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Le modifiche del decreto rilancio al bonus 600 euro: cosa cambia e per chi

L'assegno sale a mille euro ma non per tutti

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Autore: Redazione

Il decreto rilancio appena approvato e pubblicato in Gazzetta Ufficiale interviene anche in tema di bonus 600 euro. A maggio, infatti, cambia l’importo erogato dall’Inps ma solo per alcune categorie con determinati requisiti. Vediamo, nel dettaglio, tutte le novità in merito.

Prima del lancio del decreto rilancio, si era al lungo parlato di un aumento da 600 a 800 euro del bonus per tutta la platea di beneficiari. Alla fine, però, non sarà così. Il contributo a fondo perduto resta lo stesso per la maggior parte degli aventi diritto, e sale a 1000 solo per determinate categorie, mentre per altre scende a 500 euro a partire da maggio.

Quando verrà pagato

Per l’assegno del bonus 600 euro di aprile si erano creati ritardi nel pagamento, anche se la maggior parte di chi aveva fatto domanda aveva ricevuto il contributo a partire dal 15 dello scorso mese e in quasi tutti i casi non oltre il giorno 30. Tuttavia, non sono ancora certe le tempistiche di quando verrà pagato il prossimo assegno.

Tuttavia, il ministro dell’Economia, Roberto Gualteri, presentando i principali provvedimenti del decreto rilancio, ha specificato che il bonus di 600 euro per gli autonomi “arriverà immediatamente appena il decreto sarà in Gazzetta Ufficiale, senza bisogno di fare domanda. Tutti coloro che l’hanno già avuta avranno un secondo bonifico”. Quindi, dopo la pubblicazione dovrebbe arrivare il pagamento.

Requisiti

Come detto in precedenza per alcune categorie il bonus 600 euro diventa da mille euro. Si tratta di categorie con specifici requisiti, ecco quali sono:

  • liberi professionisti iscritti alla gestione separata Inps, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie. Essi, qualora abbiano riportato una riduzione di almeno il 33% del reddito del secondo bimestre 2020 rispetto a quello del secondo bimestre 2019 avranno diritto a un’indennità per il mese di maggio 2020 pari a 1000 euro;
  • collaboratori coordinati continuativi (co.co.co) già beneficiari dell’indennità nel mese di marzo 2020. Coloro che rispecchiano determinati requisiti potranno avere diritto al bonus di 1000 euro previsto per il mese di maggio 2020.

Il bonus resta da 600 euro e viene erogato (automaticamente anche a maggio per chi ne avesse già fatto richiesta ricevendo l’assegno di aprile) per lavoratori con i seguenti requisiti:

  • lavoratori autonomi iscritti alle gestioni speciali dell’Assicurazione generale obbligatoria (AGO);
  • lavoratori stagionali del turismo e degli stabilimenti termali.

Mentre, per quanto riguarda i lavoratori del settore agricolo, che hanno beneficiato l’indennità per il mese di marzo con il bonus da 600 euro, si abbassa la quota del contributo per il mese di aprile e a maggio riceveranno un’indennità pari a 500 euro.

Inoltre, il decreto rilancio riconosce un'indennità per i mesi di aprile e maggio, pari a 600 euro per ciascun mese, alle seguenti categorie:

  • lavoratori iscritti al FPLS (Fondo lavoratori dello spettacolo) aventi determinati requisiti è erogata una indennità di 600 euro per ciascuno dei mesi di aprile e maggio 2020, sempre che non siano titolari di rapporto di lavoro dipendente o titolari di pensione alla data di entrata in vigore della norma;
  • lavoratori dipendenti e autonomi che in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 hanno cessato, ridotto o sospeso la loro attività o il loro rapporto di lavoro, sempre che non siano titolari di altro contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato spetterà l’indennità di 600 euro sia nel mese di aprile sia nel mese di maggio;
  • professionisti iscritti agli enti di diritto privato di previdenza obbligatoria avranno diritto all’indennità sia nel mese di aprile sia nel mese di maggio 2020;
  • lavoratori sportivi impiegati con rapporti di collaborazione, riconosciuta dalla società Sport e Salute S.p.a.,  avranno diritto all’indennità sia nel mese di aprile sia nel mese di maggio 2020, nel limite massimo di 200 milioni di euro per l’anno 2020;
  • lavoratori domestici che al 23 febbraio 2020 avevano in essere uno o più contratti di lavoro per una durata complessiva superiore a 10 ore settimanali, a condizione che non siano conviventi col datore di lavoro avranno diritto a un’indennità di 500 euro mensili, per i mesi di aprile e maggio 2020.