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Novità su pensioni minime e flessibilità in uscita

Autore: Redazione

Continua il lavoro del governo per trovare una soluzione all'intricato problema della riforma delle pensioni e della flessibilità in uscita. Dopo l'ipotesi ventilata di cambiare il riscatto degli anni di laurea, l'esecutivo ora vorrebbe mettere mano anche le contribuzioni minime considerate "troppo basse". Ma vediamo punto per punto le novità sulle pensioni.

Riforma delle pensioni minime - Renzi vorrebbe estendere a chi percepisce la pensione minima di 500 euro (una platea di circa tre milioni di persone) il bonus di 80 euro previsto dal Jobs Act. Il limite sarebbe un reddito fino a 26 mila euro, mentre il costo troppo elevato dell'operazione potrebbe far restringere la platea escludendo chi ottiene dall'Inps altri trattamenti come, ad esempio, un assegno di reversibilità.

Flessibilità in uscita pensioni 2016 - A partire dall'anno prossimo sarà possibile andare in pensione a 63 anni (tre anni prima di quanto stabilito dalla legge Fornero). Saranno le banche e le assicurazioni a erogare per un massimo di tre anni l'assegno pensionistico. Ma una volta raggiunta l'età pensionabile, il lavoratore dovrà restituire a rate quanto anticipato. La penalizzazione dovrebbe aggirarsi intorno al 3-4%. Il governo pensa di aggiornare anche l'elenco dei lavori usuranti.

Fondi integrativi e riscatto della pensione - Palazzo Chigi vorrebbe tagliare l'aliquota sui rendimenti dei fondi integrativi per incentivare l'adesione a fondi alternativi. E pensa di cambiare il meccanismo per il riscatto della laurea lasciando il campo aperto ai versamenti liberi e volontari.