Ville eleganti, complessi industriali e il fascino unico del Liberty italiano che vanno a definire l’immagine di una città.
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Particolare di Villa Scott a Torino
Emanuela Meme Giudici - CC-BY 3.0 / Wikimedia Commons
Digital Dreams (Collaboratore di idealista news)

Passeggiando per Torino, soprattutto nei quartieri di Cit Turin e San Donato, si ha spesso la sensazione di attraversare una città sospesa tra Belle Époque e modernità industriale: balconi in ferro battuto, vetrate colorate, fiori scolpiti nelle facciate raccontano un’epoca in cui l’architettura cercava bellezza e progresso nello stesso gesto progettuale. E in questo racconto urbano, le opere di Pietro Fenoglio sono tra le pagine più affascinanti da scoprire.

Chi era Pietro Fenoglio e come ha firmato il Liberty torinese

Pietro Fenoglio nasce a Torino nel 1865, in una città che sta diventando uno dei poli industriali più importanti d’Italia. Qui si forma come ingegnere alla Regia Scuola di Applicazione per Ingegneri e si laurea nel 1889, iniziando una carriera che lo porterà a essere, nel giro di pochi anni, uno dei protagonisti della scena architettonica cittadina.

I suoi primi lavori seguono il gusto eclettico dell’epoca, con richiami al gotico e al rinascimento, ma l’inizio del Novecento porta con sé una ventata di novità: l’Art Nouveau diffusa in Francia, Belgio e Germania, arriva anche in Italia; in particolare, la svolta per Fenoglio arriva con l'Esposizione Internazionale di Arte Decorativa Moderna del 1902, organizzata proprio a Torino, dove entra in contatto diretto con le nuove tendenze europee.

Da quel momento, il giovane architetto diventa il principale interprete del Liberty torinese. Il suo stile unisce rigore ingegneristico e fantasia decorativa: ferro, vetro e cemento si combinano con motivi floreali, linee sinuose e soluzioni volumetriche innovative. Ma Fenoglio non è solo un architetto: nel corso del tempo, infatti, si distingue anche come imprenditore, consigliere comunale e protagonista della vita pubblica torinese. Quando muore nel 1927 lascia una città segnata in modo indelebile dalla sua visione.

Le più importanti strutture di Pietro Fenoglio a Torino

Tra il 1900 e il 1910 Torino vive un vero boom edilizio, e Pietro Fenoglio è tra i professionisti più richiesti. I suoi edifici sorgono soprattutto nei nuovi quartieri residenziali a nord-ovest del centro, dove la borghesia industriale cerca case moderne e rappresentative: qui il Liberty diventa un linguaggio urbano diffuso, e Fenoglio ne è il narratore principale.

Casa Fenoglio - Lafleur

Casa Fenoglio - Lafleur, costruita tra il 1902 e il 1903, è spesso considerata il manifesto del Liberty torinese. Fenoglio la progetta come propria abitazione e studio professionale, un laboratorio in cui sperimentare forme, materiali e decorazioni.

In particolare, il celebre bovindo angolare, le vetrate policrome e i balconi in ferro battuto creano un gioco di luci e ombre rendendo l’edificio dinamico e quasi vivo, in costante movimento; poi, la torre con la cupola a forma di fiore diventa un simbolo della città, una firma architettonica immediatamente riconoscibile.

Casa Fenoglio a Torino
Mister No - CC BY-SA 3.0 / Wikimedia Commons

Villa Scott

Sulla collina torinese, immersa nel verde, sorge Villa Scott, costruita nel 1902: qui Fenoglio declina il Liberty in chiave più scenografica e residenziale, con torrette, logge, terrazze e vetrate decorative.

Grazie a tutti questi elementi, la villa sembra uscita direttamente da un racconto di fine secolo, un luogo sospeso tra sogno e realtà; non a caso, la sua atmosfera suggestiva ha affascinato anche il cinema, visto che è la villa dove è stato girato Profondo Rosso, il famoso film Dario Argento, diventando un’icona della cultura pop oltre che architettonica.

Villino Raby

Il Villino Raby, realizzato nel 1901, è una delle prime opere in cui Fenoglio sperimenta il linguaggio Liberty. Le facciate sono animate da balconi in ferro battuto, decorazioni floreali e volumi articolati, che rompono la rigidità dell’architettura ottocentesca.

In questo edificio si intravede già la direzione futura del suo stile, una sintesi tra tradizione costruttiva e modernità formale.

Villino Raby a Torino
Enryonthecloud, Pubblico Dominio / Wikimedia Commons

Casa Pecco

Casa Pecco, costruita nel 1902, mostra un altro lato della produzione di Fenoglio: l’edilizia urbana destinata all’affitto; qui il Liberty non è solo decorazione per élite, ma linguaggio diffuso nella città quotidiana.

Le facciate presentano motivi floreali e geometrici, mentre la struttura segue uno schema urbano più tradizionale. È un esempio di come Fenoglio sia riuscito a portare il nuovo stile anche in edifici funzionali, contribuendo a diffondere un’estetica moderna nel tessuto urbano.

Altre opere di Pietro Fenoglio da conoscere

Le ville e i palazzi Liberty hanno reso celebre il nome di Fenoglio, ma il suo lavoro non si esaurisce in quelle architetture iconiche; infatti, il progettista torinese opera in un momento in cui la città è un grande laboratorio urbano, dove industria, borghesia e nuove classi sociali chiedono spazi, case, fabbriche, infrastrutture. 

In questo ambito nascono molte delle opere di Pietro Fenoglio meno note al grande pubblico, ma fondamentali per capire il suo ruolo nella trasformazione della Torino moderna: eccone alcune tra le più rilevanti.

  • Casa Masino (1902): edificio residenziale in stile Liberty situato nel quartiere Cit Turin, caratterizzato da decorazioni floreali in facciata, balconi in ferro battuto e soluzioni volumetriche articolate, tipiche del linguaggio fenogliano.
  • Casa Maffei (1903): palazzo d’affitto con facciate decorate e una struttura urbana tradizionale reinterpretata con elementi Liberty, che dimostra la capacità dell’architetto di applicare il nuovo stile all’edilizia borghese diffusa.
  • Casa Florio (1902): un altro esempio di edificio residenziale in cui Fenoglio sperimenta motivi decorativi e composizioni asimmetriche, contribuendo alla diffusione del Liberty nel tessuto urbano torinese.
  • Complessi per la Società Torinese per le Abitazioni Popolari (primi anni del Novecento): Fenoglio partecipa alla progettazione di edilizia sociale, realizzando case per operai e impiegati con attenzione alla qualità costruttiva e all’organizzazione degli spazi, anticipando temi della moderna urbanistica sociale.
  • Stabilimenti industriali e opifici: l’architetto lavora anche nel settore industriale, progettando fabbriche e strutture produttive in cui unisce funzionalità, innovazione tecnica e una certa attenzione formale, in linea con la cultura industriale torinese dell’epoca.
  • Partecipazione al Piano Regolatore di Torino del 1908: Fenoglio è coinvolto nel dibattito e nella definizione delle linee di sviluppo urbano della città, contribuendo alla pianificazione dei nuovi quartieri e delle infrastrutture, in un momento chiave della crescita metropolitana.
  • Padiglioni e allestimenti per l’Esposizione Internazionale del 1902: oltre agli edifici permanenti, Fenoglio prende parte alla progettazione di strutture effimere e allestimenti per l’esposizione che segna l’affermazione del Liberty in Italia.

Guardando questo insieme di opere emerge il ritratto di un professionista poliedrico, capace di muoversi tra committenze private, edilizia pubblica e pianificazione urbana, diventando non solo l’architetto delle ville borghesi, ma uno dei protagonisti della Torino moderna da vedere, una città che anche grazie al suo lavoro entra nel Novecento con un volto nuovo, industriale e al tempo stesso profondamente decorativo.

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