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Elezioni 2018, ecco cosa succede ora

Autore: Redazione

I risultati delle elezioni 2018 non hanno visto alcun partito o coalizione conquistare il 40% delle preferenze, quota grazie alla quale sarebbe stato possibile avere una maggioranza assoluta alla Camera e al Senato e quindi governare senza dover pensare a possibili alleanze. Alla luce di ciò, cosa succede ora?

Il nodo della maggioranza

Dalle urne non è uscita una maggioranza di governo. Ad emergere è stato il fatto che il Movimento 5 Stelle è il primo partito italiano e che la Lega ha la leadership del centrodestra. Per ottenere la maggioranza alla Camera servono 316 seggi e per ottenere la maggioranza al Senato ne servono 161.

Il M5S ha ottenuto il 32,66% delle preferenze e alla Camera raggiunge i 221 seggi (133 seggi + 88 conquistati con l’uninominale). Per avere la maggioranza ne mancano 95.

La Lega ha ottenuto il 17,4% delle preferenze con 73 seggi, Forza Italia il 14,0% con 59 seggi e Fratelli d’Italia il 4,3% con 19 seggi, a questi seggi bisogna sommare i 109 conquistati con l’uninominale e si arriva per il centrodestra (35,7%) a un totale di 260 seggi alla Camera. Per ottenere la maggioranza ne mancano 56.

Il centrosinistra ha totalizzato 112 seggi alla Camera.

Per quanto riguarda il Senato, il M5S ha 112 seggi, il centrodestra 135 e il centrosinistra 57.

In questa situazione, la strada appare ancora lunga. La data da segnare sul calendario adesso è il prossimo 23 marzo.

La registrazione dei nuovi parlamentari, 8-9 marzo

Spetta alle Corti d’Appello proclamare ufficialmente l’elezione dei nuovi parlamentari, che dovranno recarsi a Roma per l’iter burocratico. Questo avverrà tra l’8 e il 9 marzo. E mentre accadrà ciò, i diversi partiti politici faranno il punto della situazione e valuteranno i possibili scenari futuri.

L’elezione dei nuovi presidenti di Camera e Senato, 23 marzo

Tutto questo fino al 23 marzo, quando il nuovo Parlamento eleggerà i nuovi presidenti di Camera e Senato.

Per l’elezione del presidente della Camera serve il voto favorevole dei due terzi dei componenti nella prima votazione, la maggioranza dei due terzi dei voti nella seconda e la maggioranza assoluta dei voti dopo il terzo scrutinio.

Per l’elezione del presidente del Senato serve la maggioranza assoluta dei componenti nelle prime due votazioni, la maggioranza assoluta dei voti dei presenti alla terza e, nel caso non ci sia un vincitore, lo stesso giorno si procede al ballottaggio tra i due candidati che hanno ottenuto il maggior numero di voti nello scrutinio precedente.

Questo significa che l’elezione dei presidenti di Camera e Senato permetterà già di capire quali sono i partiti politici che avranno deciso di collaborare.

La comunicazione del gruppo di appartenenza, 25 marzo

Entro il 25 marzo i parlamentari dovranno comunicare il gruppo di appartenenza.

Le consultazioni al Quirinale, fine mese

Dopo l’elezione dei nuovi presidenti di Camera e Senato, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella inizierà le consultazioni. Il capo dello Stato incontrerà i presidenti delle Camere, gli ex presidenti della Repubblica e i rappresentanti dei gruppi parlamentari.

L’incarico di governo

Successivamente, in base a quanto ascoltato, il presidente della Repubblica dovrà decidere a chi affidare l’incarico di formare un governo. Le possibilità sono due: un incarico pieno, qualora un gruppo si presenti con i numeri per governare; un incarico esplorativo per vedere se è possibile formare un governo. In questo caso, una volta sciolta positivamente la riserva, viene presentata la lista dei ministri al Quirinale. Per poter governare, l’esecutivo deve ottenere il voto di fiducia delle Camere e deve fare giuramento.