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Crowdfunding al decollo: opportunità e rischi

Autore: Luigi Dell'Olio (collaboratore di idealista news)

Finalmente il crowdfunding prende piede anche in Italia. Se nell’intero 2016 erano state condotte in porto 19 campagne, con una raccolta di 4,36 milioni di euro, nei primi otto mesi di quest’anno si è raggiunta quota 8,14 milioni, spalmati su 36 campagne di successo.

Accelerazione estiva

I numeri, frutto di un censimento realizzato da CrowdfundingBuzz, sono in assoluto contenuti (soprattutto se paragonati a quelli di altri Paesi occidentali), ma il giudizio cambia se si guarda in particolare al ritmo di crescita. Che ha ottenuto un’accelerazione proprio nei mesi estivi, che solitamente non sono i più importanti per chi fa business. Eppure, tra luglio e agosto sono stati raccolti ben 3,06 milioni in 13 campagne. Quanto alle piattaforme attive, la più dinamica è Mamacrowd, con 3,26 milioni raccolti da inizio anno, seguita da Crowdfundme con 2,26 milioni.

Le ragioni del successo

Il decollo del crowdfunding è dovuto in primo luogo a due fattori: la grande crisi scoppiata nel 2008, che ha spinto molte aziende a guardare al di là del canale bancario per cercare fonti di finanziamento; la crescente fiducia verso tutto ciò che ruota intorno al Web.

Il termine è la crasi tra due parole inglesi: “crowd”, vale a dire “folla”; “funding”, cioè “finanziamento”. Quindi è la raccolta di capitali presso la platea indistinta di utenti presenti su Internet. Chi ha un’idea di business la presenta su uno dei portali che si occupano del settore e cerca finanziatori.

Chiarezza contro gli abusi

Per evitare gli abusi dovuti al mezzo utilizzato, il legislatore italiano è stato il primo al mondo a disciplinare l’equity crowdfunding, che consiste nel finanziamento alle nuove aziende in cambio di quote azionarie. La disciplina, introdotta con il Decreto Crescita Bis del 2012, nel tempo è stata affinata con la previsione della vigilanza in capo alla Consob e la rimozione degli ostacoli normativi che impedivano alle Srl di collocare quote presso il pubblico. Proprio quest’ultimo passaggio ha creato le principali condizioni per liberare le energie presenti sul mercato.

Ovviamente non esistono investimenti senza rischi, per cui chi sceglie di investire in questo settore farebbe bene a ricordare che laddove i tassi di rendimento promessi sono più elevati, tendenzialmente occorre farsi carico di un rischio più elevato.