Ignazio Gardella ha lasciato un segno profondo nell’architettura italiana del Novecento con opere che uniscono modernità e rispetto del contesto storico: una di queste è, senza alcun dubbio, la Casa alle Zattere a Venezia, capace di dialogare con la città lagunare senza nascondersi nel suo patrimonio storico. Un risultato che si deve al modo in cui l’architetto ha sempre interpretato le regole del Movimento Moderno adattandole alle specificità culturali e urbane italiane. In questo senso, la Casa alle Zattere di Ignazio Gardella rimane uno dei casi più interessanti di architettura moderna nel centro storico di Venezia, realizzato tra gli anni Cinquanta e Sessanta.
Il progetto della Casa alle Zattere di Ignazio Gardella
Quando Ignazio Gardella affronta il progetto della Casa alle Zattere, alla fine degli anni Cinquanta, è già una figura centrale dell’architettura italiana. Nato a Milano nel 1905 e formatosi tra ingegneria e architettura, fino a quel momento l’architetto si è distinto nell’ambiente artistico soprattutto per il modo in cui si è rapportato al Razionalismo senza mai aderirvi in modo dogmatico.
Il suo lavoro è sempre stato guidato da un’idea di modernità colta, capace di dialogare con la storia senza scivolare nella nostalgia o nella citazione letterale. Partendo da questo presupposto, Gardella costruisce una carriera fatta soprattutto di opere apparentemente diverse ma unite da un metodo rigoroso, ossia leggere il luogo, comprenderne le regole non scritte e intervenire con discrezione.
Dal Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano alla Facoltà di Architettura di Genova, ogni progetto di Gardella, uno degli architetti che hanno lasciato il segno dell'abitare in Italia, è una risposta specifica a un contesto preciso. La Casa delle Zattere nasce dunque proprio da questa attitudine.
Non è un manifesto, ma una dichiarazione silenziosa il cui scopo è dimostrare come l’architettura moderna possa esistere a Venezia senza travestirsi da palazzo storico né rompere l’equilibrio urbano; per riuscire in questo Gardella progetta un edificio residenziale che accetta le regole della città lagunare, come altezze, materiali e ritmo delle facciate, reinterpretando con un linguaggio contemporaneo e controllato.
Com’è la Casa alle Zattere di Venezia
Affacciata sul Canale della Giudecca, lungo una delle passeggiate più luminose di Venezia, la Casa alle Zattere si inserisce con naturalezza all’interno della struttura urbanistica del sestiere di Dorsoduro. In particolare, l’edificio va a sostituire due costruzioni preesistenti e si sviluppa su cinque piani, con una parte arretrata e ribassata vicino alla chiesa dello Spirito Santo: si tratta di un gesto di rispetto volumetrico che rivela subito la sensibilità del progetto.
Per quanto riguarda lo stile, questo viene sintetizzato e presentato alla perfezione da una facciata sobria e mai gridata; l’intonaco in graniglia di mattone è stato scelto per dialogare con naturalezza con i colori della città, mentre lo zoccolo e i dettagli in marmo biancone di Vicenza introducono una nota di eleganza sempre misurata.
Poi, le finestre e i balconi non seguono una simmetria rigida: il loro ritmo irregolare richiama infatti quello dei palazzi veneziani, evitando l’effetto seriale tipico di molti progetti moderni.
Gardella, dunque, non copia Venezia, ma ne assimila il linguaggio profondo prendendo ispirazione dalla stratificazione, l’asimmetria ed il rapporto continuo tra pieni e vuoti. La Casa alle Zattere appare così come un edificio che sembra essere presente da sempre, capace di attraversare il tempo senza perdere attualità: è un’architettura che si lascia scoprire lentamente, come spesso accade a Venezia.
Gli interni della Casa alle Zattere
Se l’esterno si riconosce come un perfetto esercizio di misura, gli interni della Casa alle Zattere raccontano il modo in cui Gardella concepisce l’abitare: questo vuol dire che gli spazi sono organizzati secondo una logica chiara e funzionale, ma mai banale. La distribuzione degli ambienti privilegia la luce naturale e il rapporto con l’esterno, elemento fondamentale in una città costruita sull’acqua.
Gli appartamenti si affacciano infatti tutti verso il Canale della Giudecca con grandi finestre e terrazze, trasformando il paesaggio veneziano in parte integrante della vita quotidiana; la luce, poi, entra in modo controllato, definendo i volumi e valorizzando le proporzioni degli ambienti. Nulla è lasciato al caso, ogni scelta progettuale è pensata per migliorare la qualità dello spazio domestico.
Elemento non meno importante sono i materiali interni, sobri e raffinati, che riflettono l’attenzione di Gardella per la durata e l’eleganza, ma sempre senza ostentazione. Non c’è volontà decorativa ma una ricerca di equilibrio tra comfort, funzionalità e bellezza facendo attenzione a non imporre una modernità aggressiva; al contrario, si tratta di una presenza discreta che accompagna l’abitare.
Dove si trova la Casa alle Zattere, o Palazzo Gardella
La Casa delle Zattere, nota anche come Palazzo Gardella o Condominio Cicogna, si trova nel sestiere di Dorsoduro, lungo le fondamenta delle Zattere, uno dei luoghi più aperti e luminosi di Venezia. L’edificio guarda il Canale della Giudecca e si inserisce in un tratto urbano di grande valore storico e paesaggistico.
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