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Quanto si perde andando in pensione anticipata: le simulazioni

Autore: Redazione

Si parla molto di pensione anticipata, ma quanto può costare decidere di lasciare il lavoro prima del tempo? Il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, e il sottosegretario alla Presidenza, Tommaso Nannicini, nell’illustrare ai sindacati le linee guida dell’Ape (Anticipo pensionistico) hanno specificato che non sono previste penalizzazioni esplicite, ma dalle elaborazioni effettuate da Progetica, società indipendente di consulenza, una penalizzazione implicita ci sarà.

In base ai calcoli, lasciare il posto di lavoro tre anni prima vuol dire rinunciare almeno per vent’anni a 400 euro al mese e recuperarne, dal ventunesimo in poi, la metà. Si ricorda che l’Anticipo pensionistico prevede la possibilità di chiedere di andare in pensione fino a tre anni prima rispetto al requisito di vecchiaia.

Optando per l’Ape si ottiene un anticipo sull’assegno futuro, si tratta di un prestito effettuato dalle banche ed erogato dall’Inps, garantito da un’assicurazione in caso di morte, che poi verrà restituito in vent’anni, a un tasso di interesse da fissare. Nel caso descritto da Progetica, si ipotizza un tasso di interesse all’1,5%.

Secondo il calocolo della società indipendente di consulenza, un lavoratore nato il primo giugno 1953, con reddito netto mensile da 2mila euro, può contare su una pensione di vecchiaia di circa 1.703 euro (ipotizzando una carriera tranquilla e senza salti, con inizio a 25 anni, retribuzione cresciuta dell’1,5% nel corso del tempo), se però sceglie l’Ape e anticipa l’uscita di tre anni (il primo gennaio 2017 anziché nel maggio 2020), si assicura un assegno decurtato del 10%, pari a 1.542 euro.

Terminato il triennio di anticipo della pensione, inizia a restituire il prestito, con rate pari a 240 euro. Il suo assegno arriva così a 1.301 euro per vent’anni. Dopo risale a 1.542. Rispetto ai 1.703 euro di pensione “potenziale”, dunque, per due decenni incassa il 24% in meno, ma con tre anni in più di pensione. Se anticipasse solo di due anni, il taglio sarebbe del 15%. Se preferisse uscire un anno prima, rinuncerebbe al 7% di pensione.