La flat tax è tornata al centro del dibattito politico, soprattutto dopo le nuove misure che riguardano i contribuenti stranieri e i grandi patrimoni. Introdotta in Italia con l’obiettivo di attrarre capitali e professionisti facoltosi, questa tassazione agevolata continua a evolversi, con importanti novità in arrivo a breve. La legge di bilancio 2026 introduce un nuovo rialzo dell’imposta sostitutiva (flat tax) per chi trasferisce la residenza in Italia: la flat tax aumenta a 300.000 euro per il contribuente principale. Si tratta di un ulteriore incremento che si aggiunge all’aumento già applicato nell’agosto 2024.
Chi ha introdotto la flat tax in Italia
Negli ultimi anni l’Italia ha assistito all’introduzione e all’evoluzione di un regime fiscale particolare, combinando attrazione di capitali stranieri, mobilità internazionale e investimenti in immobili di pregio. Il fulcro di questo cambiamento è la cosiddetta “flat tax”, un’imposta sostitutiva che si applica ai redditi esteri dei nuovi residenti in Italia.
Il regime fiscale agevolato per i “neo-residenti” è stato introdotto con la legge di bilancio del 2017, messa a punto dal Governo Renzi. Questa misura, disciplinata dall’articolo 24-bis del TUIR, è stata pensata con l’obiettivo di rendere l’Italia più attrattiva per gli “high net worth individuals”, ossia individui con alto patrimonio netto provenienti dall’estero, incentivando il trasferimento della loro residenza fiscale nel Belpaese.
Come funziona la flat tax per gli stranieri?
La flat tax è stata rafforzata nel corso degli anni ed è diventata un elemento strutturale del panorama fiscale italiano, con effetti concreti sul mercato immobiliare di fascia alta. Originariamente era fissata a 100.000 euro annui sui redditi da fonte estera, ma ad agosto 2024 l’importo è stato innalzato a 200.000 euro per i nuovi aderenti.
In pratica, a chi decide di trasferire la residenza fiscale in Italia, è riconosciuto un regime fiscale agevolato, con l’applicazione di un’imposta forfettaria annuale sui redditi realizzati all’estero, a prescindere dal loro ammontare, mentre quelli prodotti in Italia continuano ad essere soggetti alle aliquote ordinarie. La scelta del regime si può comunicare con la dichiarazione dei redditi e dura fino a 15 anni, ricordando che la flat tax spetta al contribuente che non è stato fiscalmente residente in Italia negli ultimi 9 dei 10 anni precedenti l’adesione all’opzione.
Flat tax per i ricchi: le novità in arrivo
Per la flat tax si profilano novità all’orizzonte con la legge finanziaria 2026, che dovrà essere approvata entro la fine di quest’anno. Nell’articolo 11 si legge che si eleva da 200 mila a 300 mila euro l’importo della flat tax sui redditi prodotti all'estero realizzati da persone fisiche che trasferiscono la propria residenza fiscale in Italia. La norma incrementa, inoltre, da 25.000 a 50.000 euro la flat tax sui redditi prodotti all'estero dai familiari per i quali il soggetto principale ha fatto richiesta.
Contestualmente all’innalzamento della soglia a 300 mila euro, per rendere la misura più “accettabile” anche dal punto di vista politico ed economico, la Lega ha presentato diversi emendamenti, proponendo di legare la concessione della flat tax a un impegno concreto: investimenti in titoli di Stato italiani, come BTP, partecipazioni in startup o aziende italiane, oppure donazioni fino a 1 milione di euro a enti del terzo settore.
L’incremento da 200 mila a 300 mila euro andrà a colpire solo coloro che trasferiranno la residenza fiscale in Italia a partire dall’1 gennaio 2026. Chi, al contrario, lo ha già fatto o lo farà entro il 31 dicembre 2025, potrà beneficiare delle condizioni attuali, cioè di una flat tax pari a 200.000 euro, e a 25.000 euro per i familiari.
Flat tax per gli stranieri e investimenti immobiliari
La flat tax pensata per i ricchi ha avuto fino a questo momento effetti concreti sul mercato immobiliare di fascia alta, visto che l’Italia, con le sue città d’arte, regioni rinomate, coste, montagne, e un patrimonio culturale-paesaggistico di inestimabile valore, è da sempre un polo attrattivo per chi cerca immobili di pregio.
Con la flat tax è fiscalmente sostenibile il trasferimento della residenza nel nostro Paese, rendendo più appetibile l’acquisto di immobili di pregio. Non stupisce, dunque, che l’Italia sia salita sul podio, conquistando il terzo posto di meta più ambita dai milionari dopo gli Emirati Arabi e gli Stati Uniti.
L’effetto più eclatante della flat tax è quello di una domanda crescente di case di lusso, ville e immobili storici. Zone emergenti o tradizionalmente di “nicchia”, quali centro-storico delle città d’arte, quartieri esclusivi, località costiere o di montagna, potrebbero diventare ancora più ambite, con un conseguente un aumento dei prezzi, come già accaduto in alcune realtà dell’Italia.
L’effetto flat tax a Milano
Una delle mete più ricercate dai super ricchi che sfruttano la flat tax è senza dubbio Milano, nuova capitale dei milionari, protagonista negli ultimi anni di una grande trasformazione. Come riportato dal Financial Times a inizio settembre scorso, Milano sta vivendo una vera e propria “esplosione” di espatriati facoltosi attratti da agevolazioni fiscali come la flat tax per nuovi residenti.
Milano diventa così un polo di attrazione, ancor più dopo che la Brexit ha eliminato le agevolazioni per i “non-domiciled residents”, un regime fiscale favorevole, spingendo ricchi professionisti londinesi a cercare un’alternativa in Europa. L’arrivo massiccio di persone facoltose ha avuto un impatto non da poco sul settore immobiliare, con una domanda crescente di case di lusso a Milano e un’inevitabile spinta al rialzo dei prezzi, complice anche un’offerta limitata.
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