Con l’alta velocità, le connessioni bus e i treni regionali, oggi si può disegnare un itinerario del Sud senza noleggiare un’auto, passando dal Tirreno più iconico allo Ionio meno scontato. Scalea e Reggio Calabria aprono scenari pratici verso mare, borghi e parchi. Il risultato è un percorso a tappe, più leggero e spesso più rapido nei giorni di traffico. Ecco, allora, come visitare la Calabria senza auto.
- Come arrivare: alta velocità + Itabus + regionali
- Porte d’accesso: Scalea e Reggio Calabria
- Tropea e la Costa degli Dei senza auto
- Scilla: case sull’acqua e mito nello Stretto
- Reggio Calabria: perché fermarsi in città
- Pollino: pausa di montagna nel Sud più verde
- Lo Ionio che sorprende: Crotone, Cirò Marina e Cariati
- Cosenza e Catanzaro: alla scoperta dell'entroterra
Come arrivare: alta velocità + Itabus + regionali
Il primo passaggio è scegliere l’alta velocità con destinazione Calabria, partendo da città come Milano, Bologna, Roma e Napoli. Da qui il viaggio non finisce in stazione: grazie alle connessioni con Itabus si aprono direttrici verso l’Ionio, mentre i treni regionali proseguono lungo entrambe le coste e verso l’interno.
Le combinazioni treno+bus consentono di raggiungere Sibari, Cariati, Cirò Marina e Crotone, ampliando il raggio ben oltre le fermate principali. Dalle stazioni AV di Scalea e Reggio Calabria, invece, si continua in regionale verso Cosenza, Catanzaro e altri centri capillari.
Porte d’accesso: Scalea e Reggio Calabria
Scalea funziona come una porta naturale sulla Riviera dei Cedri, un tratto che mette insieme la costa scenografica e piccoli centri dal carattere forte. Qui si è a un passo da San Nicola Arcella e dalla celebre insenatura dell’Arcomagno, dove scogli e sabbia disegnano una mezzaluna fotogenica. Reggio Calabria, dal canto suo, è la base ideale per spingersi fino allo Stretto, muoversi verso Scilla e, quando serve, deviare lungo il versante ionico. Entrambe le stazioni riducono la dipendenza dall’auto, trasformando i trasferimenti in brevi tratte locali.
Tropea e la Costa degli Dei senza auto
Se il Tirreno calabrese avesse un’icona, sarebbe Tropea: centro storico sulla rupe, spiagge ai piedi del borgo e il santuario di Santa Maria dell’Isola che domina il mare. Si arriva impostando Vibo-Pizzo come snodo e poi si completa il tragitto con regionali, taxi o transfer locali.
L’alta stagione chiede anticipo su alloggi e spostamenti, ma giugno e settembre offrono mare invitante e un ritmo più disteso rispetto ad agosto. Dal centro si irradiano tappe brevi verso Parghelia, Zambrone e Capo Vaticano, dove il colore dell’acqua cambia in pochi metri.
Scilla: case sull’acqua e mito nello Stretto
Più a sud, Scilla è un’altra storia: meno villeggiatura pura, più borgo marinaro con una personalità netta. Il quartiere di Chianalea sorprende per le case adagiate quasi in mare, le barche allineate come fossero sotto casa e vicoli che finiscono sull’acqua. Dall’alto, il Castello Ruffo osserva lo Stretto e la spiaggia di Marina Grande aggiunge la nota balneare quando serve. Qui il paesaggio dialoga con la mitologia e con le correnti, visibili a occhio nudo nelle giornate limpide. È uno di quei luoghi dove fermarsi nel tardo pomeriggio cambia il senso del viaggio: la luce fa il resto.
Reggio Calabria: perché fermarsi in città
Considerata spesso una città di passaggio, Reggio Calabria premia chi decide di restare. Il lungomare è una terrazza naturale sulla Sicilia, con montagne che sembrano avvicinarsi quando l’aria è tersa. Il Museo Archeologico Nazionale custodisce i Bronzi di Riace, mentre il centro cittadino e il Castello Aragonese completano un quadro urbano più ricco del previsto. La stazione AV rende semplici le escursioni di giornata lungo costa e entroterra, senza la pressione della guida.
Pollino: pausa di montagna nel Sud più verde
Chi pensa alla Calabria solo come mare si perde metà del racconto. Dal versante di Scalea si risale verso il Parco Nazionale del Pollino, un territorio che parla la lingua dei boschi, delle gole e dei paesi arroccati. È l’idea giusta per spezzare una settimana balneare con trekking e panorami larghi, a patto di mettere in conto tempi corretti e qualche trasferimento locale.
Lo Ionio che sorprende: Crotone, Cirò Marina e Cariati
Le connessioni treno+bus aprono la strada al versante ionico, più disteso rispetto al Tirreno più noto. Crotone si legge attraverso il suo rapporto con il mare e l’archeologia: il promontorio di Capo Colonna, l’Area Marina Protetta di Capo Rizzuto e Le Castella sono riferimenti chiari del paesaggio.
Cirò Marina aggiunge la dimensione del vino e di una costa ampia, adatta a chi cerca mare ed enogastronomia senza eccessi. Cariati conserva un centro storico cinto da mura e una marina a vocazione balneare, con un ritmo che resta autentico.
Cosenza e Catanzaro: alla scoperta dell'entroterra
Dalle stazioni AV principali si prosegue in regionale verso Cosenza e Catanzaro, due città utili per riorientare la rotta. Cosenza permette di vistiare il Pollino e ha un centro storico spesso sottovalutato, capace di cambiare prospettiva sulla regione.
Catanzaro, posta tra due mari, funziona come crocevia per esplorare nuovi tratti di costa e l’interno. Usarle come basi intermedie aiuta a distribuire tempi e chilometraggi, evitando lunghi rientri serali.








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