Cosa vedere di insolito a Torino? Una guida fuori dal comune per scoprire la città

Dalla Galleria Subalpina al Parco Dora: itinerario nella Torino meno conosciuta, tra storia, misteri e trasformazioni urbane.
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Isiwal, CC BY-SA 4.0 Wikimedia commons

Torino ha sempre qualcosa di nuovo da offrire: dopo aver già visto la Mole, Piazza Castello e il Museo Egizio, ci sono altri luoghi da esplorare per conoscere ancora meglio le varie anime della città. Torino è fatta da gallerie ottocentesche dove il tempo sembra essersi fermato, da palazzi costruiti in maniera peculiare, e da leggende esoteriche. Ecco allora una guida per scoprire una Torino insolita e fuori dal comune.

Galleria Subalpina

Nel cuore del centro storico, tra Piazza Castello e Piazza Carlo Alberto, la Galleria Subalpina è uno di quei luoghi che molti attraversano di fretta. Tuttavia, bisognerebbe prestare attenzione a questo passaggio ottocentesco coperto da un’elegante volta in vetro e ferro, decorato con marmi, lampioni d’epoca e vetrine.

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La Galleria Subalpina fu costruita a fine Ottocento, in piena moda dei passages coperti, per collegare le vie centrali e creare uno spazio elegante per negozi, caffè e botteghe. 

La Biblioteca Reale

Situata accanto ai Musei Reali, la Biblioteca non è solo uno spazio per studiosi, ma un piccolo scrigno di arte, storia e silenzio. Voluta da Carlo Alberto a metà Ottocento per raccogliere le collezioni librarie di Casa Savoia, i suoi ambienti storici, con scaffalature in legno, ritratti e globi antichi, raccontano ancora oggi il gusto e le ambizioni culturali della corte. 

La sua particolarità più celebre è senza dubbio il Fondo Leonardo, che conserva il famoso Autoritratto di Leonardo da Vinci e alcuni disegni del maestro. Anche se l’esposizione varia e le opere non sono sempre visibili, se possibile vale la pena passeggiare tra queste meravigliose sale.

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Phyrexian, CC BY-SA 4.0 Wikimedia commons

Chiesa della Misericordia

Nel fitto tessuto barocco del centro, la Chiesa della Misericordia è una gemma tra i palazzi di via Barbaroux.  Dal punto di vista artistico, l’interno custodisce decorazioni barocche, altari laterali e tele che meritano uno sguardo attento. Ma la sua vera particolarità è l’atmosfera: all’interno è possibile isolarsi dai rumori del traffico e della città.

Casa Scaccabarozzi (o Fetta di Polenta)

Tra i simboli più fotografati di Torino, Casa Scaccabarozzi – ribattezzata dai torinesi Palazzo Fetta di Polenta – è uno degli edifici più bizzarri di Torino. Si trova in via Giulia di Barolo, nel quartiere Vanchiglia, e il soprannome dice già molto: una casa stretta, allungata, color giallo vivo, che sembra proprio una fetta di polenta infilata tra due vie.

La sua storia è legata all’architetto Alessandro Antonelli, lo stesso della Mole: come spesso accadeva all’epoca, doveva costruire su un lotto piccolo e irregolare, e ne approfittò per sfidare i limiti strutturali. Il risultato è un edificio incredibilmente sottile, con una delle facciate che misura meno di un metro di spessore. 

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Emanuele, CC BY-SA 2.0 Wikimedia commons

Il Portone del Diavolo

Torino è da sempre associata a leggende esoteriche e misteriose, e il cosiddetto Portone del Diavolo è uno dei luoghi simbolo di questa fama. Si trova in via XX Settembre, incastonato nel Palazzo Trucchi di Levaldigi. Il portone è decorato con un elaborato intreccio di motivi in ferro battuto, tra i quali spicca una figura di demonio con corna e ghigno beffardo. Intorno a questa immagine, naturalmente, sono nate molte storie e curiosità.

MAU - Museo Arte Urbana

Nel Borgo Campidoglio, una zona residenziale di fine Ottocento, è nato uno dei primi musei d’arte urbana a cielo aperto in Italia. Murales, installazioni, tabelle artistiche, graffiti d’autore si alternano ai normali elementi della vita quotidiana: portoni, finestre, balconi.

Qui l’arte non è calata dall’alto, ma si intreccia con la storia del quartiere e con le persone che ci vivono. Per scoprirlo al meglio si può semplicemente passeggiare nel quartiere o studiare un itinerario in base alle opere che si vogliono vedere.

Parco Dora

Parco Dora è uno dei luoghi che meglio raccontano la trasformazione di Torino da città industriale a città post-industriale. Sorge dove un tempo c’erano grandi stabilimenti e oggi è un parco che ha scelto di integrare il passato nel paesaggio urbano. 

La prima cosa che colpisce sono le enormi strutture d’acciaio, i piloni rossi, le coperture metalliche lasciate in piedi come scheletri di una città fantasma. In mezzo, si snodano percorsi pedonali e ciclabili, aree verdi, spazi per lo sport e per gli eventi. Parco Dora è anche uno dei luoghi preferiti da fotografi e appassionati di street culture: qui si organizzano festival, contest, eventi musicali.

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Zairon, CC BY-SA 4.0 Wikimedia commons

Vivere a Torino

La città che emerge è molto diversa dall’immagine che molti associano a Torino: si tratta di un capoluogo a misura d’uomo, con quartieri variegati, molti spazi verdi, una vita culturale ricca e un ritmo più tranquillo rispetto ad altre grandi metropoli italiane.

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Unsplash

Uno dei punti di forza è la qualità della vita. Torino è abbastanza grande da offrire università importanti, musei di livello internazionale, teatri, festival, cinema d’essai, locali e ristoranti per tutti i gusti; ma è anche abbastanza compatta da permettere spostamenti relativamente rapidi, soprattutto se ci si muove in bici o con i mezzi pubblici. Scopri quindi con idealista i migliori quartieri dove vivere a Torino, gli ultimi annunci per case in vendita o in affitto, e trova la soluzione più adatta a te:

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