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Cauzione affitto casa, il locatore non può trattenerla per danni

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Autore: Redazione

Una volta scaduto l’affitto il locatore può trattenere la cauzione versatagli dall’inquilino solo per compensare eventuali crediti di canoni non pagati, non a titolo di risarcimento per danni provocati all’appartamento. In quest’ultimo caso, il padrone di casa deve avviare una causa contro il conduttore, affinché sia il giudice a quantificare l’importo di tali danni.

Contrariamente, si avrebbe un’illegittima determinazione dell’ammontare del risarcimento, fatta unilateralmente dal locatore. Lo ha chiarito il Tribunale di Roma (sent. n. 10196/16) che riprende quanto già detto in passato dalla Cassazione, con la sentenza n. 4725/1989.

La Cassazione ha stabilito che debba essere il giudice a dover quantificare l’ammontare dei danni provocati all’appartamento. A doversi rivolgere al magistrato è il padrone di casa. Se il locatore non provvede ad avviare tale giudizio che stabilisca l’ammontare preciso dei danni, il conduttore può esigere la restituzione della cauzione. Se l’ex padrone di casa non vuole restituire i soldi all’inquilino, egli può a sua volta andare dal giudice a farsi rilasciare un decreto ingiuntivo.

Il locatore deve restituire al conduttore il deposito cauzionale al momento della cessazione del contratto (o al momento dell’effettiva restituzione dell’immobile) solo se il conduttore riconsegni l’immobile nelle condizioni in cui l’ha ricevuto e abbia integralmente pagato i canoni di affitto e provveduto alle sue obbligazioni. Ma nel caso di compensazione della cauzione a titolo di risarcimento dei danni, dovrà essere solo il giudice a determinare a quanto ammontino tali danni.