In Italia la normativa sulle locazioni impedisce ai proprietari di rifiutare degli inquilini basandosi semplicemente sulla loro origine etnica, sul sesso o per lo stato di famiglia (perché magari hanno dei figli), per disabilità o per il loro orientamento sessuale. La discriminazione nell'affitto limita l’accesso a un diritto fondamentale delle persone, che si basa su una serie di principi contrattuali e comunitari e può scattare già nelle fasi precontrattuali. Sono diverse le campagne locali - una delle più importanti è stata promossa ultimamente dal Comune di Torino - che mirano a combatterla facendo perno sulla trasparenza e sulle pari opportunità.
Affitto: cosa prevede la legge in fatto di discriminazioni
In Italia la legge vieta qualsiasi tipo di discriminazione nel momento in cui si concede in affitto un alloggio. Questa situazione si viene a verificare quando il rifiuto di dare in locazione un immobile ha delle motivazioni legate all’origine etnica, al sesso, alla religione, all’orientamento sessuale, alla disabilità o allo stato di famiglia del potenziale conduttore. Il proprietario ha alcune libertà di scelta che si devono basare, oggettivamente parlando, sulla solvibilità e sull'affidabilità del singolo richiedente.
Il rifiuto a concedere in affitto un immobile a determinate categorie - come gli stranieri o le persone con disabilità - è illegale: i soggetti che si vedono opporre un diniego hanno la possibilità di ottenere il risarcimento dei danni. La discriminazione si applica anche ai soggetti stranieri e a quanti siano in possesso di un permesso di soggiorno.
Cosa è vietato fare
Non può essere rifiutato un alloggio in affitto per il colore della pelle o per l'origine etnica del potenziale inquilino, perché è un disabile o per la sua nazionalità. La legge prevede, inoltre, che:
- siano illegali gli annunci che prevedono delle esclusioni e, con indicazioni del tipo: solo donne, solo coppie, solo italiani o no bambini. Vengono violati i principi di parità di trattamento;
- gli stranieri che soggiornano regolarmente in Italia hanno diritto alla parità di trattamento quando devono accedere ai beni e ai servizi, compresi gli alloggi. A stabilirlo è la normativa europea;
- è illegale la discriminazione basata sull’identità di genere: chi dovesse essere discriminato ha diritto a chiedere il risarcimento del danno.
Cosa è possibile fare (ed è perfettamente legale)
I proprietari hanno pieno diritto a valutare le capacità economiche del potenziale inquilino a pagare l’affitto e a prendersi cura, in modo adeguato, dell’immobile. La valutazione economica può essere effettuata sul reddito, sulla stabilità lavorativa e sulle referenze, così come verrebbe fatto per qualsiasi tipo di attività commerciale.
Benché il proprietario abbia ampia libertà contrattuale, la scelta dell’inquilino non è assoluta, ma è circoscritta da alcuni principi costituzionali e dalle leggi antidiscriminatorie, soprattutto quando gli immobili in locazione vengono proposti al pubblico.
Annunci di affitto: a cosa fare attenzione
Le norme in vigore in Italia pongono delle limitazioni anche per quel che riguarda gli annunci di affitto: inserire al loro interno delle limitazioni che si basano su delle caratteristiche protette sono considerate discriminatorie e, soprattutto, vanno a violare i principi di trattamento stabiliti dalla legge. Eventuali clausole previste dagli annunci di affitto sono nulle ai sensi del Codice Civile.
Di seguito ecco alcuni esempi di criteri discriminatori che sono stati riscontrati negli annunci immobiliari.
Origine etnica o cittadinanza
I potenziali inquilini non possono essere esclusi sulla base della loro nazionalità o etnia. Esempi di questo tipo sono annunci che contengono frasi come: Affittasi solo a italiani, No stranieri, Solo cittadini UE.
Tra le pratiche correlate a queste tipologie di annuncio ci sono le richieste di canoni più elevati o delle garanzie extra, che vengono pretese esclusivamente da persone di origine straniera.
Orientamento sessuale
Non è possibile escludere delle persone per il loro orientamento sessuale o per l’identità di genere: è una pratica illegale ed omofoba.
Tra gli esempi di questo tipo, che non è corretto utilizzare, ci sono: No omosessuali, Solo per coppie uomo-donna o il rifiuto di affittare a persone transessuali.
Religione o credo
Permettere l’accesso all’immobile sulla base della fede religiosa dei singoli viola il principio di parità di trattamento.
Tra gli esempi scorretti in questo senso troviamo: Affitto casa solo a cristiani.
Disabilità
Tra le forme di discriminazione c’è anche quella di escludere le persone con delle disabilità fisiche o psichiche. In questo caso è necessario fare una nota aggiuntiva: spesso e volentieri gli immobili sono inadeguati dal punto di vista strutturale ad accogliere un disabile, perché sono presenti delle barriere architettoniche.
La situazione non sempre è imputabile al proprietario, che la deve segnalare in fase precontrattuale. Ma rifiutare a priori l’accordo di locazione basandosi semplicemente sulla condizione di disabilità è illegale.
Si può denunciare per discriminazione?
È possibile denunciare una discriminazione subita mentre si è alla ricerca di un immobile nel quale abitare? Ovviamente quando si è ricevuto un rifiuto per uno dei motivi che abbiamo visto in precedenza. La risposta è sì ed è possibile, inoltre, promuovere azioni legali per ottenere il risarcimento dei danni appoggiandosi su un avvocato di fiducia o chiedendo supporto ad alcuni enti o associazioni per ottenere l’assistenza necessaria.
Per potersi muovere in questo senso è necessario che il rifiuto sia stato dettato da uno dei motivi vietati e si verifica nel momento in cui una persona viene trattata meno favorevolmente di quanto lo sarebbe un’altra nella stessa situazione.
Come è necessario agire
Il primo passo per poter presentare una denuncia è raccogliere tutte le prove del caso: devono essere documentate le richieste, presentata una copia degli annunci e devono essere presentate le conversazioni - messaggi ed email, le registrazioni solo se consentito - attraverso le quali dimostrare la discriminazione. I passi successivi da effettuare sono i seguenti:
- rivolgersi alle associazioni: molto attive in questo senso sono le associazioni di inquilini o gli enti specializzati che offrono supporto legale ed assistenza, come l'UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali) che risponde al numero verde 800 901010;
- consultare un avvocato: la consulenza di un legale può servire a valutare se esistono i presupposti per avviare un’azione civile per il risarcimento dei danni. In alternativa è possibile chiedere il gratuito patrocinio, nel caso in cui si rientri nei requisiti di non abbienza;
- a questo punto si procede con una denuncia alle autorità competenti e alle associazioni per contrastare il fenomeno.
Quali diritti ha chi affitta una casa
Abitare in un immobile sicuro, salubre e in buono stato: sono questi i diritti degli inquilini, che devono essere garantiti dal proprietario. Quest’ultimo ha l’onere di effettuare la manutenzione straordinaria e fare in modo che il conduttore possa godere pacificamente dell’immobile.
Da parte sua l'inquilino deve pagare regolarmente il canone e provvedere alle spese di piccola manutenzione. Ma soprattutto deve utilizzare l’immobile con diligenza. Ha diritto a ricevere una casa conforme alle normativa e a contestare gli eventuali pagamenti in nero richiesti.
Cosa serve per prendere in affitto una casa
Per concludere un contratto di affitto e prendere possesso di un immobile in locazione è necessario avere a disposizione una serie di documenti. Il proprietario deve fornire la documentazione dell’alloggio, nella quale rientrano:
- l’Ape, l'attestazione di prestazione energetica;
- la visura catastale;
- la planimetria;
- la certificazione degli impianti;
- la registrazione del contratto di locazione all’Agenzia delle Entrate.
L'inquilino, invece, deve fornire:
- copia del proprio documento d'identità e del codice fiscale e di quello di tutti i conviventi;
- la documentazione che attesti il reddito, come buste paga, certificazione unica (CU) per dipendenti o Modello Unico per autonomi;
- in alcuni casi possono essere richieste delle garanzie, che possono essere concesse da un parente, da una fideiussione bancaria o le referenze da precedenti locatari;
- i cittadini extracomunitari devono fornire anche il permesso di soggiorno.
Il titolare può registrare presso l’Agenzia delle Entrate un contratto che sia già stato firmato in maniera digitale. Idealista offre ai proprietari e agli agenti immobiliari un servizio gratuito per la creazione di contratti di affitto con firma online.
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