Tutto ciò che c’è da sapere sui requisiti di sicurezza, i modelli consentiti e le distanze da rispettare per evitare sanzioni
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Caldaia sistema moderno di riscaldamento autonomo locale caldaia
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L'integrazione di un impianto di riscaldamento all'interno dei locali di servizio domestici rappresenta una scelta frequente, dettata spesso dalla necessità di ottimizzare la superficie calpestabile in appartamenti di metrature ridotte. Tuttavia, il bagno è un ambiente particolare, caratterizzato da un'alta concentrazione di umidità e dalla presenza costante di acqua, elementi che impongono una valutazione tecnica rigorosa

Per garantire l'incolumità di chi lo utilizza e la piena conformità legale, è essenziale verificare che ogni componente rispetti i parametri di sicurezza vigenti, assicurandosi di avere una caldaia in bagno a norma.

Dove non si può mettere la caldaia

La normativa italiana è molto chiara nell'individuare i locali in cui la presenza di un apparecchio a gas potrebbe costituire un pericolo immediato. In linea generale, non è consentito installare generatori di calore in ambienti dove non è garantito un corretto afflusso di aria comburente o dove il rischio di ristagno di gas nocivi è elevato. 

Una caldaia situata in bagno non è a norma se è di tipo B (camera aperta). Il divieto nasce dal fatto che tali apparecchi prelevano l'ossigeno necessario alla combustione direttamente dal locale circostante, espellendo i fumi per effetto del tiraggio naturale. L’installazione di una caldaia di questo tipo comporta un’esposizione al rischio di saturazione da monossido di carbonio troppo elevato.

Impianto di riscaldamento a rotazione manuale
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Quali caldaie sono ammesse

Sono, invece, ammessi gli apparecchi di tipo C, caratterizzati dalla camera stagna e dal tiraggio forzato, come avviene per i modelli a condensazione. Questa soluzione è idonea poiché non richiede aperture di ventilazione specifiche per la combustione nel locale, essendo il circuito sigillato rispetto all'ambiente interno. 

L'installazione deve comunque garantire il rispetto delle norme di sicurezza circa la distanza necessaria tra l’impianto elettrico e le vasche o docce. Pertanto, è compito del tecnico abilitato certificare il rispetto della norma UNI 7129, previa verifica anche della corretta evacuazione dei fumi a tetto secondo i regolamenti vigenti. 

Peraltro, in merito alla gestione burocratica degli impianti, è utile informarsi su cosa preveda la bozza di riforma circa lo stop ai controlli sulle caldaie, avanzata dal Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza energetica (Mase) in un'ottica di semplificazione delle procedure. L’attenzione deve essere posta, in particolare, alle scadenze della manutenzione degli impianti. 

Quando è consentito installare la caldaia in un bagno cieco

La normativa permette l'installazione in locali privi di finestre solo se l'apparecchio è a camera stagna (tipo C). È però fondamentale che il locale disponga di un sistema di aerazione, anche artificiale, per il ricambio igienico dell'aria, sebbene non sia necessario per il funzionamento della caldaia stessa. 

Inoltre, bisogna verificare con attenzione quando è obbligatorio l'antibagno, poiché in alcune configurazioni edilizie il passaggio tra cucina e bagno richiede una zona filtro che può influenzare il posizionamento dei condotti.

Si può installare una caldaia in bagno?

Il nocciolo della questione risiede nella tecnologia dell'apparecchio. Per comprendere la fattibilità dell'intervento, bisogna chiarire che cos'è la caldaia a camera stagna. Si tratta di un dispositivo il cui modulo di combustione è ermeticamente isolato dal locale di installazione. 

L'aria necessaria viene prelevata dall'esterno tramite un doppio tubo o un condotto coassiale, che provvede contemporaneamente all'espulsione dei fumi. Le condizioni necessarie per procedere all'installazione in bagno di una caldaia di questo tipo includono:

  • la verifica del volume minimo del locale, se richiesto dal produttore;
  • l'osservanza delle distanze minime dai sanitari;
  • il collegamento a una canna fumaria certificata;
  • la presenza di una presa di corrente a norma nelle vicinanze;
  • il corretto scarico della condensa per i modelli più moderni.

Si può posizionare una caldaia sopra la vasca da bagno

Il posizionamento fisico di un impianto è regolato dalla norma CEI 64-8, che definisce i volumi di protezione. Una caldaia sopra la vasca da bagno è generalmente vietata nelle "Zone 0, 1 e 2". Ciò significa che la caldaia deve essere situata a una distanza orizzontale di almeno 60 cm dal bordo della vasca o della doccia (Zona 3). 

Alcuni modelli con grado di protezione IPX5D - standard che indica la protezione di un dispositivo da getti d'acqua da qualsiasi direzione - possono avere deroghe, ma la consulenza di un elettricista esperto rimane indispensabile per evitare rischi di folgorazione.

Tecnico che lavora per risolvere i problemi della casa del cliente
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Come devono essere le caldaie per essere a norma

Il mercato offre diverse soluzioni, ma la tecnologia a condensazione è diventata lo standard di riferimento. Per essere conforme, la normativa su una caldaia a condensazione da collocare in bagno richiede non solo l'integrità della camera stagna, ma anche un sistema efficiente per lo smaltimento del liquido acido prodotto durante il funzionamento. Il fluido deve essere convogliato negli scarichi domestici, preferibilmente utilizzando tubazioni resistenti alla corrosione.

Caratteristica

Tipo B (Camera Aperta)

Tipo C (Camera Stagna)

A Condensazione

Installabile in bagno

No

Prelievo aria

dal locale

dall'esterno

dall'esterno

Efficienza energetica

Bassa

Media

Molto alta

Sicurezza

Rischio monossido

Elevata

Elevata

Esistono poi delle variazioni regionali che bisogna considerare. Ad esempio, la normativa della Regione Lombardia sulla caldaia a condensazione in bagno prevede la conformità dell'impianto al Catasto Unico Regionale Impianti Termici (CURIT) mediante il rispetto di rigide procedure di accatastamento e la targatura della caldaia fin dalla prima accensione.

Tuttavia, la normativa di riferimento dei tecnici sulla caldaia in bagno rimane la UNI 7129. La norma definisce le regole per la messa in servizio degli impianti a gas per un uso domestico. Più nel dettaglio, è necessario accertarsi che:

  • i condotti di scarico dei fumi siano stati realizzati con materiali idonei e certificati;
  • la tenuta dell'impianto sia stata verificata con prove di pressione;
  • sia stata rilasciata l'obbligatoria Dichiarazione di Conformità (DiCo) al termine dei lavori;
  • sia garantita l'accessibilità per le operazioni di manutenzione periodica.

Requisiti di spazio per l'incasso della caldaia in bagno

Se si decide di inserire la caldaia all'interno di un mobile o di un armadio tecnico in bagno, bisogna rispettare le distanze minime per evitare il surriscaldamento e permettere gli interventi tecnici. È pertanto essenziale:

  • lasciare almeno 30 cm tra la parte superiore della caldaia e il tramezzo dell'armadio;
  • mantenere almeno 10 cm tra il fondo dell'apparecchio e la base del mobile;
  • assicurare uno spazio frontale di almeno 70 cm per consentire al tecnico di operare agevolmente;
  • prevedere griglie di aerazione sul mobile per evitare accumuli di calore.

È sempre utile valutare la ventilazione generale del bagno per prevenire la formazione di muffe, anche se l'apparecchio è a camera stagna. L'adeguamento tempestivo di un impianto non conforme non è solo un obbligo di legge, ma un investimento sulla sicurezza della propria abitazione.

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