Corti e cascine sono testimonianze di secoli di vita rurale: scopri le loro architetture, la storia agricola e i nuovi usi.
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corti e cascine lombarde
Davide Giannicolo, CC0 Wikimedia commons

Le corti e le cascine sono tra gli elementi più riconoscibili del paesaggio rurale della Pianura Padana. Non si tratta, però, solo di antichi edifici agricoli: qui trovano posto architettura, organizzazione del lavoro, vita comunitaria e trasformazioni economiche che hanno segnato la storia della Lombardia. Le corti e cascine lombarde si trovano dalla città metropolitana di Milano al Pavese, dalla Brianza al Varesotto e al Comasco. Ecco, allora, cosa sapere e come sono riutilizzate oggi.

Corti e cascine lombarde: le caratteristiche

In genere ci si riferisce a complessi rurali organizzati attorno a uno o più cortili interni, circondati da edifici continui che delimitano uno spazio protetto. Questa forma “a corte” non è casuale: rispondeva all’esigenza di concentrare in un unico luogo abitazioni, stalle, fienili, granai, porticati e spazi di lavoro, offrendo riparo a persone, animali e attrezzi.

Inoltre, molte cascine lombarde sorgono lungo rogge, canali irrigui e fontanili: in pianura, l’irrigazione è stata per secoli la chiave per praticare un’agricoltura intensiva. Altri tratti comuni delle corti e cascine lombarde sono:

  • Piantina regolare o quasi regolare, con edifici disposti su uno, due o tre lati del cortile.
  • Presenza di portici a uno o due livelli, utilizzati per tenere al riparo macchinari, fieno e carri.
  • Spazi ben organizzati: con abitazioni dei proprietari o fittavoli, alloggi dei salariati, strutture produttive, cortili di servizio, orti e giardini.

Naturalmente, pur presentando degli aspetti in comune, le grandi cascine a corte chiusa del Milanese si differenziano, ad esempio, dalle corti più piccole e frammentate di alcune zone collinari.

corti e cascine lombarde
Getty images

Qual è la differenza tra cascina e fattoria?

Anche se le funzioni possono sembrare simili, una cascina presenta alcune differenze sostanziali con la fattoria. Se la cascina lombarda è innanzitutto un complesso edilizio tipico della pianura padana, con struttura per lo più a corte, la fattoria indica in modo più ampio l’azienda agricola, senza riferirsi a una specifica tipologia edilizia. Una fattoria può essere composta da edifici sparsi, da una villa padronale con annessi rustici, o da strutture moderne non legate alla tradizionale forma a corte. 

Origini storiche di corti e cascine lombarde

Altro elemento che caratterizza le corti è la sua origine storica, che parte dal Medioevo e si sviluppa soprattutto tra XV e XIX secolo. Si tratta di una lenta trasformazione degli insediamenti rurali, legata alla crescita demografica, alla riorganizzazione della proprietà e alla progressiva specializzazione produttiva della Pianura Padana.

Già in età medievale, in molte aree della Lombardia compaiono complessi rurali dotati di cortile centrale, spesso collegati a monasteri, pievi o grandi famiglie feudali. Bisognerà aspettare il Quattrocento e il Cinquecento affinché la cascina possa assumere sempre più la forma di una vera e propria azienda agricola. 

L’apice dello splendore di questo modello si raggiunge tra Settecento e Ottocento, quando molte corti e cascine lombarde vengono ampliate, ristrutturate o completamente ricostruite, senza considerare la costruzione di grandi cascine a corte quadrangolare.

Nel Novecento, infine, molte corti e cascine lombarde vengono abbandonate, demolite o inglobate nell’espansione edilizia; altre si riconvertono progressivamente ad usi vari: residenziali, artigianali, turistici, didattici. 

corti e cascine lombarde
Rinina25 & Twice25, CC BY-SA 2.5 Wikimedia commons

L'architettura delle cascine lombarde: come sono fatte

La pianta delle cascine è in generale a corte, con alcune varianti tipiche e ben riconoscibili:

  • Cascina a corte chiusa: gli edifici disposti su quattro lati, con uno o due ingressi carrabili.
  • Cascina a corte aperta: ci sono tre lati edificati e uno aperto verso i campi, talvolta con un semplice cancello o una recinzione.
  • Cascine pluricorte: complessi più grandi, formati da più cortili interni collegati.

Dal punto di vista costruttivo, le cascine lombarde utilizzano in prevalenza:

  • Murature in laterizio pieno, spesso a vista o intonacate, talvolta integrate da ciottoli di fiume.
  • Legno per tetti e solai (travi, travetti, capriate), con copertura in coppi.
  • Porticati con archi o pilastri in mattoni, fondamentali come spazi coperti di lavoro.
  • Finestre piccole e semplici aperture nelle zone di servizio, più ampie nelle parti abitative.
corti e cascine lombarde
Public Domain Wikimedia commons

L'organizzazione interna di corti e cascine lombarde

All’interno delle corti e cascine lombarde, lo spazio era rigidamente organizzato secondo una gerarchia funzionale e sociale. Guardando alcune corti oggi restaurate è ancora possibile rendersene conto. In linea di massima, si possono distinguere alcune aree principali:

  • Zona residenziale “padronale”: spesso affacciata sulla corte principale, riconoscibile per dimensioni maggiori, decorazioni, e accesso indipendente.
  • Alloggi dei salariati: piccoli appartamenti o camere, distribuiti lungo i fronti del cortile o in corpi di fabbrica separati.
  • Stalle e fienili: generalmente disposti uno accanto all’altro, con il fieno al piano superiore e gli animali al piano terra.
  • Granai, depositi e locali di servizio: destinati alla conservazione dei cereali, degli attrezzi, delle sementi, ma anche a funzioni specifiche.
  • Cortili interni: utilizzati per la movimentazione degli animali, il lavoro quotidiano, la trebbiatura, le attività collettive. 
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Yorick39, CC BY-SA 3.0 Wikimedia commons

Le principali corti e cascine in Lombardia

Queste strutture fanno ancora oggi parte del paesaggio della Lombardia più agricola, anche se in condizioni molto diverse tra loro: alcuni casali o cascine sono in vendita, alcune sono perfettamente restaurate e valorizzate, altre in stato di abbandono, altre ancora inserite in città. Tra le più note:

  • Cascina Monluè (Milano): complesso medievale alle porte della città, oggi in gran parte recuperato e utilizzato per attività culturali e sociali, immerso nel Parco Monluè.
  • Cascina Cuccagna (Milano): in zona Porta Romana una cascina è diventata centro polifunzionale con ristorante, orti, spazi per eventi e iniziative di quartiere.
  • Cascina Linterno (Milano): antica cascina restaurata e inserita nel Parco delle Cave.
  • Cascina Sant’Ambrogio (Milano) – Situata lungo l’antica via per Linate, oggi in fase avanzata di valorizzazione con funzioni culturali e sociali.
  • Cascina Campazzo (Milano, Parco Ticinello): ancora attiva dal punto di vista agricolo.
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