Procedure operative e normative per il tracciamento dei muri interni, dalla scelta dei materiali ai permessi edilizi necessari
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Piastrellista, lavoratore per la ristrutturazione di un appartamento
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L’avvio di un cantiere edile finalizzato alla costruzione di un nuovo edificio o alla ridistribuzione degli spazi di un appartamento, richiede un'estrema precisione metodologica per evitare errori strutturali o estetici difficilmente rimediabili. Prima di fissare i laterizi o i profili metallici, è indispensabile definire con esattezza dove ogni singolo elemento verticale dovrà essere collocato nel volume architettonico disponibile. 

Questa operazione di precisione millimetrica, che prende il nome tecnico di tracciamento dei muri interni, è fondamentale per garantire la corretta esecuzione del progetto architettonico.

Quanto devono essere spessi i muri interni

Il tracciamento dei muri interni rappresenta la fase operativa nella quale, prima dell'elevazione delle murature, si riportano sul solaio le linee di progetto, definendo con precisione spessori, ingombri, ortogonalità e posizionamento delle partizioni. 

In questa fase, la determinazione dello spessore non è un dettaglio trascurabile, poiché incide sull'isolamento acustico e termico, nonché sulla stabilità degli arredi pensili. La scelta dello spessore dipende dalla natura del materiale impiegato e dalla funzione della stanza. 

Uomo al lavoro nelle costruzioni
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Come tracciare muretti interni al vano?

Solitamente, per i divisori standard interni, si utilizzano blocchi forati da 8 o 12 cm che, una volta intonacati su entrambi i lati, raggiungono uno spessore finito di circa 10-14 cm. Tuttavia, si sottolinea che, in presenza di impianti idraulici pesanti o per separare zone notte da zone giorno, è preferibile optare per spessori maggiori. Le tipologie di pareti interne possono essere classificate in:

  • divisori semplici, realizzati con forati da 8 centimetri e utili per separare ripostigli o cabine armadio;
  • pareti acustiche, composte da doppi paramenti con intercapedine isolante, per uno spessore totale di 20-25 centimetri;
  • setti tecnici, progettati per ospitare tubazioni di scarico di grande diametro;
  • pareti in cartongesso, rapide da installare e versatili, con spessori variabili in base ai montanti scelti.

In merito alla versatilità dei sistemi a secco, è utile sapere come usare i muri divisori in cartongesso per ottimizzare i tempi di cantiere e ridurre il carico statico sui solai, specialmente per lavori eseguiti all'interno di edifici storici.

Spostare una parete senza demolirla

In alcuni contesti di restauro, si presenta la necessità di modificare la percezione degli spazi, evitando di intervenire pesantemente sulle strutture esistenti. Infatti, spostare una parete senza demolirla è un concetto legato spesso all'uso di arredi fissi a tutta altezza o pareti manovrabili che agiscono come divisori mobili. Tale approccio permette di ridefinire la disposizione interna mantenendo l'integrità del pavimento originale.

Al contrario, un intervento eseguito sugli elementi strutturali di un immobile rappresenta una delle operazioni più delicate in edilizia. Un muro portante non ha solo la funzione di dividere gli ambienti, ma anche quella di sostenere il peso dei solai superiori e di contribuire alla stabilità sismica dell'intero fabbricato. 

Pertanto, la rimozione totale di un muro portante è generalmente sconsigliata o vietata, mentre è possibile praticare delle aperture, comunemente chiamate cerchiature, previa presentazione di un progetto strutturale firmato da un tecnico abilitato. Si precisa che ogni modifica a un elemento portante deve essere preceduta da un'analisi dei carichi. 

È possibile spostare un muro portante?

Prima di procedere, è importante sottolineare che l'osservazione dello spessore e la posizione dello stesso nel contesto della pianta dell'edificio, sono essenziali per riconoscere un muro portante, la cui grossezza supera di solito i 25-30 cm. L'esecuzione di una traccia nel muro portante deve essere limitata e mai orizzontale per lunghe tratte, onde evitare di indebolire la sezione resistente del setto.

Qualora in passato siano stati eseguiti lavori senza le dovute autorizzazioni, potrebbe rendersi necessaria una sanatoria sullo spostamento del muro interno. Questa procedura amministrativa permette di regolarizzare la situazione catastale e urbanistica, a patto che l'intervento rispetti le norme igienico-sanitarie e di sicurezza in vigore.

Peraltro, spesso si crea confusione sui titoli abilitativi necessari per le opere interne. L'abbattimento del muro interno senza CILA è consentito solo se l'intervento rientra nell'edilizia libera e non comporta una modifica della distribuzione interna dei vani. Tuttavia, nella maggior parte delle ristrutturazioni che prevedono il tracciamento di nuove pareti, la comunicazione asseverata di inizio dei lavori rimane un obbligo imprescindibile per evitare sanzioni.

Come sono fatti i muri interni?

La composizione materica dei muri interni si è evoluta notevolmente, passando dai mattoni pieni ai sistemi stratificati contemporanei. Una moderna parete interna non è solo un ammasso di laterizi, ma un sistema tecnologico studiato per rispondere a requisiti di isolamento e resistenza al fuoco.

Per operare correttamente, è necessario disporre di un attrezzo adeguato per il tracciamento del muro. Può essere utile, quindi, l'uso di livelle laser autolivellanti di alta precisione o di tracciatori a filo (le cosiddette "lenze" o "battifilo"), intrisi di polvere colorata. Questi strumenti permettono di riportare sul pavimento le linee guida del progetto con una tolleranza minima dell'errore. Una volta definiti i perimetri, si procede alla posa dei materiali, ovvero a realizzare l'opera, usando:

  • i laterizi forati, ovvero i classici "mattoni" di argilla;
  • il calcestruzzo cellulare, particolarmente leggero e con ottime capacità di isolamento termico;
  • i pannelli in gesso fibra, per una maggiore resistenza meccanica rispetto al cartongesso standard;
  • i blocchi di vetro, per consentire il passaggio della luce naturale nelle stanze cieche.
Piastrellista, lavoratore per la ristrutturazione di un appartamento
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Si può spostare il tramezzo interno?

Durante la fase di installazione degli impianti, è frequente la necessità di praticare una traccia sul muro senza produrre polvere, utilizzando scanalatrici collegate ad aspiratori industriali. Questa tecnologia è particolarmente apprezzata nelle ristrutturazioni di appartamenti già abitati, poiché riduce drasticamente l'impatto del cantiere sulla pulizia degli ambienti.

L'operazione di spostare il tramezzo interno richiede un'attenzione particolare al punto di giunzione tra il nuovo muro e quello esistente. È fondamentale assicurare l'ammorsamento delle nuove file di mattoni alle pareti perimetrali tramite connettori metallici o sistemi di incastro, in modo da evitare la formazione di fessurazioni verticali nel tempo.

Come chiudere la traccia nel muro

Dopo il passaggio dei corrugati elettrici o delle tubazioni idriche, è fondamentale chiudere la traccia nel muro utilizzando malte cementizie o premiscelati a ritiro controllato. Si suggerisce di applicare sempre una rete porta-intonaco in fibra di vetro sopra la traccia prima della finitura, al fine di prevenire eventuali cavillature causate dalle diverse dilatazioni termiche dei materiali coinvolti.

In definitiva, il tracciamento rappresenta il ponte tra il disegno astratto su carta e la realtà solida della costruzione. Affidarsi a professionisti esperti assicura che ogni centimetro quadrato della superficie abitabile sia sfruttato al meglio, nel pieno rispetto delle normative tecniche e di sicurezza.

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