Dai bonus edilizi agli affitti brevi. Si è parlato di questo ed altro nel corso del webinar organizzato dalla Confedilizia e volto a illustrare le novità previste dalla legge di Bilancio e da altri recenti provvedimenti che interesseranno nel 2026 il settore immobiliare. Nell’introdurre il seminario online, il presidente dell’organizzazione dei proprietari di casa, Giorgio Spaziani Testa, ha fatto una disamina delle misure contenute in particolare nella manovra, sottolineando cosa a suo avviso manca e quali interventi servirebbero per dare slancio al comparto.
Bonus casa 2026
Parlando della proroga, in particolare, del bonus ristrutturazione e dell’ecobonus, il presidente della Confedilizia ha detto: “La questione delle detrazioni previste dalla legge di Bilancio 2026 va salutata con soddisfazione nei limiti della situazione attuale. Prorogare nel 2026 la situazione del 2025 per quanto riguarda le detrazioni è una notizia buona perché consente per le tante abitazioni principali italiane di avere il 50 per cento di detrazione per tanti tipi di interventi edilizi e per le altre, per tutto ciò che non è prima casa, la misura del 36 per cento, che non è molto lontana da quella che sarebbe stata senza proroga, cioè il 30 per cento, ma che comunque è qualcosa in più. C’è soddisfazione, quindi, da questo punto di vista”.
Spaziani Testa ha però aggiunto: “Dopodiché noi diciamo sempre - e continuiamo a dire in questa occasione - che bisognerebbe avere un approccio diverso al tema, intanto in termini di ampliamento degli anni di una possibile programmazione da parte di proprietari, professionisti e imprese, dall’altro in termini di non discriminazione esagerata tra abitazione principale e tutto il resto. Infine, crediamo sia sbagliato il fatto che ci sia lo stesso tipo di detrazione per un intervento in casa per il rifacimento di una stanza e per il consolidamento e il miglioramento sismico di un immobile”.
A tal proposito, il presidente della Confedilizia ha sottolineato: “Occorrerebbe rimettere mano a tutto il sistema e magari anche togliere qualcosa. Anzi, sicuramente togliere qualche detrazione. Si dovrebbero stabilire delle priorità: fissare dei livelli di detrazione alti per interventi che si ritengono importanti – come ad esempio l’adeguamento sismico, l’efficientamento energetico e anche il superamento delle barriere architettoniche –, ridurre da qualche altra parte e togliere da qualche altra parte ancora. Così come io credo che nel tempo sarà sempre più anacronistico fare la distinzione tra la prima casa e non in un Paese che ha la demografia che ha e che è caratterizzato da tanti immobili che stanno diventando ‘seconde case’, ma che di fatto sono dei veri e propri pesi per i proprietari”.
La tassazione 2026 sugli affitti brevi
Poi c’è la norma sugli affitti brevi. Parlando proprio di questo, Spaziani Testa ha ricordato che in questo ambito, anche per l’intervento di Confedilizia, il governo ha fatto marcia indietro sull’aumento della cedolare secca dal 21 al 26 per cento per la prima casa data in locazione breve.
Ma ha sottolineato: “Non si è persa, purtroppo, l’occasione di lanciare comunque un segnale negativo nei confronti di un fenomeno che io ritengo venga vissuto e trattato a livello nazionale, regionale, comunale, ma anche europeo, in maniera sbagliata, cioè punitiva e colpevolizzante. Quindi si è introdotta quella norma che impone la forma imprenditoriale a chi ha più di due appartamenti destinati alla locazione breve”.
Il presidente della Confedilizia ha quindi affermato: “Credo che sia un grande errore sul piano giuridico-tributario, perché la storia del diritto tributario e civile italiano ci dice che si è imprenditori quando si hanno le caratteristiche in concreto per esserlo, sul piano fiscale inoltre si può sempre intervenire per contestare la non imprenditorialità di un’attività. Ma è sbagliato anche sul piano concettuale, perché è un chiaro tentativo di dare noia a un comparto che viene vissuto con fastidio e con l’idea che sia colpevole di ogni cosa”.
Rinuncia alla proprietà immobiliare
Un altro tema affrontato nel corso del webinar è quello relativo della rinuncia alla proprietà immobiliare. Spaziani Testa ha parlato di “una norma che non ci piace per nulla”. La legge di Bilancio 2026 disattiva di fatto la sentenza a Sezioni Unite della Cassazione pubblicata lo scorso agosto e che prevedeva l’ammissibilità della rinuncia abdicativa al diritto di proprietà su beni immobili.
In merito, il presidente della Confedilizia ha detto: “Si impongono dei paletti tali che non consentono di fatto di raggiungere l’obiettivo, che è un ben triste obiettivo, di rinuncia alla proprietà dell’immobile. Però, nello stesso tempo, quella norma non ha un secondo comma che prevede la possibilità di tenere la casa o il terreno e non pagare l’Imu su quell’immobile o su quel terreno. Ci dovrebbe essere almeno quel comma aggiuntivo per renderla accettabile, ma non lo sarebbe comunque”.
Cedolare secca affitti commerciali, la grande assente
In conclusione, Spaziani Testa è tornato su un tema che vede l’organizzazione dei proprietari di casa in prima linea: l’estensione della cedolare secca agli immobili commerciali. Nello specifico, il presidente della Confedilizia ha affermato: “C’è poi una norma non presente e che, secondo noi, ci deve essere al più presto. Una norma prevista dalla legge delega di riforma fiscale. Si tratta dell’estensione della cedolare secca a tutte le locazioni, anche quelle non abitative”.
E ha sottolineato: “Io credo che sia veramente giunto il tempo di dare attuazione a un principio che lo stesso governo e lo stesso Parlamento hanno inserito in una legge importante, come la delega fiscale. Lo si faccia per gradi, lo si faccia a tappe, ma lo si faccia”.
Aggiungendo: “Non pensiamo certamente che si possa ottenere la stessa misura avuta per l’abitativo nel 2011, quindi per tutte le locazioni in essere e nuove, ma almeno si faccia come nel 2019, che si è partiti con i nuovi contratti. Si potrebbe dunque partire dai contratti stipulati da oggi. Altrimenti, siamo destinati a vedere sempre di più le situazioni di sfitto, di degrado, di desertificazione, che certamente questa norma non risolverebbe da un giorno all’altro, ma che contribuirebbe almeno ad attenuare. Soprattutto se integrata, come diciamo da tempo, da una disposizione che tolga un po’ di lacci e lacciuoli alla normativa contrattuale riguardante le locazioni a uso diverso dall’abitativo, quindi contratti più liberi, tassazione più ridotta. Sicuramente, ci sarebbero degli effetti in termini di ritorno alla vita di tante aree del Paese che sono in difficoltà”.
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