Il bidet è una caratteristica distintiva delle case italiane, ma l’origine del bidet è sorprendentemente francese. Nato come oggetto di lusso nelle camere da letto aristocratiche, questo sanitario ha attraversato secoli di storia tra mode, tabù e rivoluzioni igieniche, fino a diventare un simbolo da un lato e un piccolo “mistero” per molti stranieri dall’altro.
Chi ha inventato il bidet: la sua storia
L’invenzione del bidet risale alla Francia tra la fine del XVII e l’inizio del XVIII secolo. Molti storici attribuiscono l’ideazione del primo bidet ai maestri falegnami ed ebanisti francesi specializzati in mobili da camera, che cercavano soluzioni eleganti per la cura del corpo.
In particolare, fu Christophe Des Rosiers, artigiano parigino attivo a inizio Settecento, che avrebbe realizzato i primi modelli destinati all’alta aristocrazia. Fu così che nel corso del XVIII secolo il bidet si diffonde nelle corti europee come oggetto di moda e status.
Solo tra XIX e XX secolo, con lo sviluppo dell’impiantistica idraulica domestica e dei bagni moderni in muratura, il bidet assume la forma di sanitario fisso in ceramica, collegato all’acqua corrente e allo scarico. A quel punto smette di essere un mobile di lusso per pochi e diventa potenzialmente un elemento che tutti possono avere in bagno.
L'origine del nome bidet: da dove proviene?
A riprova dell’invenzione francese del bidet è possibile anche guardare all’etimologia del nome. La parola “bidet” deriva dal francese antico e letteralmente significa “pony” o “cavallino”. Anche se l’associazione può sembrare curiosa, ma ha una spiegazione abbastanza intuitiva e si riferisce alla metodologia d’uso del sanitario.
Curiosamente, a differenza di molti altri oggetti d’arredo e sanitari, il termine francese è rimasto pressoché invariato in tante lingue: in italiano, spagnolo, portoghese e persino in inglese si usa la parola “bidet”.
Chi portò il bidet in Italia?
La storia del bidet in Italia inizia anch’essa nelle corti e nei palazzi nobiliari, dove l’influenza culturale francese era fortissima tra Settecento e Ottocento. In particolare, fu la regina di Napoli Maria Carolina d’Asburgo-Lorena che decise di averne uno nella Reggia di Caserta. Tuttavia, fu solo dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale che nei bagni delle case private si iniziò a diffondere il sanitario, diventando universalmente presente.
Perché il bidet esiste solo in Italia?
Bisogna quindi chiedersi: se l’origine del bidet è francese, come mai oggi viene percepito come tipicamente italiano? In Francia, infatti, il bidet fu iniziato a essere associato con usanze socialmente stigmatizzate, in quanto era soprattutto presente nei bordelli. Per ragioni di spazio e ottimizzazione dell’arredamento fu poi lentamente abbandonato.
D’altra parte, però, il bidet non è diffuso unicamente in Italia, in quanto è comune da trovare anche nei paesi mediterranei, come ad esempio Spagna, Portogallo, Grecia o Albania. Il bidet è molto diffuso anche in America Latina e si trova molto facilmente nelle case di Paraguay, Cile, Argentina e Uruguay.
In quale nazione non usano il bidet
Nei Paesi anglosassoni – come Stati Uniti, Canada, Regno Unito e Australia – il bidet tradizionale è molto raro nelle case e ancora piuttosto insolito anche negli alberghi. Storicamente è stato visto come un oggetto “continentale”, legato soprattutto alla cultura francese e italiana, e non si è mai diffuso nel mercato dell’edilizia residenziale.
Anche in gran parte del Nordeuropa e dei Paesi scandinavi (Germania, Danimarca, Svezia, Norvegia, Finlandia) il bidet non è comune nei bagni di casa. In molte aree dell’Asia – come Cina, Corea e Giappone – il bidet classico è poco diffuso, ma è diffuso l’uso dell'idroscopino o del wc con funzione bidet integrata.
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