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Abitazione principale, quando non è possibile pignorarla

Autore: Redazione

Il dl 69/2013, il cosiddetto decreto del fare, ha introdotto importanti novità in materia di riscossione dei debiti di equitalia. Le modifiche sono molte e di grande impatto. Oltre alla possibilità di pagare in 120 rate, la novità più importante riguarda il divieto di espropriazione dell'abitazione principale. Divieto che opera in presenza di quattro condizioni

1) deve trattarsi dell'unico immobili posseduto dal debitore

2)  il fabbricato deve avere destinazione catastale abitativa. Se il debitore abita in un immobili a uso ufficio la copertura non opera

3) non deve trattarsi di una casa di lusso, a prescindere dalla categoria catastale ufficiale, né appartenere alle categorie a8 (ville)o a 9(castelli)

4) il debitore deve avere residenza anagrafica nell'unità in esame

È stato elevato da 20mila a 120mila euro il limite massimo di importo scaduto in presenza del quale l'espropazione è ammessa. È inoltre necessario che l'espropriazione sia preceduta dal decorso di sei mesi dall'iscrizione dell'ipoteca.

Non è chiaro se le nuove condizioni si applichino anche ai pignoramenti già eseguiti e per i quali la vendità non sia ancora avvenuta. In attesa di dirimere la questione equitalia ha sospeso tutte le procedure in corso alla data di entrata in vigore del dl 69/13

La disciplina dell'ipoteca non è stata modificata. L'abitazione principale è ipotecabile in presenza di un debito a ruolo superiore a 20mila euro