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Garanzia sui mobili nuovi: come funziona?

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Autore: houzz (collaboratore di idealista news)

Il panorama delle garanzie relative al mondo dell’arredamento può essere, di primo impatto, un po’ complicato. Che differenza c’è fra le garanzie di conformità sui beni, le garanzie aggiuntive, gratuite o a pagamento, e cosa succede se l’arredo è frutto di un lavoro artigianale e non esce da una fabbrica, quindi non ha cartellini, certificazioni, bollini?

E se la libreria, l’armadio o l’intera cucina sono stati montati direttamente dal privato?  In caso di malfunzionamento la garanzia è ancora valida anche se ci abbiamo messo le mani? In realtà anche le garanzie devono rispondere a normative di riferimento molto chiare e di valenza internazionale, promulgate dalla UE e applicate senza dubbi interpretativi. La prima norma, valida per ogni bene di consumo e sviluppata a tutela del consumatore, è la garanzia legale di conformità. Ha la durata di due anni ed è regolata dal Codice del Consumo. I diritti del consumatore, dunque, sono oggettivamente protetti e, in caso di non conformità, l’azienda è obbligata a rimediare attraverso la riparazione o la sostituzione del bene o, nei casi peggiori, a una riduzione del prezzo o alla risoluzione del contratto. A seguire, le informazioni fondamentali.

Come si classifica un arredo? Un mobile, sia già completo che da assemblare, anche dai diretti interessati, si classifica come un bene di consumo e quindi si può fare riferimento all’articolo 128 del Codice di Consumo per quanto riguarda la garanzia di conformità.  Un dato importante: quando un arredo viene acquistato direttamente in un locale commerciale, dalla grande distribuzione allo showroom monomarca, non gli si può applicare la disciplina del diritto di recesso come invece accade per gli acquisti online.

Cosa significa conformità? Secondo gli articoli 128-135 del Codice del Consumo, è obbligo del venditore consegnare al consumatore beni che siano conformi al contratto di vendita; nello specifico, gli oggetti devono risultare idonei all’uso al quale servono, devono aderire alla descrizione fatta dal venditore, devono presentare le qualità e le prestazioni abituali di un bene dello stesso tipo e devono essere “idonei all’uso particolare voluto dal consumatore”.  Un dettaglio: il difetto di conformità viene escluso se il consumatore era a conoscenza di eventuali difetti o se il difetto stesso deriva da istruzioni o materiali forniti dall’acquirente.

Quanto dura la garanzia di conformità? Come conferma l’AGCM (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato), la garanzia legale di conformità dura due anni dalla consegna del bene e deve essere fatta valere dal consumatore entro due mesi dalla scoperta del difetto: occorre quindi conservare sempre la prova di acquisto (ricevuta fiscale o scontrino) per poter passare all’azione e richiedere le varie tipologie di soluzioni in caso di bene non conforme.

Quali obblighi ha il venditore? In caso di difetto di conformità il venditore deve prendere in consegna il prodotto difettoso per verificare se il malfunzionamento dipenda o meno da un vizio di conformità. In dettaglio, sempre seguendo i dettami di AGCM, per i difetti che si manifestano nei primi sei mesi dalla data di consegna del prodotto la verifica è sempre a carico del venditore, in quanto si presume che esistessero al momento della consegna.  Successivamente, solo nel caso in cui il malfunzionamento non dipenda da un vizio di conformità, può essere chiesto al consumatore un rimborso del costo, ragionevole e preventivamente indicato, sostenuto dal venditore per la verifica. Al contrario, riscontrato il vizio di conformità, il produttore è tenuto a effettuare la riparazione o la sostituzione del bene entro un congruo tempo dalla richiesta e senza addebito di spese al consumatore.

Cosa succede se i mobili sono stati realizzati su misura? Nel caso in cui gli arredi siano il risultato di un progetto su misura, oltre a essere soggetti alla garanzia di conformità devono rispondere anche alle norme relative al contratto d’opera e al contratto di appalto. Se il committente si accorge di eventuali problemi, è tenuto a denunciare il fatto all’artigiano entro otto giorni dalla scoperta dei difetti e avrà un anno di tempo per agire in via giudiziale o chiedendo risarcimenti di varia tipologia. E se il problema è conseguente al montaggio? Capita, sempre più spesso, di scegliere di montare con le proprie mani una libreria, un armadio o interi sistemi d’arredo. Cosa fare se il difetto si nota solo dopo aver concluso l’installazione? Anche in questo caso il Codice del Consumo tutela gli acquirenti dichiarando che il difetto di conformità deriva dalla carenza delle istruzioni di installazione. Le garanzie aggiuntive È frequente che le aziende offrano delle garanzie aggiuntive rispetto a quella di conformità, gratuite o a pagamento, con durate più lunghe o maggiore copertura. Ma queste garanzie convenzionali, offerte dal produttore o dal rivenditore, non sostituiscono né limitano quella legale di conformità e le proposte devono essere sempre molto chiare: “chiunque offra garanzie convenzionali deve comunque sempre specificare che si tratta di garanzie diverse e aggiuntive rispetto alla garanzia legale di conformità”, dichiara l’AGCM.

Cosa succede in caso di acquisto durante il periodo di saldi? Come è intuitivo e nonostante talvolta i rivenditori neghino i diritti, qualsiasi acquisto realizzato in periodo di saldi resta ugualmente soggetto alla tutela della garanzia legale. Mantenendo sempre chiara la differenza fra vizio di conformità e ripensamento o insoddisfazione del consumatore, non passibile di rimborso se effettuato in locali commerciali. A chi rivolgersi in caso di dubbi I comportamenti di rivenditori o produttori che inducano in errore il consumatore sull’esistenza o sulle modalità di esercizio della garanzia legale di conformità, ovvero ne ostacolino l’esercizio stesso possono costituire pratiche commerciali scorrette, vietate e sanzionate dal Codice del Consumo.  In tal caso, l’Antitrust può intervenire, a tutela del consumatore, accertando la violazione, imponendo la cessazione della condotta contraria alla legge, sanzionando i soggetti responsabili fino a un massimo di 5.000.0000 euro. L’Antitrust può anche accettare impegni dell’impresa, senza accertare alcuna infrazione, se essi hanno un impatto positivo per i consumatori.