CityWave, visita al cantiere dello "Sdraiato" che chiuderà il cerchio di CityLife

Con l'arch. Andrea Zerbini, project manager di Milano CityWave, idealista/news visita il cantiere che sarà concluso entro il 2026

La grande onda sospesa sullo skyline di Milano CityLife si chiama CityWave, e porta con sé l’idea di un futuro architettonico che è già presente. Dalla forma avveniristica al concetto urbanistico, passando per le strategie costruttive del building direzionale progettato dallo studio danese BIG – Bjarke Ingels Group, l’edificio che completa il quartiere CityLife si candida a diventare uno dei simboli più riconoscibili della nuova Milano. idealista/news ha visitato il cantiere a pochi mesi dalla conclusione dei lavori, prevista per la fine del 2026.

CityWave
CityWave idealista/news

Il progetto di Citywave

Nato sulla ex area della Fiera, CityLife è da anni uno degli esempi più citati di rigenerazione urbana in Europa. Con CityWave, il progetto promosso da Generali Real Estate raggiunge il suo atto conclusivo: due edifici – denominati East e West – uniti da una spettacolare canopy sospesa in legno e acciaio, un'architettura che non vuole competere con le tre torri già esistenti, ma completarle, inserendosi in modo armonioso nello skyline del quartiere.

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CityWave idealista/news

“Rispetto gli edifici a torre di Citylife la caratteristica di CityWave è di avere spazi aperti a balcone ad uso degli impiegati, - spiega Andrea Zerbini, Project Manager di Citylife. - Allo stesso tempo non si limita solo alla parte privata ma mette a disposizione anche 20 mila euro di aree pubbliche sotto forma di portico coperto da cui le persone dall’esterno possono accedere alle aree commerciali e verdi. 

Costruire un edificio del genere è difficilissimo, soprattutto per quanto riguarda la copertura, data la forte pendenza. Il merito è solo degli operai, dei veri angeli che lavorano in condizioni estreme legati a corde e con una squadra di emergenza sempre pronta ad intervenire in caso di bisogno”.

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Una copertura che è in realtà un parco solare

Quella canopy non è solo un vezzo estetico. Con i suoi circa 11.000 metri quadrati di pannelli fotovoltaici, diventerà il più grande parco solare urbano di Milano nonchè uno dei maggiori in Italia. La produzione stimata è di 1.200 MWh l'anno, con una potenza installata che sfiora i 2 MWh. Non si tratta soltanto di un primato tecnico: CityWave è concepito per essere il primo edificio dedicato agli uffici in Italia ad essere non solo a impatto zero, ma ad effetto positivo sull’ambiente, puntando non solo ad azzerare l’impatto ambientale ma a generarne uno positivo. 

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Come? Combinando il fotovoltaico con l'uso termico delle acque di falda e altri sistemi di efficienza energetica. In questo modo l'edificio consumerà il 45% in meno rispetto agli standard, evitando ogni anno l'emissione in atmosfera di circa 400-520 tonnellate di CO₂ – l'equivalente di quanto assorbito da 15.000-20.000 alberi. Sotto la stessa canopy sarà possibile raccogliere e riutilizzare le acque piovane, mentre lo spazio pubblico coperto alla base degli edifici sarà fruibile tutto l'anno come nuova piazza della città.

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Gli uffici di Citywave come nuovo modello di ambiente di lavoro

CityWave rappresenta anche una scommessa sul futuro dei luoghi di lavoro. I circa 60.000 metri quadrati di spazi direzionali sono pensati per rispondere a una nuova idea di ufficio, in cui la qualità della vita delle persone è centrale quanto l'efficienza operativa. L'integrazione con il parco circostante, la piazza coperta come luogo di incontro aperto, la connettività di alto livello: tutto concorre a definire un ambiente in cui lavorare bene significa anche stare bene. 

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“Nella lobby principale di ingresso si entrerà dalla piazza principale, mentre altre lobby saranno dedicate ai tenant, - descrive ancora Zerbini. 

- Le scale, una mobile e una normale, collegano attraverso un percorso pedonale gli uffici che si affacciano allo spazio a doppia altezza e i diversi punti di ingresso, dalla metropolitana alle piazza. Gli spazi comuni vengono rifiniti in accordo con la direzione artistica mentre gli spazi dedicati ai tenant saranno completamente personalizzabili”. 

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