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La Bce decide il terzo Tltro. Gli effetti per banche e tassi dei mutui

mario draghi
Gtres
Autore: floriana liuni

Il Quantitative Easing è finito, ma non è finita l’azione della Bce sulle finanze degli Stati Europei. Mario Draghi ha infatti annunciato un terzo Tltro e tassi bassi fino a tutto il 2019.

A partire da settembre, ha annunciato il governatore della Bce, verrà lanciata, a cadenza trimestrale e con scadenza di due anni ciascuna, una serie di operazioni di finanziamento a lungo termine a condizioni agevolate destinate agli istituti di credito, che termineranno nel marzo 2021. Si tratta delle cosiddette aste Tltro, il cui annuncio era atteso dagli analisti in realtà per aprile, ma che è stato anticipato data la situazione di rallentamento dell’economia europea. L’operazione annunciata è la terza, dopo quella del 2014 e del 2016. Ma cosa sono e come funzionano i Tltro?

Tltro e Bce: cos'è e come funziona

I Tltro (acronimo di "targeted longer-term refinancing operations", che differiscono dalle Ltro in quanto in si tratta di operazioni mirate) sono un mezzo che la Bce ha per sostenere l’economia reale, favorendo l’erogazione di credito da parte delle banche a favore di investimenti imprenditoriali e personali e spingendo in tal modo il Pil. Si tratta in sostanza di aste attraverso le quali la Bce eroga prestiti della durata di quattro anni alle banche dell’Eurozona a tassi che possono andare dal livello di riferimento per i depositi (-0,40%, il che significa che è la Bce a pagare per concedere i prestiti) allo 0%.

Tltro, effetti su spread Btp-Bund

Tassi, questi, che rendono meno conveniente l’emissione di obbligazioni bancarie: finanziandosi attraverso queste, infatti, le banche devono sostenere il costo del loro rendimento. Finanziandosi con i Tltro al contrario potrebbero addirittura guadagnarci, in caso di prestiti a tasso negativo. In questo modo, diminuendo l’offerta di bond sul mercato, anche il loro prezzo dovrebbe salire, il che potrebbe riverberarsi sulle obbligazioni di Stato (Btp), riducendo lo spread con i Bund decennali tedeschi.

Tltro a favore dei prestiti ad imprese e famiglie

I tassi agevolati dei prestiti Tltro sono validi a patto che le banche destinino la liquidità presa in prestito ad imprese e famiglie. Con la prima tornata di aste, ad esempio, alle banche sarà concesso prendere in prestito a condizioni agevolate il 30% della liquidità impiegata per i finanziamenti concessi alla fine di febbraio a imprese e famiglie. In questo modo le banche italiane potranno sostituire gli oltre 700 miliardi di euro in scadenza a partire dal giugno 2020. Nota bene, l’accesso alle aste da parte delle banche non è obbligatorio: gli istituti di credito potrebbero comunque decidere di non avere accesso a finanziamenti agevolati, continuando a finanziarsi con i bond e ad applicare tassi più alti ai propri servizi. Tutto dipende dalla clientela della banca in questione.

Tassi dei mutui e Tltro: quale effetto?

Va notato che la liquidità presa in prestito con i Tltro non può essere destinata a mutui casa, in quanto si vuole evitare di creare una bolla immobiliare. Tuttavia, anche i mutui risentiranno favorevolmente delle condizioni agevolate dei finanziamenti della Bce, se pure in modo indiretto: dal momento che le banche potranno infatti pagare tassi agevolati sui prestiti per gli altri servizi, non avranno necessità di rincarare i tassi sui finanziamenti – mutui compresi- per diverso tempo ancora. "In caso di delibera di nuovi prestiti agevolati (Tltro) per le banche - afferma Roberto Anedda di Mutuionline a idealista/news, - resta viva la possibilità per le banche di rifinanziarsi a tassi competitivi, il che consentirà ancora alle banche di sostenere le proprie offerte sui prodotti come i mutui, senza ulteriori rialzi degli spread bancari”.

Tassi di interesse Bce a zero fino alla fine del 2019

Oltre ai prestiti Tltro, Mario Draghi ha anche annunciato che la politica di tassi di interesse a zero verrà prorogata almeno fino alla fine del 2019. Annuncio che, in questo caso, era invece atteso, data la situazione macroeconomica del Vecchio Continente, non certo ritratta in modo lusinghiero dall’Ocse come dalla stessa Francoforte. Le stime degli economisti Bce vedono infatti un 2019 in crescita di solo l’1,1%, un +1,6% nel 2020 e un +1,5% nel 2021. Stime riviste al ribasso rispetto a quanto ipotizzato lo scorso dicembre. Ad ogni modo, ha rassicurato Draghi, esiste un rischio recessione molto basso per l’Eurozona, e il terzo Tltro è stato deliberato semplicemente per sostenere le condizioni favorevoli di accesso al credito godute finora.