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Tassi mutui 2019: spread bancari in aumento. O no?

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Gtres
Autore: floriana liuni

Gli attuali tassi dei mutui sembrano essere troppo bassi per durare. Si avvicina quindi il momento del loro rialzo? Ne abbiamo parlato con alcuni esperti.

Il momento di tassi bassi per i mutui dura ormai da molti mesi; da dopo l’estate il relativo peggioramento delle condizioni di alcuni finanziamenti per l’acquisto di casa da parte dei principali gruppi bancari ha innescato la convinzione che l’inversione di tendenza sia ormai vicina.

Tassi mutui, nel 2019 aumenta lo spread...

“È effettivamente vero che i tassi applicati dalle banche sono ancora piuttosto bassi per diverse ragioni – afferma Ivano Cresto, responsabile Business Unit mutui di Facile.it: - la sostanza è che, legandosi questo al periodo favorevole per quel che riguarda i prezzi degli immobili, scesi nel 2018 di quasi il 2%, gli italiani hanno davanti un buon momento per affrontare l’acquisto della casa. È però altrettanto vero che questo periodo non durerà per sempre e che gli spread bancari stanno, soprattutto sul tasso fisso, risalendo lentamente ormai da qualche mese. Bisognerà aspettare di capire quali saranno i nuovi scenari politici-economici sia a livello nazionale sia a livello europeo e come le banche li affronteranno per sapere come questo si ripercuoterà sul mercato dei mutui ai privati”.

"Domani la Bce potrebbe immettere nuova liquidità sul mercato attraverso gli Tltro, - ricorda Antonio Ferrara, Ad di Monety, - che daranno certamente ossigeno all’economia stimolando gli investimenti. Resta tuttavia il problema delle riforme fiscali e del lavoro il nodo centrale per la crescita della nostra economia. Nonostante queste premesse, i tassi sono e rimarranno nel prossimo futuro straordinariamente competitivi così come i prezzi delle abitazioni, chi ha l’opportunità di investire si trova in una congiuntura particolarmente positiva”.

“I tassi sui mutui casa – osserva Renato Landoni, Presidente Kìron Partners, - sono in salita ormai da alcuni mesi. La situazione economica del nostro Paese non è particolarmente vivace: la crescita del Pil è inferiore al previsto e sotto la media Ue, il debito pubblico è in aumento e anche per i giovani la situazione dal punto di vista lavorativo è piuttosto articolata. Inoltre le continue tensioni sullo spread Btp-Bund non creano di certo una situazione di “sicurezza”, che permetterebbe alle banche di essere più competitive sui prodotti. Prevediamo quindi un graduale lieve aumento dei tassi nei prossimi mesi del 2019, riscontrando comunque una volontà nell’incrementare i flussi erogati per il 2019”.

...ma non così in fretta

Una riflessione, tuttavia, va fatta. Per quanto l’innalzamento dello spread bancario sui mutui sia un evento che inevitabilmente si verificherà, questo potrebbe non essere imminente come si crede. Il perché ce lo spiega Roberto Anedda, responsabile marketing di Mutuionline.

“Dato che il numero di operazioni di mutuo delle famiglie è relativamente ridotto rispetto al totale delle operazioni e dei prodotti bancari – osserva Anedda, - in effetti non è sui mutui che si realizza il grosso del guadagno delle banche. L’investimento in una casa è infatti a lungo termine, molto spesso a scopo prima casa, quindi si tratta di investimenti importanti ma anche poco frequenti rispetto ad altre operazioni che in questo senso potrebbero essere più rilevanti ai fini dei bilanci bancari”.

Alzare i tassi dei mutui non serve alle banche

Cosa significa questo? “Significa che alzare i tassi sui mutui potrebbe in molti casi essere controproducente, - risponde Anedda. -  I mutui sono un prodotto che, come detto, non giustifica da solo la redditività di una banca, ma rappresenta magari un mezzo per fidelizzare la clientela e per proporle anche altri prodotti relativamente più redditizi. Innalzare il costo dei mutui potrebbe sì garantire un margine, comunque ridotto, di maggior guadagno su essi, ma penalizzare la banca su tutti gli altri prodotti”.

Quali fattori giocano a favore di una prudenza da parte delle banche nel rialzare gli spread? “I tassi Bce continuano ad essere bassi – risponde Anedda, - il QE è sì finito, e sono in scadenza i prestiti erogati per sostenere le banche nel periodo di crisi, ma è probabile la delibera di nuovi prestiti agevolati (Tltro) per le banche, quindi resta viva la possibilità per le banche di rifinanziarsi a tassi competitivi, il che consentirà ancora alle banche di sostenere le proprie offerte sui prodotti come i mutui”.

Quando si alzeranno gli spread sui tassi dei mutui?

Esiste la possibilità che le banche si accordino comunque per un rialzo generalizzato dei prezzi? “Questa in realtà è una cosa che avrebbe potuto accadere già da mesi, e invece non è accaduta – è il parere di Anedda. - Già dopo la scorsa estate infatti le principali banche italiane hanno alzato gli spread portando i tassi di qualche decina di centesimi, senza per questo essere seguite da tutte le altre. Ma addirittura anche nei mesi se non negli anni precedenti i tassi erano talmente bassi che si sarebbero potuti applicare spread molto più alti (nei limiti dei tassi soglia di usura) senza che la domanda ne risentisse. Eppure non è successo. Anzi si è continuato a scendere”.

Come mai? “E’ successo da un lato perchè i tassi Irs e Euribor hanno continuato a scendere, - afferma il responsabile marketing di Mutuionline. – Dall’altro perché, come detto, in alcuni casi è stato nell’interesse stesso della banca: ognuna  conosce infatti la propria clientela, e sa quando alzare uno spread su un mutuo può creare un danno al resto del business in cambio di un guadagno che è solo marginale”.

Cosa dobbiamo aspettarci quindi nei prossimi mesi? “La logica di un rialzo generalizzato in sé potrebbe concretizzarsi, ma da ottobre ad oggi non è ancora successo nulla – osserva Anedda. - Anche perché nel frattempo la prospettiva di un effettivo aumento dei tassi di interesse pare essere quantomeno rimandata, anche alla luce delle decisioni attendiste della Fed. Al momento quindi, tolti gli istituti che hanno grosse quote di business dedicate ai mutui e sanno di poter trattenere i clienti, la scelta di aumentare i tassi potrebbe non essere condivisa immediatamente dagli altri istituti. In definitiva quindi è ancora possibile trovare offerte vantaggiose e lo sarà certamente ancora per diverso tempo”.

"Siamo in una situazione di tassi ai minimi di sempre - sottolinea  Riccardo Bernardi, CDO di 24MAX, - infatti un cliente riesce a contrarre un mutuo a tasso variabile intorno al 1% e fisso intorno al 1,80%. Tale situazione di tassi unita ai valori di mercato ai minimi rispetto ai picchi degli ultimi 10-12 anni rappresenta un momento eccezionale per chi può e intende acquistare un immobile oggi. Qualora vi fosse un aumento dei tassi anche nell’ordine di uno 0,50% non modificherebbe la situazione che resterebbe favorevole a chi intende acquistare un immobile contraendo un mutuo".