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Accessione immobiliare, importante sentenza della Cassazione

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Autore: Redazione

In base al cosiddetto istituto dell'accessione, il proprietario di un suolo lo è automaticamente anche della costruzione su di esso realizzata. Ma cosa succede nel caso in cui il terreno sia in comproprietà e a costruire l'immobile sia solo uno dei comproprietari? A svelare l'arcano è stata la Cassazione con la sentenza 3873/2018.

Nel caso preso in esame, una società e un privato avevano chiesto lo scioglimento della comunione dei beni. Il privato sosteneva, però, che nella liquidazione della sua quota dovesse essere conteggiato anche l'edificio realizzato dalla società. Quest'ultima si oppeneva adducendo che era stata solo questa ad aver curato la costruzione dell'immobile.

La Cassazione ha dato ragione al privato proprio sulla base del principio di accessione, per cui tutti i comproprietari del terreno diventano proprietari della costruzione nel rispetto delle quote spettanti a ciascuno. In particolare la Suprema Corte ha stabilito che "ammettere che i comproprietari non costruttori possano perdere la proprietà della cosa comune per il sol fatto dell’iniziativa di un altro comproprietario, darebbe luogo a una sorta di espropriazione della proprietà privata in assenza di un interesse generale e senza indennizzo”.

Questo non toglie che le diverse parti possano giungere a un diverso accordo che preveda che solo uno dei comproprietari del terreno diventi proprietario della costruzione.