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No all’accordo sulla Brexit con l’Ue, cosa succede ora

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Autore: Redazione

Il Parlamento boccia anche l’ultima proposta di May per un accordo con l’Europa sulla Brexit. Vediamo quali sono le conseguenze immediate, cosa cambia e cosa succede ora.

Alla fine non è bastato nemmeno il tentativo compiuto in extremis con Juncker, con una nuova intesa sul backstop strappata da May alla Commissione europea. La premier britannica è uscita sconfitta con una maggioranza di 149 voti per il no. A conti fatti, a May sono mancati 75 voti del suo partito e i 10 dei deputati nordirlandesi del Democratic Unionist Part.

Ma non c’è nemmeno tempo per rimuginare, perché già è tempo di tornare in aula per un’importante voto. Oggi, infatti, i parlamentari sono chiamati a esprimersi sull’opzione no deal, ovvero se procedere o meno con una Brexit senza accordo. Ai parlamentari conservatori, ha specificato May, sarà concessa libertà di voto.

Si tratta, come ha sottolineato anche la Premier, di un voto di “fondamentale importanza”. L'uscita del Regno Unito dalla Ue è ormai imminente, il 29 marzo diverrà effettiva. Se il Parlamento votasse sì a una Brexit senza accordo non ci sarebbe il periodo di transizione fino alla fine del 2020, un arco temporale “cuscinetto” per evitare contraccolpi economici e logistici.

Le conseguenze dell’uscita dall’Ue, infatti non sono ancora del tutto prevedibili, e la transizione servirebbe anche a negoziare un nuovo accordo tra Regno Unito e Unione europea. Se invece l'opzione no deal fosse respinta, giovedì i Comuni saranno chiamati a decidere se chiedere all'Unione europea una proroga dell'Articolo 50, rinviando così la Brexit.