Le spese scolastiche e più in generale quelle di istruzione pesano non poco sul bilancio di molte famiglie, motivo per cui il sistema fiscale italiano prevede alcune agevolazioni che permettono di recuperare parte di queste uscite. Le spese scolastiche detraibili sono di vario tipo, a patto che siano sostenute per la frequenza di scuole dell’infanzia, primarie e secondarie, sia pubbliche che private.
Le spese relative all’istruzione e alla scuola possono essere detratte nella misura del 19% dell’importo complessivo sborsato durante l’anno fiscale di riferimento. Da ricordare che esistono dei limiti massimi di spesa detraibile stabiliti annualmente, per cui è fondamentale verificare gli aggiornamenti normativi.
Quali spese per i figli si possono detrarre dal 730?
Nel modello 730, una delle opportunità più importanti per le famiglie è la possibilità di ottenere detrazioni fiscali legate alle spese sostenute per i figli. Tra regole, limiti e modalità di inserimento, non è sempre semplice orientarsi, motivo per cui è importante sapere con precisione cosa prevede la legge. Le principali spese che si possono detrarre dal 730 nella misura del 19% dell’IRPEF sono:
- spese sanitarie: sono incluse le visite specialistiche, i farmaci e i dispositivi medici;
- spese sportive: possibile la detrazione delle spese sostenute per i figli a carico di età tra 5 e 18 anni per l’iscrizione e l’abbonamento ad associazioni sportive dilettantistiche, palestre, piscine ed altre strutture sportive. Le spese sportive si possono detrarre fino a un massimo di 210 euro per ciascun figlio;
- spese di trasporto: detraibili fino a un limite di 250 euro annui, le spese sostenute per i figli relative agli abbonamenti ai mezzi di trasporto pubblico, sia locali che regionali o interregionali, includendo anche i costi di trasporto degli studenti universitari.
Detrazione spese di istruzione
Tra i costi sostenuti per i figli che si possono detrarre dal modello 730 ci sono anche le spese di istruzione, che includono quelle universitarie e non. Nella prima categoria rientrano i costi per gli atenei statali e privati, mentre nella seconda troviamo le spese per la frequenza di scuole dell’infanzia, del primo ciclo di istruzione e della scuola secondaria di secondo grado. Ecco nel dettaglio:
- spese scolastiche: nella detraibilità rientrano le spese di istruzione relative all’asilo nido, alla scuola primaria e secondaria, con riferimento in particolare alle tasse di iscrizione e frequenza, ai contributi versati per i corsi e laboratori di lingue, teatro, musica e altre attività, purché organizzati dalle scuole frequentate. Detraibili anche i costi delle gite scolastiche, così come le attività culturali e ricreative svolte per ampliare l’offerta formativa. Si possono indicare nel 730 le spese per la mensa scolastica;
- spese universitarie: tasse di iscrizione e frequenza sia per gli atenei pubblici che per quelli privati, con dei limiti specifici per questi ultimi;
- spese per istruzione musicale: per gli studenti di età compresa tra 5 e 18 anni è possibile detrarre le spese di iscrizione a conservatori di musica, istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica, scuole di musica iscritte nei registri regionali, cori, bande e scuole di musica riconosciuti da una pubblica amministrazione, per lo studio e la pratica della musica.
Qual è il limite massimo per le spese di istruzione detraibili?
Uno degli aspetti più rilevanti riguarda il tetto massimo di spesa su cui applicare la detrazione del 19%, con delle differenze per le spese di istruzione universitaria e non. Anche per le spese scolastiche detraibili si rivelano della variazioni a seconda della tipologia di scuola frequentata. Ecco i principali limiti attualmente in vigore:
- asilo nido: detraibile fino a un massimo di spesa di 632 euro per figlio, quindi con un massimo di detrazione pari a 120,08 euro all’anno;
- scuole di vario ordine e grado: per le scuole dell’infanzia, del primo ciclo d’istruzione e della secondaria di primo e secondo grado, la legge di bilancio 2025 ha innalzato da 800 a 1.000 euro il tetto delle spese detraibili, quindi è possibile scaricare fino a 190 euro. Non è prevista, invece, la detrazione per le spese del doposcuola privato, in quanto quest’ultimo non è considerato “istruzione scolastica” ai fini fiscali;
- università pubbliche: non esiste un importo massimo nel 730 per le spese universitarie detraibili, quindi si può portare in detrazione l’intero importo pagato;
- università private: il limite è stabilito annualmente dal Ministero dell’Università e varia in base all’area disciplinare e alla regione.
| Area disciplinare | Nord | Centro | Sud e Isole |
| medica | 3.900 euro | 3.100 euro | 2.900 euro |
| sanitaria | 3.900 euro | 2.900 euro | 2.700 euro |
| umanistico-sociale | 3.700 euro | 2.900 euro | 2.600 euro |
| tecnico-scientifica | 3.200 euro | 2.800 euro | 2.500 euro |
Per i corsi di dottorato, di specializzazione e master universitari di primo e di secondo livello, la spesa massima detraibile è di 3.900 euro al nord, 3.100 euro al centro e 2.900 euro al sud e isole. Da evidenziare che la detrazione delle spese universitarie per due figli è possibile: se da una parte non c’è alcun limite sul numero dei figli, dall’altra il calcolo è individuale, quindi la detrazione si applica separatamente per ognuno.
Come scaricare le spese scolastiche per il 730?
Per ottenere la detrazione delle spese di istruzione nel modello 730 è importante avere alcune accortezze. Innanzitutto, è necessario che le spese scolastiche detraibili siano tracciabili, ossia che siano effettuate con strumenti di pagamento che lascino traccia:
- bonifico bancario o postale;
- carta di credito o di debito;
- PagoPA o MAV (particolarmente usato nelle scuole).
Per scaricare le spese scolastiche, bisogna indicarle nel modello 730 e in particolare nel Quadro E - Oneri e Spese, nei righi da E8 a E10, utilizzando il codice specifico previsto che identifica la tipologia del costo sostenuto. Ecco i tre codici cui fare riferimento:
- codice 12: spese di istruzione non universitarie, utilizzato per le scuole di ogni ordine e grado, comprendendo anche la mensa, le gite e le assicurazioni;
- codice 13: spese di istruzione universitaria, da utilizzare per tasse di iscrizione e frequenza, ma anche per corsi universitari presso atenei statali e non;
- codice 33: spese per asili nido, che includono le rette per quelli pubblici e privati.








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