testo Unico sull’Edilizia, cioè il D.P.R. 380/2001.
In linea generale, e così come si vedrà anche nei prossimi paragrafi, le principali disposizioni di legge riguardano:
- la pendenza e l’uniformità delle scale, con gradini tutti caratterizzati da medesima alzata e pedata all’interno della medesima rampa;
- i carichi di esercizio, con scale che devono sopportare il peso di persone o di altri elementi, secondo i parametri specifici per ogni categoria d’uso dell’edificio;
- le garanzie di sicurezza e stabilità, ad esempio quelle previste dalle norme UNI 10803 per scale prefabbricate o le prescrizioni antincendio applicabili a seconda della destinazione dell’edificio.
A queste si possono aggiungere altre disposizioni più specifiche, come nel caso della normativa sulle scale condominiali, definita sia da leggi nazionali che da eventuali regolamenti interni, che possono prevedere larghezze maggiori o precise disposizioni sull’utilizzo della struttura come via di fuga per le emergenze. Ancora, in ambito condominiale è spesso richiesta anche un’adeguata ventilazione, con specifici requisiti per le finestre sulle scale.
Come devono essere le scale per essere a norma?
Affinché una scala interna sia norma, deve rispettare i principali requisiti di legge, in particolare quelli definiti dal D.M. 236/1989 e dalle NTC 2018. Ad esempio, sono previste:
- soglie per la stabilità strutturale, con le scale che devono resistere a carichi variabili - tipicamente 4.00 kN/m2 se all’interno di strutture residenziali - e i parapetti che devono resistere a una spinta orizzontale lineare definita dalla categoria d’uso;
- vincoli di sicurezza e protezione, con l’obbligo di schermare il vuoto laterale con opportune ringhiere, prestando attenzione anche a non prevedere elementi che potrebbero invitare i bambini all’arrampicata, un fattore spesso vietato anche dai regolamenti edilizi locali;
- materiali consoli, come quelli antisdrucciolo per le pedane, ai sensi del D.M. 236/1989. La finitura superficiale deve essere idonea per garantire un attrito adeguato e prevenire le cadute, mentre il bordo del gradino deve essere ben visibile e non scivoloso;
- sufficiente segnalazione visiva, nei locali dove sono obbligatorie le norme di accessibilità secondo la Legge 13/1989, con l’uso di contrasti cromatici tra alzata e pedana o l’inserimento di strisce di segnalazione sul bordo dei gradini.
Entrando maggiormente nel dettaglio, la normativa sulle scale interne prescrive anche che:
- il corrimano abbia un posizionamento a un’altezza compresa tra 90 cm e un metro. Se è presente un secondo corrimano per bambini, l’altezza dovrà essere preferibilmente di 0,75 metri. Dovrà poi essere garantita la facile presa, preferibilmente con sezione circolare e senza spigoli vivi;
- i parapetti devono avere altezza minima di un metro;
- le ringhiere devono essere progettate in modo che non possa passarvi attraverso una sfera di 10 cm di diametro, un requisito pensato soprattutto per la sicurezza dei bambini;
- i pianerottoli devono avere larghezza non inferiore a quella della rampa della scala.
È inoltre utile sapere che, riferendosi agli orientamenti generali della normativa sul pianerottolo per le scale interne, è buona consuetudine prevedere un pianerottolo di riposo almeno ogni 15 gradini, per limitare la fatica e migliorare la sicurezza, come peraltro spesso consigliato anche nelle guide di progettazione e in alcuni regolamenti edilizi.
Quali sono le misure standard per le scale interne
In aggiunta alle prescrizioni già elencate, è utile prendere in considerazione anche le misure della struttura. La normativa sulle dimensioni della scala interna varia a seconda si tratti di un uso privato o condiviso:
- nelle abitazioni private, la larghezza minima della rampa è generalmente di 80 cm;
- per le scale condominiali si sale fino a 1,20 metri, per permettere un uso confortevole e accessibile.
La normativa sulle scale regola anche l’alzata e la pedata della struttura. Per la prima, l’altezza ideale oscilla tra 15 e 19 cm - con valori generalmente non superiori a 20 cm nelle scale principali - con un massimo leggermente più elevato solo per scale di servizio o secondarie, a seconda della tipologia. La pedata parte invece da 25 centimetri, ma può arrivare a 30 per assicurare un maggiore comfort.
Infine, nelle scale a chiocciola il diametro minimo raccomandato è di 1,10-1,20 metri, per soluzioni secondarie o in spazi molto ristretti. Per scale principali, che devono rispettare pienamente la larghezza utile di 80 cm, si consigliano diametri superiori, generalmente di 160-180 cm.
Che permessi ci vogliono per fare una scala interna
Ma che permessi si rendono necessari per realizzare una scala interna? L’intervento non può essere condotto in edilizia libera, perché impone una modifica strutturale di un edificio già esistente o la redistribuzione degli spazi interni. Sarà quindi necessario ottenere gli appositi titoli abilitativi, ai sensi del D.P.R. 380/2001:
- la CILA, necessaria se si sposta o modifica una scala esistente senza alterare le parti strutturali dell’edificio;
- la SCIA, quando l’intervento prevede la realizzazione di fori nel solaio o si interviene sui muri portanti, previo deposito preliminare del progetto strutturale;
- il permesso di costruire, quando la realizzazione della scala è una costruzione ex novo.
Per le necessarie autorizzazioni, è sempre indispensabile una relazione tecnica da parte di un professionista abilitato - l’architetto, l’ingegnere o il geometra - che deve assicurare che l’opera rispetti tutte le norme vigenti.








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