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Pubblica amministrazione, cosa cambierà per gli statali

Autore: Redazione

Mancano ormai pochi giorni alla presentazione del Testo Unico sul pubblico impiego, che disciplina i rapporti di lavoro nel settore della pubblica amministrazione. Vediamo alcune delle novità attese.

Licenziamenti

Come riportato dall’Adnkronos, sul fronte licenziamenti, la nuova bozza del Testo Unico del pubblico impiego prevede altri quattro casi di licenziamento disciplinare:

- possono perdere il posto i dipendenti pubblici per gravi e reiterate violazioni del codice di comportamento;

- possono perdere il posto i dirigenti che non procedono con l’azione disciplinare per “commissione dolosa o gravemente colposa”;

- il licenziamento può scattare anche in caso di “reiterata violazione di obblighi concernenti la prestazione lavorativa”;

- previsto il licenziamento anche per scarso rendimento.

Telelavoro e asili nido

Secondo le ultime indiscrezioni, per venire incontro ai dipendenti pubblici il governo starebbe pensando a formule di lavoro più flessibili: in particolare, facilitazioni per il part-time e telelavoro. Nello specifico, sarebbero allo studio anche convenzioni con gli asili nido, in modo da aiutare il dipendente a conciliare il lavoro con la vita familiare.

Modifiche ai decreti

Insieme al Testo Unico sul pubblico impiego, entro la fine della settimana il Consiglio dei ministri esaminerà i tre decreti della riforma Madia che devono essere ripresentati con modifiche, dopo la sentenza della Consulta, che ha chiesto l’intesa con le Regioni.

Si tratta del decreto relativo al taglio delle società partecipate, quello sui cosiddetti “furbetti del cartellino” e la riforma della dirigenza sanitaria, che però è in bilico perché, almeno per ora, considerata “irricevibile” dalle Regioni.