Come proteggere le piante dai temporali e dalle grandinate estive?

L'aumento di fenomeni meteorologici estremi può danneggiare le coltivazioni d'estate: ecco come prevenire o rimediare.
come proteggere le piante dal temporale
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I temporali estivi arrivano all'improvviso e in pochi minuti possono vanificare il lavoro di un'intera stagione. Bisogna quindi agire prima che il cielo “si scateni”. Per questa ragione bisognerebbe spostare i vasi al riparo, coprire le colture più fragili e fissare tutto ciò che una raffica potrebbe rovesciare. Ciò che non si può portare all’interno, invece, va coperto con teli traspiranti, reti antigrandine e tessuto non tessuto. Ecco, allora, come proteggere le piante dai temporali estivi.

Come proteggere le piante dalla pioggia?

La pioggia intensa danneggia le piante in due modi: spezza fusti e foglie con la forza dell'impatto e satura il terreno d'acqua, soffocando le radici. Per proteggerle basta ridurre l'impatto diretto delle gocce e garantire un buon drenaggio. Le mosse da seguire sono:

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  • Spostare i vasi sotto una tettoia, un portico o contro un muro esposto a sud, dove il tetto sporgente fa da scudo naturale.
  • Sollevare i contenitori da terra con piedini o mattoncini, così l'acqua defluisce e non ristagna nel sottovaso.
  • Coprire le colture delicate con un telo traspirante o un mini-tunnel, evitando che la plastica vada a diretto contatto con le foglie.
  • Controllare il drenaggio del terreno: un substrato compatto trattiene troppa acqua e favorisce i marciumi radicali.
  • Rimuovere i sottovasi pieni dopo l'acquazzone, perché l'acqua stagnante è la prima causa di asfissia radicale.
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Protezione antipioggia per fioriere

Le fioriere sono tra i vasi più vulnerabili, perché la loro forma allungata raccoglie molta acqua e i bordi sono spesso bassi. Il primo passo è verificare i fori di drenaggio: se sono ostruiti o assenti, l'acqua piovana resta imprigionata e le radici marciscono in pochi giorni.

Per una fioriera sul balcone, la soluzione più pratica è un piccolo tetto inclinato. Si può realizzare con un pannello rigido trasparente, con una tenda a caduta o con teli impermeabili tesi tra due supporti. L'importante è che sia inclinato, così l'acqua scivola via invece di accumularsi sopra la copertura. A scopo precauzionale bisognerà sempre aggiungere uno strato drenante sul fondo, come argilla espansa o ghiaia grossa. 

Quando mettere il tessuto non tessuto sulle piante

Il tessuto non tessuto (TNT) va messo poco prima dell'arrivo del maltempo e rimosso appena il tempo migliora. Lasciarlo sulle colture estive a lungo potrebbe infatti danneggiarle. Anche se studiato per proteggere le piante dal gelo invernale, d’estate può essere utile nelle seguenti circostanze:

  • Prima di un temporale annunciato, come barriera contro l'impatto delle gocce e della grandine minuta.
  • Sulle semine e i trapianti recenti, che soffrono la pioggia battente più delle piante adulte.
  • Di notte, se dopo il temporale la temperatura crolla e le piante sono già stressate.
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Proteggere l'orto dalla grandine

Contro la grandine la difesa più efficace è la rete antigrandine: una maglia in polietilene resistente, tesa sopra le colture, che spezza la caduta dei chicchi e ne assorbe l'impatto. 

La rete si monta su una struttura di supporto — pali, archi metallici o un telaio in legno — tenendola sollevata di almeno 40-50 cm dalle piante. Rimane sempre un suggerimento utile raccogliere in anticipo ortaggi e frutti già maturi quando le previsioni annunciano grandine. 

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Come trattare le piante dopo una grandinata

Se non si è avuto il tempo o il modo di proteggere le piante prima della grandinata, bisogna prima di tutto aspettare che le piante si asciughino e solo allora si potranno valutare i danni con calma, rimuovendo solo le parti irrimediabilmente rovinate. I passaggi da seguire sono:

  • Ispezionare ogni pianta cercando foglie lacerate, rami spezzati, frutti ammaccati e ferite sulla corteccia.
  • Potare le parti danneggiate con forbici pulite e disinfettate, tagliando netto appena sotto la zona rovinata.
  • Eliminare i frutti colpiti, perché tendono a marcire in fretta e attirano parassiti e malattie.
  • Non concimare subito: una pianta ferita è sotto stress e un eccesso di azoto la spinge a vegetare quando dovrebbe cicatrizzare.
  • Alleggerire le innaffiature se il terreno è già saturo d'acqua, per non aggiungere stress a stress.

Sulle ferite più ampie, soprattutto su fusti legnosi e alberi da frutto, può essere utile adoperare un prodotto cicatrizzante o poltiglia bordolese per prevenire le infezioni fungine. 

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