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“Così voglio salvare il mio Comune: case a 1 euro per chi si impegna a ristrutturarle”

Case in vendita a 1 euro nel comune di Montieri (Grosseto)
Wikimedia commons

Vendere le case a un prezzo simbolico per salvare i centri abitati che rischiano l’abbandono. Si tratta di un’iniziativa che sta accomunando diversi piccoli amministratori del nostro Paese. Ne abbiamo parlato raccontando la storia del comune di Gangi, in provincia di Palermo, e torniamo sul tema spostandoci, questa volta, più a Nord. Per la precisione a Montieri, in provincia di Grosseto.

Qui il sindaco, Nicola Verruzzi, ha deciso di salvare il suo Comune proponendo alcuni immobili fatiscenti e abbandonati in vendita a 1 euro. C’è solo una condizione da rispettare: l’acquirente deve provvedere alla loro ristrutturazione entro tre anni, pena la restituzione. Per capire qualcosa di più di questa iniziativa, idealista news ha parlato con il sindaco di Montieri. Ecco cosa ci ha spiegato.

A Montieri le case si possono comprare davvero a 1 euro?

Diciamo che il riferimento a 1 euro è il riferimento a qualcosa di simbolico. Non per forza deve essere 1 euro, ma la linea direttrice dell’iniziativa - nella quale il Comune cerca di fare da mediatore tra domanda e offerta - è quella di incoraggiare i privati a dismettere il patrimonio immobiliare abbandonato a cifre simboliche, attraverso un contratto di compravendita nel quale l’acquirente si impegna contrattualmente a ristrutturare l’immobile in tre anni, pena la restituzione all’originario proprietario.

Quali sono gli immobili interessati?

Gli immobili schedati li abbiamo individuati rifacendoci a una serie di requisiti. Si tratta di case oggettivamente in stato di abbandono e di fatiscenza, che presentano infissi cadenti, intonaci degradati, problemi al tetto e alle coperture, mancato allaccio ai gestori di luce e acqua.

Perché lanciare un’iniziativa di questo tipo?

Prima di intervenire in altre forme, abbiamo cercato di lanciare una campagna di questo tipo che ci ha permesso innanzitutto di avere una risonanza mediatica importante, facendo conoscere il nostro territorio un po’ in tutta Italia. In secondo luogo, ci ha permesso di attivare un processo virtuoso tra domanda e offerta. Stiamo investendo nella riqualificazione dei borghi e nel rilancio turistico, ci sembra dunque indegno che chi non ha intenzione di vivere qui e di manutenere gli immobili possa lasciare dei ruderi all’interno dei centri storici.

Molti dei proprietari non sono quindi residenti a Montieri?

No. Molti dei proprietari non sono residenti. Magari sono anche eredi di case appartenute ai nonni. Ora come ora, poi, non si naviga in ottime acque e la gente non ha soldi da investire. L’amministrazione comunale ha così deciso di uscire allo scoperto con un’iniziativa originale, che ha una base concreta e che verrà portata avanti in maniera seria.

Qual è la procedura?

Innanzitutto, il Comune ha fatto la schedatura degli immobili. E' stato poi aperto un dialogo con le agenzie immobiliari. Quando gli interessati chiamano gli uffici comunali, vengono presi i riferimenti telefonici e si fa in modo di far incontrare il proprietario e il potenziale acquirente con la garanzia della presenza del Comune. A quel punto, viene dato il via a una possibile trattativa.

E’ una strada che può portare dei frutti?

L’interesse c’è. Questo dimostra che la gente verrebbe volentieri a investire, a vivere, a riqualificare qui. In Italia la casa è un qualcosa che tutti vorrebbero e spesso rappresenta un lusso. Sostanzialmente, questa iniziativa coniuga il desiderio di chi vuole una nuova abitazione con la riqualificazione dei centri storici. Ritengo che chi amministra territori marginali periferici debba avere quella dose di follia, ma anche di fantasia, diretta a cercare di immaginarsi strade un po’ fuori dall’ordinario.