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L'Ocse avverte l'Australia: si prepari al crollo dei prezzi immobiliari

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Gtres
Autore: Redazione

Prezzi in caduta libera sul mercato immobiliare australiano, e anche l’Ocse avverte il nuovissimo continente: il governo si prepari al crollo.

Nell’ultima survey sull’Australia, come cita Bloomberg, l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico ha messo in guardia il Paese contro i rischi di una significativa discesa nei prezzi immobiliari. Le previsioni sulla crescita economica viaggiano intorno al 2,9% per il 2019, con una ripresa in salari ed inflazione. Ma il mercato immobiliare, soggetto al momento a valori molto alti, deve attendersi un raffreddamento, causa di potenziale instabilità.

Un cosiddetto “hard landing”, che potrebbe far cadere dolorosamente il mercato: è un rischio da non sottovalutare, dice il report dell’Ocse. “Le stime sui prezzi delle case sono molto incerte: in passato gli atterraggi morbidi sono stati molto rari”, avverte l’istituzione parigina.

Prezzi immobiliari in calo del 9,5% a Sydney

Il centro del declino dei prezzi del mercato immobiliare australiano è focalizzato su Sydney e Melbourne, riflettendo il nervosismo degli investitori. Un calo che sta avvenendo in un contesto di tassi di interesse ai minimi: scenario inusuale, dato che solitamente si verifica a tassi di interesse alti, crescita bassa e disoccupazione in aumento. A Sydney, i prezzi delle case sono già scesi del 9,5% dopo i massimi di luglio e, secondo i dati di CoreLogic, in novembre hanno registrato un nuovo -1,4% guidando il calo dello 0,7% che interessa tutto il Paese. Anche Melbourne ha sperimentato una discesa dell’1% in novembre, e del 9,5% nell’ultimo anno e mezzo. Un calo che non si vedeva dall’ultima recessione, 27 anni fa, e che ha riportato i valori al di sotto dei livelli del 2016.

In arrivo una stretta del credito in Australia

Ad impedire, in passato, che i valori immobiliari crollassero fu il governo australiano, che incoraggiò con incentivi il ritorno agli acquisti. Un nuovo allentamento creditizio, con il livello attuale di tassi di interesse, già bassissimo, non è però ipotizzabile. E’ probabile, e si sta verificando anzi, il contrario, ovvero una generale stretta creditizia sui mutui, e un prossimo rialzo dei tassi che contrasti l’aumento dell’inflazione riducendo le politiche monetarie accomodanti. Il collasso, secondo l’Ocse, sembra dunque inevitabile e le autorità devono prepararsi a farvi fronte. Con il possibile corollario di crisi di istituzioni finanziarie.