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Il trend dei mutui nel 2021 si impenna a marzo: tassi ancora convenienti

Il confronto con il periodo del primo lockdown evidenzia il balzo più alto da nove anni nelle richieste

Gtres
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Autore: Redazione

Dopo un inizio d’anno in frenata, crescono nel primo trimestre 2021 le richieste di mutui da parte delle famiglie italiane, così come  salgono gli importi. I tassi sui mutui sono ancora convenienti, come anche le surroghe. È quanto emerge dalle analisi di Crif e di Mutui.it.

Secondo quanto rilevato da Crif, l’incremento complessivo delle richieste di mutuo sarebbe del +9,6% rispetto al corrispondente periodo del 2020, il livello più elevato degli ultimi 9 anni, crescita totalmente ascrivibile all’impetuoso aumento fatto registrare nel mese di marzo (+55,8%).

“Malgrado la situazione di incertezza che ancora regna a causa dell’andamento dei contagi, nel mese di marzo gli italiani sono tornati prepotentemente a rivolgersi agli istituti di credito per finanziare l’investimento sulla casa e questo ha trascinato la performance complessiva dell’intero trimestre dopo una prolungata fase di debolezza, – commenta Simone Capecchi, Executive Director di Crif. – Se l’ultima rilevazione è sicuramente condizionata dal confronto con il mese di marzo 2020, caratterizzato dal lockdown totale, va però sottolineato come nel primo trimestre dell’anno le richieste di mutui e surroghe abbiano abbondantemente superato non solo i volumi pre Covid, ma anche quelli degli 8 anni precedenti. Per poter trarre una indicazione più precisa dell’andamento del mercato sarà però opportuno aspettare ancora qualche mese”.

Cresce anche l’importo medio dei mutui richiesti. Secondo quanto risulta a Crif, le somme sono del 2,6% più elevate rispetto al corrispondente periodo del 2020, raggiungendo i 136.656 euro. Anche in questo caso si tratta del valore più elevato a partire dal 2013 ad oggi.

Questa invece la distribuzione per fasce di importo nel primo trimestre 2021, che vede una prevalenza di importi tra 100 e 150 mila euro.

Crif
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Dall’analisi della distribuzione delle richieste per durata, emerge che la classe più richiesta è quella tra i 26 e i 30 anni.

Crif
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Osservando la distribuzione delle interrogazioni in relazione all’età del richiedente, l’ultimo aggiornamento del Barometro Crif evidenzia come nel primo trimestre 2021 sia stata la fascia compresa tra i 35-44 anni quella maggioritaria, con una quota pari al 33,5% del totale, seguita da quella tra i 25-34 anni, con il 26,8%. Complessivamente le richieste degli under 35 arrivano a incidere per il 29,3% sul totale.

Su base regionale, il Molise risulta essere il territorio in cui si è registrato il più grande balzo in avanti nelle richieste di mutuo.

Crif
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Chi chiede mutui in Italia a marzo 2021

Il confronto con il primo trimestre 2020, in particolare con il mese di marzo, è confermato positivo anche da altri punti di osservazione sui mutui. L’ultimo Osservatorio Mutui.it, ad esempio, vede l’aumento degli importi medi del 2,5% nel primo trimestre rispetto allo scorso anno, a 137.479 euro.

Guardando al profilo del richiedente tipo emerge che chi ha presentato domanda di mutuo nel primo trimestre 2021 aveva, in media, 41 anni, quasi un anno in meno rispetto al valore rilevato nel primo trimestre 2020. In aumento, invece, la durata del piano di ammortamento medio che, probabilmente per via dell’incremento degli importi richiesti, passa da poco meno di 22 anni a 23 anni.

Aumentano lievemente i tassi fissi dei mutui

Si segnala un lieve aumento dei tassi fissi: secondo le simulazioni di Facile.it, per un finanziamento da 126.000 euro da restituire in 25 anni, ad aprile 2021 il Taeg medio rilevato online è salito all’1,37%, vale a dire il 10,5% in più rispetto a febbraio 2021.

Mutui surroga, in calo le richieste

L’effetto è stato quello di un calo delle richieste di surroga, che nel primo trimestre 2021 sono passate dal 37% dello scorso anno al 22% del totale delle nuove richieste. Tuttavia non è ancora il momento di dire addio alle surroghe: secondo Facile.it, surrogando oggi un finanziamento a tasso fisso da 126.000 euro in 25 anni sottoscritto con il tasso medio rilevato a gennaio 2020 si potrebbero risparmiare oltre 4.000 euro di interessi calcolati sull'intera durata del mutuo.

Mutui a tasso variabile ancora convenienti

Ancora molto basso, invece, il tasso variabile: ad aprile 2021, secondo la simulazione, il Taeg medio era pari all’1,03%. Torna quindi ad allargarsi la forbice tra tassi fissi e tassi variabili; secondo la simulazione di Facile.it, la differenza media è di circa 18 euro sulla singola rata iniziale, ma sebbene la distanza sia cresciuta, ad oggi non si è registrata un’inversione di tendenza e più di 9 aspiranti mutuatari su 10 optano ancora per il fisso.