Per chi vuole sottoscrivere un finanziamento a tasso variabile, è importante capire come limitare gli effetti della fluttuazione degli interessi nel tempo. Una soluzione è rappresentata dal mutuo a rata protetta, che prevede la modifica della durata - anziché del peso delle rate - al variare dei tassi d’interesse. In altre parole, se i tassi salgono, la durata si allunga: i costi mensili rimangono pressoché stabili, ma aumentano gli interessi complessivi.
Viceversa, le tempistiche si accorciano: si può quindi risparmiare, estinguendo il mutuo anticipatamente. Fondamentale è però valutare il piano d’ammortamento prima della sottoscrizione: per questo, è utile trovare il mutuo migliore grazie a comodi strumenti online.
Come funziona il mutuo a rata protetta
Un finanziamento con rata protetta rappresenta un’opzione versatile per chi vuole approfittare dei vantaggi di un tasso variabile, contando però sulla prevedibilità dei pagamenti mensili invece tipica del tasso fisso. Ma come funziona questa soluzione?
In linea generale, il mutuo a tasso variabile con rata protetta offre pagamenti mensili pressoché stabili, abbinati a una durata complessiva adattabile alle fluttuazioni dei tassi d’interesse:
- se i tassi aumentano, la durata del mutuo si allunga: a fronte di una rata prevedibile, si corrisponderanno degli interessi totali più elevati;
- se i tassi diminuiscono, le tempistiche si accorciano: la rata rimane pressoché la stessa, ma si potrà estinguere il finanziamento prima, risparmiando quindi sugli interessi.
È però necessario sottolineare che l’offerta può variare a seconda dell’istituto di credito:
- alcune banche, offrono per questa tipologia di mutuo una rata bloccata, che rimane per tutto il ciclo di ricalcolo degli interessi;
- altri istituti prevedono invece una modesta fluttuazione della rata, con un limite massimo di crescita prestabilito.
Trattandosi comunque di un mutuo a tasso variabile, la rata viene ricalcolata periodicamente in base all’indice Euribor: di solito a sei mesi oppure a un anno, a seconda degli accordi sottoscritti con l’istituto di credito.
Ancora, varie banche offrono anche protezioni contro gli aumenti eccessivi, con un limite massimo di durata estendibile, nonché la possibilità di applicare la rata protetta anche a finanziamenti già esistenti, come nel caso di trasferimento tramite la surroga del mutuo.
I vantaggi di una rata protetta nel mutuo
Scegliere un mutuo con rata protetta permette di approfittare di diversi vantaggi, soprattutto quando la certezza della spesa mensile è indispensabile per la corretta gestione del budget familiare. Infatti, questa soluzione garantisce:
- una buona prevedibilità finanziaria, perché la rata stabile impedisce sorprese che possono influire negativamente sulla propria capacità di spesa mensile;
- un buon risparmio potenziale, perché in periodi di tassi vantaggiosi, la durata si accorcia, risparmiando sugli interessi in caso di estinzione anticipata del finanziamento;
- una media protezione dell’inflazione, perché alcune banche offrono questo mutuo vincolandolo all’indice ISTAT sul costo della vita.
Bisogna inoltre considerare che questa opzione risulta molto simile a un mutuo variabile a rata costante e, pertanto, ne condivide anche gran parte dei vantaggi. La differenza principale è nella stabilità: mentre nella prima tipologia la rata tende a mantenersi costante per tutta la durata del finanziamento - o, comunque, entro i limiti di estensione contrattuale - nel finanziamento a rata protetta vi è un ricalcolo ciclico in base all’andamento dei tassi d’interesse.
Ma quando conviene il mutuo con rata protetta? Molto dipende dal profilo del richiedente: è un’opzione spesso valutata da giovani o dalle famiglie che, pur desiderando una protezione dalle fluttuazioni tipiche delle rate nei mutui a tasso variabile, non vogliono sottoscrivere i tassi d’interesse più elevati dei finanziamenti a tasso fisso.
Quali sono gli svantaggi di un mutuo a rata protetta
Nonostante i punti di forza, non bisogna dimenticare gli svantaggi del mutuo a rata protetta, che devono essere adeguatamente valutati prima della sua sottoscrizione, anche perché possono influire in modo sensibile sulla gestione del proprio investimento.
In particolare, bisogna considerare che tra i rischi del mutuo a rata protetta vi sono:
- possibili estensioni impreviste della durata del mutuo, nei periodi in cui i tassi d’interesse sono sfavorevoli, soprattutto se protratti a lungo;
- il finanziamento dipende comunque dall’andamento del mercato, perciò non assicura quella certezza assoluta della rata tipica del tasso fisso;
- alcune banche potrebbero offrire la rata protetta solo per un periodo di tempo, ad esempio 10 anni, per poi passare a un classico variabile senza limiti.
Come capire se il mutuo ha la clausola floor
Prima di sottoscrivere un mutuo a rata protetta, è necessario verificare la presenza di un’eventuale clausola floor. Quest’ultima rappresenta un tasso minimo al di sotto del quale gli interessi non possono scendere. Per capire se la banca abbia previsto questa opzione, è sufficiente:
- controllare il contratto, dove l’opzione deve essere esplicitata, spesso con termini come “tasso minimo” o “limite inferiore” nelle sezioni dedicate agli interessi;
- consultare i fogli illustrativi, che gli istituti di credito devono fornire, garantendo prospetti trasparenti, ai sensi del Testo Unico Bancario;
- analizzare il TAN, ovvero il tasso annuo nominale, con l'indice di riferimento. Se l’andamento al ribasso non è sovrapponibile, potrebbe esserci un floor.
La giurisprudenza, ad esempio con la sentenza 2836/2022 della Corte d’Appello di Milano, ha specificato che il mutuo variabile con floor è illegittimo se viene a crearsi un’alea unilaterale. Ciò accade quando il floor impedisce al mutuatario di beneficiare interamente delle variazioni favorevoli dell’indice Euribor, senza compensazioni per bilanciare i rialzi a favore della banca
Cosa fare se non si riesce a pagare la rata del mutuo
Anche con un mutuo a rata protetta possono verificarsi problemi nel pagare il mutuo, nonostante la cifra stabile e la possibilità di gestire in largo anticipo il proprio budget. Il mancato versamento delle rate comporta l’applicazione di interessi di mora e, nei casi previsti dal contratto e dall’articolo 40 del Testo Unico Bancario, può portare alla decadenza dal beneficio del termine, con la richiesta di restituzione dell’intero debito residuo. Nelle situazioni più gravi, si può arrivare anche al pignoramento.
Fortunatamente, i mutuatari in difficoltà hanno a disposizione diverse opzioni:
- contattare la banca, per richiedere una rinegoziazione del tasso o della durata, spesso senza costi aggiuntivi;
- richiedere la sospensione temporanea, tramite il Fondo Gasparrini, per bloccare le rate fino a 18 mesi in casi di perdita di lavoro o altre gravi cause;
- optare per la surroga o il rifinanziamento, per accedere a condizioni più vantaggiose;
- elaborare, in concerto con la banca, un piano di rientro tramite accordo stragiudiziale.
Infine, è necessario sottolineare che l’eventuale mora prolungata può sfociare in una segnalazione nei database creditizi come cattivi pagatori, influenzando la possibilità di ottenere futuri finanziamenti.
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