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Decreto salva Italia, le misure punto per punto (video)

Autore: Redazione

Il governo monti presenta la manovra economica, il "decreto salva Italia" come lo definisce lo stesso presidente del consiglio. Fra le misure più importanti, la riforma delle pensioni. Si passa dal retributivo al contributivo; aumento dell'iva. Il 2% per le aliquote del 10 e 21% a partire dal secondo trimetre 2012; taglio alle province; sgravi fiscali per le imprese; ma anche imposte sul lusso e tagli alla politica. Ecco le misure punto per punto

Pensioni: dal 2012 spariscono di fatto le pensioni di anzianità e scatta il calcolo dell'assegno con il sistema contributo pro-rata per tutti. Salta la finestra mobile, ma l'età minima di pensione per gli uomini sarà elevata a 66 anni e per le donne a 62 anni. A prescindere dall'età di potrà accedere alla pensione anticipata con 42 anni e un mese di contributi per gli uomini e 41 anni e un mese per le donne. Vieni rivisto il meccanismo di indicizzazione degli assegni all'inflazione: per le pensioni fino a due volte il minimo (950 euro al mese) la perequazione sarà integrale, ma tutte quelle di importo superiore resteranno ferme

Iva e benzina: scatta anche l'aumento delle aliquote del 2%, in caso mancassero soldi. Ad aumentare di 2 punti sarà l'iva al 10 e al 21% a partire da giugno 2012. Ad aumentare sarà anche il prezzo della benzina a partire dal primo gennaio, anche per finanziare il trasporto pubblico locale e l'aumento delle addizionali regionali irpef (dallo 0,9 all'1,23%) per evitare il taglio al fondo sanitario

Tagli alle province e costi della politica: in tutto sono 12-13 miliardi su 30 che vale la manovra i tagli alla spesa pubblica, compresa quella previdenziale e quella di regioni, province e comuni. Tagli ad alcuni enti pubblici. Il premier inoltre, in segno di solidarietà rinuncia al suo compenso come presidente del consiglio e ministro dell'economia

Imprese: il pacchetto sviluppo contiene circa 10 miliardi di interventi per finanziare lo sviluppo, cominciare dalla deducibilità dell'irap sul costo del lavoro pagata dalle imprese. Per favorire la capitalizzazione arrivano anche incentivi fiscali, mentre viene rafforzato il fondo di garanzia sui prestiti alle piccole e medie imprese.

Imposte sul lusso: salta l'aumento dell'irpef, e oltre a quelle sulla casa, sui ricchi piove un diluvio di altre imposte. Prelievo una tantum aggiuntivo dell'1,5% sui fondi rimpatriati lo scorso anno con lo scudo fiscale. Scatterà una tassa sullo stazionamento e il rimessaggio delle grandi imbarcazioni (superiori a dieci metri di lunghezza), una tassa di possesso sugli aerei ed elicotteri privati, un superbollo aggiuntivo sulle auto con Potenza superiore ai 170 cavalli. In più l'imposta di bollo sui conti correnti bancari, viene estesa al deposito titoli e ad altri strumenti e prodotti finanziari, come le polizze assicurative sulla vita e i fondi comuni

Altre norme: confermato il nuovo limite di mille euro per l'uso del denaro contante, il decreto contiene anche nuove norme contro l'evasione fiscale, tra le quali incentivi e agevolazioni per i professionisti e le piccole imprese che accettano la piena tracciabilità dei provi ricavi. Ma niente condono