I 7 cimiteri monumentali più belli d'Italia, ecco quali visitare

Grandi nomi dietro le sepolture e architetture grandiose rendono questi cimiteri luoghi da visitare.
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Rabax63, CC BY-SA 4.0 Wikimedia commons

I cimiteri monumentali sono considerati da molti come veri e propri musei. Tra viali alberati, sculture in marmo e tombe di personaggi illustri, si racconta la storia, l'arte e la sensibilità di intere città. Chi cerca una meta culturale insolita, i cimiteri monumentali più belli d’Italia sono quindi: Staglieno a Genova, il Verano a Roma, la Certosa di Bologna, il Cimitero Acattolico di Roma, le Porte Sante a Firenze, il Monumentale di Torino e le Fontanelle di Napoli.

Cimitero Monumentale di Staglieno

Staglieno, sulle colline di Genova, è considerato uno dei più importanti cimiteri d'Europa per la qualità delle sue sculture funerarie. Il progetto nasce da Carlo Barabino e viene portato a termine da Giovanni Battista Resasco: il cimitero apre ufficialmente nel 1851. 

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Tra le opere più amate c'è la tomba di Caterina Campodonico, la venditrice di noccioline che risparmiò per tutta la vita per farsi ritrarre in marmo. Qui riposano anche Giuseppe Mazzini, Fabrizio De André e Constance Lloyd, moglie di Oscar Wilde.

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Maurizio Beatrici, CC BY-SA 3.0 Wikimedia commons

Cimitero Monumentale del Verano

Il Verano è il cimitero storico di Roma. Si trova accanto alla Basilica di San Lorenzo fuori le Mura, tra le chiese romaniche più belle della città, e copre un'area di decine di ettari, il che lo rende uno dei più grandi del Paese.

Le sue origini risalgono all'inizio dell'Ottocento, durante il periodo napoleonico, quando le sepolture vennero spostate fuori dai centri abitati. Il primo impianto si deve a Giuseppe Valadier, mentre Virginio Vespignani firmò il celebre ingresso monumentale e il quadriportico. Non mancano i nomi celebri, da Alberto Sordi a Marcello Mastroianni, fino ad Alberto Moravia.

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NikonZ7II, CC BY-SA 4.0 Wikimedia commons

Cimitero della Certosa di Bologna

La Certosa di Bologna ha un fascino tutto particolare, perché unisce tre epoche in un solo luogo. Sotto il cimitero sono state rinvenute tombe etrusche, mentre gli edifici appartenevano a un monastero certosino fondato nel Trecento.

Nel 1801, dopo la soppressione degli ordini religiosi, il complesso diventò il cimitero comunale. Chiostri, logge e porticati furono via via riempiti di monumenti, dando vita a un percorso artistico che spazia dal neoclassicismo al liberty. Tra le sepolture più cercate ci sono quelle di Giosuè Carducci, Giorgio Morandi, Ottorino Respighi e Lucio Dalla. 

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Certosa di Bologna, CC BY-SA 4.0 Wikimedia commons

Cimitero Acattolico di Roma

Nascosto tra le mura Aureliane e la Piramide Cestia, nel quartiere Testaccio, il Cimitero Acattolico è uno degli angoli più poetici di Roma. Dal Settecento accoglie chi non apparteneva alla religione cattolica: protestanti, ortodossi, ebrei, atei e stranieri di ogni provenienza.

Molti arrivano fin qui per rendere omaggio ai poeti inglesi John Keats e Percy Bysshe Shelley. Poco distante riposano Antonio Gramsci, il poeta beat Gregory Corso e lo scrittore Andrea Camilleri. Da non perdere l'Angelo del Dolore, la scultura di William Wetmore Story diventata un'icona dell'arte funeraria.

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Gidipa, CC BY-SA 4.0 Wikimedia commons

Cimitero delle Porte Sante di Firenze

Pochi cimiteri al mondo possono vantare una vista come questa. Il Cimitero delle Porte Sante sorge accanto alla basilica di San Miniato al Monte, all'interno dei bastioni che Michelangelo progettò per difendere Firenze durante l'assedio del 1529-1530.

Anche qui l'elenco dei personaggi illustri è notevole. Riposano alle Porte Sante Carlo Collodi, il papà di Pinocchio, il gastronomo Pellegrino Artusi, lo scrittore Vasco Pratolini, lo statista Giovanni Spadolini e il regista Franco Zeffirelli.

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Tajchman, CC BY-SA 4.0 Wikimedia commons

Cimitero Monumentale di Torino

Inaugurato nel 1829 come Cimitero Generale, il Monumentale di Torino è uno dei cimiteri più estesi d'Italia. Nel corso dell'Ottocento e del Novecento si è ampliato più volte, e ogni ampliamento ha lasciato un'impronta stilistica diversa.

È il luogo ideale per chi ama la scultura liberty e simbolista. Leonardo Bistolfi, tra i grandi protagonisti del liberty italiano, ha lasciato qui alcune delle sue opere funerarie più intense. 

Tra le sepolture più visitate ci sono quelle di Edmondo De Amicis, autore di Cuore, e di Primo Levi. Il cimitero ospita anche Fred Buscaglione e numerosi protagonisti del Risorgimento e dell'industria torinese.

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GJo, CC BY-SA 3.0 Wikimedia commons

Cimitero delle Fontanelle

Il Cimitero delle Fontanelle, nel Rione Sanità di Napoli, non ha statue né cappelle: è un enorme ossario scavato in una cava di tufo. Qui sono custoditi i resti di migliaia di persone, in gran parte vittime della peste del 1656 e del colera dell'Ottocento. Alla fine dell'Ottocento il sacerdote Gaetano Barbati fece riordinare le ossa, e da quel momento nacque un culto popolare unico al mondo.

I napoletani iniziarono ad "adottare" i teschi, le cosiddette capuzzelle, appartenenti alle anime pezzentelle, cioè le anime abbandonate. Le pulivano, portavano loro fiori e in cambio chiedevano grazie e protezione. 

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Dominik Matus, CC BY-SA 4.0 Wikimedia commons

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