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Scudo bis, solo la metà si mette in regola. A che prezzo?

Autore: Redazione

Si sperava in adesioni per 20 miliardi di euro e invece le stime parlano della metà, 10 miliardi le regolarizzazioni previste. Reali finora per 7 miliardi. Ma l'agenzia delle entrate e la guardia di finanza stanno già affilando le unghie e sono pronte a verifiche e controlli a tutto campo

Nonostante la proroga per il rientro dei capitali, anche la qualità delle dichiarazioni è limitata, in parte si parla di maxiemersione che riguarda migliaia di immobili all'estero e oltretutto chi sta usufruendo dello scudo lo fa al costo storico. Ossia, chi ha una casa all'estero anche da parecchi anni la regolarizza secondo il valore di allora, di molto inferiore a quello che avrebbe oggi sul mercato

Quindi al ministero dell'economia non resta che intensificare i controlli a caccia, per lo meno, di chi continuna ad occultare i patrimoni attraverso l'evasione. Caccia aperta soprattutto agli intermediari, ai commercialisti specializzati nella preparazione di veicoli offshore per le false fatturazioni, e ai prestanomi, piccoli o medi imprenditori, soprattutto per il centro- nord

Qui le banche e le fiduciarie puntano ad ampliare le attività scudate. L'osservatorio di Milano finanza ha riscontrato che finora sono stati aperti conti soprattutto per scudare case nei paesi della lista nera: svizzera o montecarlo. Trend simile anche nelle banche private, che scommettono su volumi d'affari in rientro pari al 10% rispetto al primo scudo

Ostacolo per le bache sono invece le situazioni finanziarie più difficili, come i casi di famiglie o soci divisi all'idea di regolarizzare. L'unica cosa che sembra certa è che chi non si è messo in regola finora e non lo farà entro il 30 aprile si troverà in una posizione delicata