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Smart working, quali conseguenze sul settore uffici?

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Autore: Redazione

Da necessità a imposizione. Dopo un periodo in cui lo smart working è stato l’unico ripiego per continuare a lavorare dopo il lockdown, ora qualche azienda vorrebbe imporlo. In ogni caso, se tale metodo di lavoro dovesse diffondersi, la struttura degli uffici andrebbe ripensata profondamente. Le riflessioni degli esperti.

 “La crisi sanitaria porterà a cambiamenti profondi nel mercato immobiliare, in particolare per gli spazi per uffici, accelerando il processo di obsolescenza di alcuni stabili che non rispettano le nuove tendenze emergenti, - osserva Virginie Wallut, Director of Real Estate Research and Sustainable Investment di La Française Real Estate Managers. – Il lavoro a distanza ha i suoi limiti sia per i dipendenti che per lo sviluppo futuro del business. Dal punto di vista del dipendente è iniquo escluderlo lasciando che lavori a casa propria da solo. Per quanto riguarda le aziende, guardare allo smart working semplicemente dal punto di vista finanziario toglie all'ufficio il ruolo principale che ha nello sviluppo dell’attività. Le prime analisi sugli effetti del lavoro remoto dopo la revoca del lockdown, mostrano che l’attività ordinaria ha aumentato la sua produttività nel breve periodo, mentre l'innovazione, la chiave per il futuro, è stata svantaggiata. Sostenere il telelavoro al 100% dunque è un po’ come avere solo una prospettiva di breve termine”.

Secondo l’esperta di La Francaise, molte aziende si orienteranno verso un sistema ibrido per combinare il lavoro in sede con quello remoto. Vi sono infatti diversi fattori che rendono ancora molto attraenti le attività d'ufficio. Questo infatti può:

  • Essere unificante. Incarna l'identità/cultura aziendale per i dipendenti e i clienti e rappresenta un simbolo forte che crea un senso di appartenenza;
  • Essere confortevole e ricco di servizi per creare un'esperienza, incoraggiando i dipendenti a sentirsi a casa propria e a voler tornare a lavorare;
  • Essere un luogo di iper-comunicazione. Gli spazi di lavoro devono essere flessibili e riconfigurabili, aumentando le possibilità per i dipendenti di lavorare e comunicare tra loro.

Gli uffici devono a loro volta facilitare il telelavoro:

  • essendo centrali, accessibili e vicini ai nodi dei trasporti urbani.
  • essendo adeguatamente connessi per consentire a ciascun dipendente un accesso paritario alle informazioni (sia per quelli che lavorano in loco che per quelli in smart working).

Anche secondo Jll, nel suo report The future of Global Office Demand, lo spazio di lavoro andrà incontro a trasformazioni che lo renderanno adatto ad una integrazione tra presenza fisica in ufficio e lavoro in remoto, sottolineando, negli spazi, l’importanza del lavoro di squadra. Stando a quanto riportato da Il Sole 24 Ore, secondo il Ceo di Jll Italia Pierre Marin i driver di sviluppo dei nuovi uffici saranno 4:

  • Lavoro da remoto: meno viaggi, più flessibilità, migliore equilibrio tra vita privata e lavorativa. Ma se nel breve lo smart working resterà l’opzione preferita, col tempo non lo sarà più.
  • Progettazione degli spazi: digitalizzazione, sistemi di sicurezza, soluzioni smart per favorire l’interazione dei colleghi anche a distanza saranno i driver per i nuovi uffici.
  • Tecnologia: usare la tecnologia per efficientare la capacità degli uffici e la gestione degli accessi, il livello di pulizia e sanificazione, la ventilazione e la temperatura.
  • Pendolarismo: la ripresa degli scambi fisici riproporrà il problema dei trasporti a livello urbano, con la necessità di pensare a dei sistemi che consentano la mobilità in sicurezza.