La rottamazione quinquies 2026 è stata estesa ai debiti comunali. Oltre alle multe stradali, la definizione agevolata riguarderà anche la sanatoria per IMU e TARI. Inoltre, le ultime modifiche approvate dalla commissione Finanze del Senato al decreto accise ter cambiano anche il calendario, con lo spostamento del termine per le decisioni degli enti dal 30 giugno al 31 luglio. Ma non è l’unica novità.
La novità della rottamazione quinquies
Durante il passaggio al Senato, la commissione ha attuato numerosi ritocchi al testo del decreto fiscale. Una delle novità più importanti riguarda la proroga e l’estensione della possibilità di aderire alla rottamazione quinquies anche per i debiti con Regioni ed enti locali. I Comuni potranno decidere autonomamente di applicare la definizione agevolata ai carichi affidati alla riscossione dal 2000 al 2023, con pagamenti fino a 54 rate bimestrali a partire dal 2027.
Ma non è tutto, perché le più recenti modifiche approvate dalla commissione Finanze del Senato al decreto accise ter cambiano anche il calendario. Nello specifico, vengono spostati i termini per le decisioni degli enti, dal 30 giugno al 31 luglio: Anche la scadenza per la dichiarazione dei contribuenti interessati passerebbe dal 16 ottobre al 15 dicembre. Stesso discorso anche per il termine della prima o unica rata, che dovrebbe essere fissara per il 31 marzo invece del 31 gennaio 2027.
Requisiti per la rottamazione quinquies di IMU e TARI
La rottamazione quinquies, nel dettaglio, sarà aperta anche per multe stradali, ma limitatamente a interessi e aggio, senza sconti sulla sanzione principale. Si tratta del primo di una serie di step che definisce la sanatoria delle tasse locali, dall’IMU alla TARI sul fronte comunale, ma anche in relazione al bollo auto se si pensa invece ai tributi regionali.
Per chi aderisce ai piani di rateizzazione arriva inoltre una maggiore flessibilità: un emendamento della Lega ha introdotto una tolleranza di cinque giorni sui ritardi nei versamenti prima della decadenza dal beneficio. Una misura che punta a ridurre le esclusioni automatiche dovute a pagamenti effettuati con lieve ritardo.
Le novità, quindi, riguardano l’ammissibilità dei carichi affidati alla riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023. Rientrano i debiti per IMU, TARI, addizionali comunali e regionali, ma anche multe stradali (con regole specifiche).
IMU e TARI: quanto si risparmia davvero?
Con la rottamazione quinquies, applicata ai debiti per mancati pagamenti di IMU e TARI, sarà possibile pagare solo la quota capitale (l'imposta omessa) e le spese di notifica/procedure esecutive. Vengono cancellate le sanzioni (che sull'IMU possono essere molto pesanti, fino al 30% e oltre), interessi di mora e aggio.
Facendo un esempio pratico: nel caso di un debito per mancato versamento dell’IMU di 1.000 euro, la somma dovuta può scendere drasticamente, in quanto viene eliminata la quota prevista per il carico di sanzioni e interessi accumulati negli anni.
Come funziona la rottamazione quinquies per IMU e TARI
Per quanto riguarda l’adesione alla rottamazione quinquies per regolarizzare le proprie cartelle per IMU e TARI, sarà possibile presentare domanda, sempre tramite il portale della Riscossione e non tramite i canali degli enti territoriali, dal 16 ottobre e fino al 15 dicembre 2026.
Mentre la Comunicazione delle somme dovute, il prospetto contenente il conto e la ripartizione delle somme, verrà comunicata entro il 31 dicembre 2026. Come previsto per la rottamazione nazionale, anche per la rottamazione quinquies delle tasse locali è prevista la modalità di pagamento in un’unica soluzione o fino a un massimo di 54 rate a scadenza bimestrale, con un minimo di 100 euro per ciascuna rata. Verrà applicato il tasso di interesse del 3% annuo a partire da febbraio 2027.
Il ruolo dei Comuni
Tuttavia, è importante sottolineare un punto fondamentale: la sanatoria non è automatica. È prevista, infatti, una delibera di adesione da parte delle amministrazioni locali da approvare entro il 31 luglio 2026. Per questo, il consiglio da parte dei cittadini è quello di monitorare l'albo pretorio del proprio Comune o il sito istituzionale entro fine luglio per capire se l'ente ha scelto di partecipare.
Calendario e scadenze: le date da segnare
Proprio alla luce di questo, è importante tenere a mente quali saranno le tappe fondamentali per assicurarsi se sarà possibile iscrivere le proprie pendenze con il Fisco alla proroga della rottamazione quinquies:
- 31 luglio 2026: Termine per i Comuni per deliberare l'adesione e comunicarla ad AdER.
- 31 luglio 2026: Pubblicazione delle delibere sui siti dei Comuni.
- 15 settembre 2026: AdER mette a disposizione il Prospetto Informativo aggiornato.
- 16 ottobre – 15 dicembre 2026: Finestra per presentare la domanda telematicamente.
- 31 marzo 2027: Scadenza della prima rata o del versamento in un'unica soluzione.








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