Sembra un film, invece è tutto vero. Un campanile, facciate scrostate, finestre che guardano una valle color argilla. Craco, nel cuore della Basilicata, è una città fantasma sospesa su una cresta di calanchi. Si entra con il casco e si cammina solo con una guida, ma l’impatto resta: passi lenti, ghiaia che scricchiola, vento nei vicoli.
Perché il borgo è rimasto sospeso nel tempo
Nel 1963 una frana ha reso instabile il versante, costringendo gli abitanti a spostarsi più a valle, nell’area oggi chiamata Peschiera. In poco più di un decennio il paese in quota si è svuotato, lasciando porte sfondate e balconi affacciati sul vuoto. Per anni il sito ha subito saccheggi e vandalismi; poi è arrivata la messa in sicurezza e la creazione del Parco Museale Scenografico, che regola accessi e percorsi.
Segni del Medioevo tra calanchi e palazzi nobili
Il toponimo viene ricondotto spesso al latino “Graculum”, un “piccolo campo arato”, ma è nel Medioevo che Craco assume il profilo odierno. Tra XIV e XVI secolo il borgo attraversa una stagione di rilievo come feudo signorile, testimoniata da residenze affacciate sui vicoli principali. Sulle vie più importanti si riconoscono i palazzi Maronna, Grossi, Carbone e Simonetti, insieme a tratti della cinta muraria.
Sulla sommità emerge la Torre Normanna, struttura quadrangolare eretta nel XII secolo e alta circa 25 metri, un tempo presidio di difesa e avvistamento. Poco sotto resiste l’impianto della Chiesa Madre di San Nicola Vescovo, del XIV secolo: pareti scrostate e capitelli consumati, ma una geometria che parla ancora di riti e processioni.
Set da Oscar: i film girati tra vicoli e calanchi
La forza di Craco ha richiamato negli anni registi e troupe, trasformandola in una location iconica. Nel borgo e nei suoi dintorni sono state girate scene di pellicole molto note, che hanno contribuito a fissarne l’immagine nell’immaginario collettivo. Tra queste:
- Cristo si è fermato a Eboli (Francesco Rosi)
- The Passion of the Christ (Mel Gibson)
- Basilicata Coast to Coast (Rocco Papaleo)
- King David
- Nativity
- La Lupa
- Sole anche di notte
- Terra bruciata
- Ninfa plebea
- Quantum of Solace (saga di 007)
Come si visita: regole, accessi e sicurezza
L’accesso a Craco Vecchia non è libero. Per motivi di sicurezza si entra solo accompagnati, seguendo i percorsi stabiliti dal Parco Museale Scenografico di Craco. Il punto di partenza è il centro visite nel nuovo abitato, dove si acquistano i biglietti e viene consegnato il caschetto protettivo.
Gli itinerari prevedono soste nei punti più significativi, con passaggi obbligati lungo tratti messi in sicurezza. Gli orari e le modalità possono variare: le informazioni aggiornate si dovrebbero verificare sul sito ufficiale della cooperativa che gestisce il parco insieme al Comune.
Come arrivare e quanto tempo serve
Craco si raggiunge principalmente in auto, attraversando strade interne che regalano già un assaggio del paesaggio lucano. Le distanze sono contenute dalla costa ionica e dall’area materana, ma il tratto finale richiede attenzione per i dislivelli e le curve. L’auto resta la scelta più pratica, specie se si prevede un’escursione in giornata e si desidera includere altri borghi o soste fotografiche lungo il percorso.
- Da Matera: circa 60 km, poco meno di un’ora di guida.
- In aereo: aeroporti utili Bari e Napoli, poi auto a noleggio.
Idee per abbinare la visita e allungare l’itinerario
Craco si inserisce bene in un itinerario lucano che combini paesaggio, storia e sapori. La vicinanza a Matera consente di costruire un percorso tra architetture rupestri e calanchi, aggiungendo soste nei borghi dell’entroterra. In un giorno pieno si può alternare il percorso guidato nel borgo abbandonato a una pausa nei paesi vicini per il pranzo, rientrando poi tra strade provinciali panoramiche.








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