Notizie su mercato immobiliare ed economia

Anedda, MutuiOnline:"I bonus per la casa 2020 rilanciano il mercato dei mutui"

Gtres
Gtres
Autore: floriana liuni

Allo scadere del terzo trimestre dell’anno del Covid occorre fare il punto della situazione del mercato mutui e prestiti. Le famiglie italiane in questo periodo di sfiducia hanno in parte rimandato i propri progetti ma sono pronte a riprenderli in mano appena possibile. Insieme a Roberto Anedda, Vicepresidente e Direttore Marketing Gruppo MutuiOnline, idealista/news ha fotografato lo stato dell'arte.

“Il mercato dei mutui ha recuperato da maggio tanto da essere tornato a livelli simili al periodo precrisi, - osserva Anedda. – Sono state smaltite buona parte delle operazioni che avevano subito un rallentamento amministrativo a causa del lockdown. Soprattutto è evidente che il mercato è molto dinamico e interessato, le famiglie sono rimaste abbastanza focalizzate sulla possibilità di acquisto immobiliare nonostante le incertezze generate dalla situazione attuale”.

L’Osservatorio mutui di MutuiOnline mostra una ripresa del mercato: si tratta solo di surroghe?

“Le surroghe sono un fenomeno importante perché permettono un risparmio su mutuo esistente grazie ai tassi in calo. Tuttavia al momento mostrano segnali di rallentamento rispetto allo scorso anno, in quanto il 2019 è stato davvero un anno da boom anche grazie al taglio tassi Bce. Pensiamo quindi che quello delle surroghe sia un fenomeno che andrà a decrescere. Quella che invece si mantiene stabile è la richiesta di mutui per acquisto, a dimostrazione che l’interesse per le compravendite immobiliari resta alto anche grazie alle quotazioni favorevoli. Ovviamente a seconda della tipologia di immobili si rilevano andamenti di prezzo diversi: in generale si può parlare di una ripresa delle quotazioni soprattutto per le soluzioni più interessanti e di maggiore qualità”.

Qual è l’atteggiamento delle banche nel concedere finanziamenti durante la pandemia?

“Da parte delle banche c’è interesse a supportare la richiesta di finanziamenti grazie al costo del denaro che è ai minimi. Quindi abbiamo la possibilità di avere rate certe e contenute che permettono di affrontare un acquisto immobiliare in modo sereno e ponderato. La questione della cessione del credito in caso di eco bonus e superbonus sta poi occupando molto gli istituti di credito che si stanno strutturando con apposite piattaforme per gestire questo aspetto”.

Esiste un reale vantaggio nell’applicazione di questi bonus?

“Il guadagno dello Stato consiste nel fatto che questa iniziativa può fare da volano all’edilizia. Più soggetti attivano queste agevolazioni, infatti, più si sblocca valore di mercato in termini di crescita economica del settore. Un mercato che valeva 30 mld all’anno, aggiunto ai 50 mld di valore del mercato dei mutui. I bonus potrebbero moltiplicare ulteriormente questo valore economico. Le prospettive per il mercato dei finanziamenti per la casa sono dunque buone: pur non essendo i bonus direttamente collegati ai mutui possono comunque agevolarli in quanto la possibilità di recuperare il costo dei lavori può far propendere gli italiani verso l’acquisto. In particolare quando si parla di condomini e le operazioni non sono più legate ad una singola unità abitativa ma ad interi edifici con un numero di appartamenti importante, che possono essere recuperati con un impatto importante sul panorama edilizio”.

Che dire invece del settore dei prestiti?

“Sul fronte prestiti il mercato è in chiaroscuro perché da mesi c’è un calo di erogazioni rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Pur essendosi affrancato dal periodo di lockdown, il settore denota sofferenza in termini di volume perché vi si ripercuotono le problematiche più immediate legate al Covid, in particolare per quanto riguarda la redditività delle attività economiche. Ciò ha creato meno possibilità di contrarre debiti e meno “voglia” di sottoscrivere finanziamenti. Gli istituti di credito hanno visto un peggioramento dei profili dei richiedenti, e hanno quindi aggiustato di conseguenza le decisioni di erogazione, aspettando, ad esempio, la fine del periodo di cassa integrazione per concedere i prestiti”.

Quali sono le tendenze emergenti tra i prestiti?

“La liquidità non serve più solo per comprare l’auto nuova o i mobili di casa ma anche solo per la gestione dell’economia domestica quotidiana in questa situazione di crisi. In più i tassi di interesse in questo caso sono più alti, intorno al 6%, ma si cerca di rimodulare l’offerta al migliorare delle condizioni e della fiducia. Tuttavia in generale gli istituti non sembrano molto propensi a favorire l’indebitamento delle famiglie anche perchè non esiste nessun fondo di garanzia statale, come esiste per i mutui, al netto della moratoria indetta a causa del Covid per tutti i finanziamenti. La tendenza in crescita è quella della cessione del quinto dello stipendio, che non subisce troppi contraccolpi grazie al fatto che sia un finanziamento garantito dalla busta paga e quindi meglio valutato dalle banche, che concedono tassi migliori, intorno al 4%. Potrebbe quindi essere un prodotto che costituisce una via d’uscita per chi abbia bisogno di liquidità senza indebitarsi in eccesso”.