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Spagna, nei contratti di locazione viene inserita la "clausola covid"

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Autore: Redazione

L'emergenza covid ha portato cambiamenti anche nel settore immobiliare. E uno di questi è l'inclusione da parte di alcune società immobiliari e proprietari di casa, in Spagna, della clausola covid nei contratti di locazione.

L'obiettivo è che, in caso arrivi un ulteriore stato di allarme, l'inquilino possa lasciare l'immobile (principalmente un appartamento condiviso o un ufficio) e recedere dal contratto di locazione senza penalità, così facendo l'inquilino smetterà di utilizzare l'immobile e di pagare l'affitto mensile.

Ai fini di legge, ciò che è incluso in questa clausola è una condizione risolutiva esplicita basata sul lockdown come fatto determinante della cessazione del contratto, cosa già prevista dagli articoli 1113 e 1124 del codice civile spagnolo.

È una clausola inclusa in un allegato al contratto di locazione che specifica le condizioni in caso di recidiva o futura nuovo lockdown dovuto alla pandemia. Nello specifico, stabilisce l'importo che l'inquilino pagherà al proprietario nel caso di lockdown e di abbandono di casa prima della scadenza del contratto. Ogni locatore decide l'importo da ricevere e lo negozia con l'inquilino prima di firmare. In media, di solito ci si accorda per una somma intorno al 60% del canone abituale.

Si tratta comunque di una clausola più indicata per i contratti di affitto di locali, uffici o delle case in affitto agli studenti. Ovvero le categorie più colpite da un lockdown, più difficile invece applicarla nel caso di una famiglia che prende in affitto un appartamento.

E infatti questa clausola non viene solitamente utilizzata nei contratti di locazione abitativa, proprio perché non è accettata dalla maggioranza dei proprietari (circa il 95%) dei proprietari non è disposto a includerli. Viene utilizzato solo nelle locazioni di locali commerciali, cioè in locazioni ad uso diverso dall'abitazione.