In Italia il 79% dei giovani italiani di età compresa tra i 20 e i 29 anni vive a casa con i genitori. A dirlo sono i dati dello studio Ocse sull’edilizia abitativa a prezzi accessibili. Una realtà probabilmente non inaspettata, ma che sta raggiungendo dimensioni sempre più preoccupanti e sulla quale è necessario soffermarsi per capirne le ragioni e per pensare a interventi in grado di invertire il trend. Soprattutto in vista della messa a punto del Piano Casa su cui sta lavorando il governo.
L’Ocse Affordable Housing Database (Ahd) aiuta i Paesi a monitorare l’accesso a un’edilizia abitativa di buona qualità e a rafforzare la base di conoscenze per la valutazione delle politiche. Raccoglie informazioni transnazionali provenienti dai Paesi Ocse, dai partner chiave e dagli Stati membri dell’Ue. Ma cosa emerge dall’Ocse Affordable Housing Database? Vediamolo insieme.
I dati dell’Ocse Affordable Housing Database
Secondo i dati dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, Polonia, Slovenia, Grecia, Slovacchia, Spagna, Italia, Corea del Sud e Croazia sono i Paesi in cui la quota di giovani di età compresa tra i 20 e i 29 anni che vivono con i genitori viaggia tra il 70 e l’84%.
Nello specifico, in Polonia e Slovenia la quota è del 70%; in Grecia e Slovacchia del 74%; in Spagna del 76%; in Italia del 79%; in Corea del Sud dell’82%; in Croazia dell’84%. Guardando in particolare la situazione del nostro Paese, è facile constatare che solo un under 30 su cinque vive da solo. Un dato ben al di sopra della media Ocse, che è del 50%, e della media europea, che è del 54%.
Dalla parte opposta ci sono Danimarca (12%), Finlandia (14%), Norvegia (22%) e Svezia (22%). Tra i Paesi a noi vicini, ma con una percentuale ben inferiore a quella dell’Italia (sotto il 50%), ci sono la Germania (33%), la Francia (44%) e la Svizzera (46%).
Ascani: “Investire risorse per garantire un diritto essenziale”
La vicepresidente della Camera e deputata del Partito democratico, Anna Ascani, ha così commentato i dati relativi all’emergenza abitativa dei giovani in Italia dell’Ocse:
“C’è un'emergenza abitativa, è sotto gli occhi di tutti, dovuta al caro affitti, al crescente e insostenibile costo di mutui, che si ripercuote sulle scelte di vita delle persone e sui percorsi di autonomia di ragazze e ragazzi.
E c’è anche un governo che finora per il diritto alla casa ha fatto poco e niente. Annunci, certamente, come da migliore tradizione. Che non si sono tradotti in azione”.
E ha aggiunto: “Da mesi si parla di un fantomatico ‘Piano Casa’, 100.000 alloggi a prezzi calmierati, poca cosa a fronte di un problema di proporzioni considerevoli, ma che comunque continua a essere una delle tante promesse vane di questo esecutivo. Che una sola cosa ha fatto sul tema: azzerare i 330 milioni del fondo a sostegno degli affitti. Gli italiani presi in giro e abbandonati nelle difficoltà. Come Pd abbiamo presentato un piano in 14 punti per affrontare la questione in maniera seria. Perché è un problema strutturale che riguarda gli alloggi per gli studenti, il sostegno alle famiglie, l’edilizia residenziale pubblica, gli affitti brevi. Occorre coinvolgere tutti gli attori interessati e investire risorse adeguate per garantire un diritto essenziale per cittadine e cittadini”.
Consap: “Incrementare l’offerta abitativa e rendere più accessibile l’acquisto della prima casa”
Nei giorni scorsi, intanto, parlando del nuovo “Piano Casa”, Vincenzo Sanasi d’Arpe, amministratore delegato di Consap S.p.A., ha detto: “Consap condivide pienamente l’obiettivo del governo, ribadito dal presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, di abbassare i prezzi di locazioni e acquisti, con una corsia preferenziale per i redditi bassi e le giovani coppie under 36. Consap può offrire un importante contributo in tale direzione fornendo la propria garanzia sugli acquisti di immobili da parte delle fasce della popolazione più deboli”.
Ha poi aggiunto:
“L’obiettivo condiviso è quello di incrementare l’offerta abitativa e rendere più accessibile l’acquisto della prima casa a una platea sempre maggiore di soggetti che, senza supporto, non avrebbero possibilità, con particolare attenzione a giovani coppie e famiglie a basso reddito.
È in questo contesto che Consap interviene con un supporto concreto, con strumenti efficaci come il Fondo Mutui Prima Casa. Questo Fondo ha assunto una nuova centralità: non solo facilita l’accesso al credito per l’acquisto della casa, bene primario e fondamentale, ma oggi è anche una leva di sostegno alla natalità e alle famiglie numerose”.
E ha spiegato: “Nel 2025 il Fondo ha erogato oltre 544.000 mutui, per un controvalore di circa 65 miliardi di euro, con garanzia statale fino al 90% per le famiglie con almeno cinque figli e Isee fino a 50mila euro, e, su proposta tecnica di Consap, è stata prorogata fino al 2027 l’estensione non solo alle categorie prioritarie tradizionali (giovani coppie, under 36, famiglie monogenitoriali, conduttori di alloggi popolari), ma anche alle famiglie numerose”.
L'Ad di Consap ha inoltre sottolineato: “Oltre al Fondo Mutui Prima Casa, Consap è impegnata nel promuovere investimenti nel Social Housing, attraverso il patrimonio pubblico e collaborando con Cassa Depositi e Prestiti per realizzare abitazioni a prezzi calmierati. Queste iniziative sono orientate all’inclusione finanziaria, alla sostenibilità e alla rigenerazione urbana e si inseriscono anche nel contesto europeo, nel quale l’Unione evidenzia la necessità di politiche integrate di social housing e affordable housing per garantire accesso equo alla casa e sostenere la coesione sociale”.
Nel Parlamento europeo approvate misure per contrastare la crisi abitativa nell’Ue
Nel frattempo, lunedì 9 febbraio 2026, i membri della commissione speciale HOUS hanno votato la bozza di relazione sulla crisi abitativa nell’Unione europea, con l’obiettivo di proporre soluzioni per un’edilizia abitativa dignitosa, sostenibile e accessibile. La relazione finale è stata approvata dai membri con 23 voti favorevoli, 6 contrari e 4 astensioni.
I membri del Parlamento europeo chiedono che tutti i nuovi edifici rispettino gli standard di efficienza energetica, qualità dell’aria e isolamento, e che la legge sugli affitti a breve termine sia bilanciata tra turismo e accessibilità economica degli alloggi. Il documento sottolinea inoltre l’importanza di quote adeguate per l’edilizia popolare e pubblica, incentivi fiscali e maggiori investimenti dell’Ue in alloggi a prezzi accessibili.
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