Suppellettili, vestiti o mobili dimenticati dal conduttore all’interno dell'appartamento, non diventano automaticamente di proprietà del locatore. Nel caso in cui dovessero essere rinvenuti degli oggetti lasciati dall'inquilino, il proprietario deve seguire una procedura formale per gestirli: tramite una raccomandata deve chiederne il ritiro formale entro un determinato termine, che generalmente è pari a 14 o 30 giorni. In caso di inerzia del conduttore, il locatore può spostarli e custodirli in un luogo sicuro (a spese dell’inquilino) e se di valore venderli all’asta.
Cosa fare dei mobili lasciati dall'inquilino
Da un punto di vista strettamente normativo, il conduttore deve consegnare l’immobile libero da cose e persone alla scadenza del contratto di affitto. Nel caso in cui dovessero continuare a rimanere all’interno dell’appartamento dei mobili pesanti di sua proprietà, l’inquilino dovrà continuare a pagare l’affitto, anche se il contratto è scaduto. L’obbligo rimane almeno fino a quando l’immobile non viene liberato completamente.
Il locatore ha la possibilità di rifiutare la restituzione dell’immobile nel caso in cui non sia stato sgomberato completamente dai beni di proprietà del conduttore (su questo argomento vedasi le sentenze n. 22870/2019, n. 6596/2019, n. 26543/2021, n. 26592/2021, n. 23143/2022 della Corte di Cassazione). Nel caso in cui gli oggetti abbandonati dovessero essere leggeri e facilmente rimovibili, il proprietario ha facoltà di spostarli in un deposito a spese dell’ex inquilino.
Cosa fare se l'inquilino ha lasciato roba nell'appartamento
In quale modo è necessario muoversi quando l’ex inquilino lascia della roba all’interno dell’appartamento? Il primo passo è quello di inviare una diffida formale chiedendo la rimozione entro un termine ragionevole.
Nel caso in cui non li dovesse rimuovere è necessario richiedere l'intervento dell'ufficiale giudiziario. Ma ecco, nel dettaglio, quali sono i passaggi da seguire.
Inviare una diffida formale
Il primo passo è inviare una raccomandata A/R, anche tramite l'avvocato, attraverso la quale si intima all’inquilino di rimuovere i beni dall’immobile entro una data specifica, generalmente 15 o 30 giorni.
Nella raccomandata è importante specificare che nel caso in cui gli oggetti non dovessero essere rimossi, si agirà per vie legali per liberare l’immobile a sue spese (cioè dell’ex inquilino).
L’inquilino non risponde o non agisce
L’inquilino potrebbe non rispondere alla missiva. I passi da seguire a questo punto sono i seguenti:
- si deve coinvolgere un ufficiale giudiziario, che gestirà la situazione: concederà un determinato periodo per portare via i beni (generalmente 15 o 30 giorni) e concorderà le modalità per farlo (l'inquilino non ha più diritto ad accedere all'immobile e con ogni probabilità non ha più le chiavi);
- se a questo punto l’ex inquilino continua a fare orecchie da mercante, l’ufficiale giudiziario fa stimare i beni: se sono di valore possono essere venduti all’asta per coprire le spese di custodia e trasporto, se il valore è irrisorio possono essere smaltiti.
Accordo amichevole
Il contratto di locazione potrebbe essere stato chiuso senza che sia stata avviata una procedura di sfratto: in questo caso la strada migliore da percorrere (sempre che sia possibile) è quella di negoziare un accordo con l’ex inquilino per far smaltire i mobili.
Quando si affitta una casa si possono buttare i mobili
Non spetta al nuovo inquilino occuparsi dello smaltimento degli oggetti abbandonati e, in nessun modo, può essere obbligato a sostenere i costi per sgomberare l’appartamento da quello che ha lasciato il vecchio conduttore.
A volte, per semplificare il passaggio di consegne ed evitare di accumulare dei ritardi, il proprietario può chiedere all’inquilino subentrante di occuparsi dello svuotamento. Nel momento in cui si deve gestire questa operazione, è bene muoversi con cautela e con la dovuta attenzione:
- nel caso in cui il nuovo conduttore dovesse accettare, è importante mettere per iscritto chi debba farsi carico dei costi. Può essere concordato un rimborso o una riduzione del canone di affitto;
- se, invece, non dovesse accettare, il proprietario non può obbligarlo ad effettuare lo sgombero per poter entrare in casa.
Gettare i mobili in una casa in affitto ammobiliata
Quando si entra in possesso di una casa in affitto ammobiliata non è possibile buttare i beni mobili rimasti nell'appartamento senza prima aver ottenuto il permesso esplicito del proprietario: fanno parte della casa, che deve essere restituita nello stesso modo in cui è stata ricevuta (salvo la naturale usura).
Se per un qualche motivo l’inquilino avesse intenzione di liberarsi di un mobile, deve prima chiedere il permesso al locatore, che potrebbe chiedere di sostituirlo. La procedura da seguire per buttare un mobile:
- richiesta del consenso: prima di rimuovere o sostituire dei mobili è sempre necessario inviare una comunicazione scritta al proprietario (preferibilmente con una raccomandata con ricevuta di ritorno), attraverso la quale chiedere il permesso per farlo. È sempre opportuno allegare una foto del mobile o dell’oggetto al centro della richiesta;
- controllare l’inventario: il contratto di locazione generalmente contiene anche un inventario dei mobili, che è stato firmato all’inizio della locazione. Nei rapporti che intercorrono tra il conduttore e il locatore quello è il documento di riferimento;
- via libera del proprietario: nel caso in cui il proprietario dovesse acconsentire a buttare dei mobili, è necessario concordare il loro ritiro, e in quale modo vadano sostituiti. Se sono vetusti e necessitano di essere smaltiti, deve essere concordato chi si accolla i costi dell’operazione.
Il titolare può registrare presso l’Agenzia delle Entrate un contratto che sia già stato firmato in maniera digitale. Idealista offre ai proprietari e agli agenti immobiliari un servizio gratuito per la creazione di contratti di affitto con firma online.
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